mercoledì 28 settembre 2016

Wat Chiang Man, Chiang Mai

Il tempio più antico di Chiang Mai
Wat Chiang Man fu fondato da re Mengrai nel 1297 sul sito di Wiang Nopburi, una città fortificata del popolo Lawa, che fu usata dal re come campo durante la costruzione della sua nuova capitale. Fu quindi il primo tempio di Chiang Mai, il più antico della città. Gli edifici sono splendidi esempi di architettura Lanna e ospitano alcune statue molto antiche e venerate del Buddha.

Dove si trova
Wat Chiang Man si trova verso l’angolo nord-est del centro storico, all’interno delle mura, tra Phra Pok Klao 13 Alley e Ratchaphakhinai 1 Alley. Entrando dal lato nord delle mura, attraverso Chang Puak Gate, si percorre Phrapokklao Road fino all'ufficio Thai Airways. Quindi si gira a sinistra e il tempio si trova sul lato sinistro dopo 200 metri.
Il complesso del tempio è aperto tutti i giorni dalle 6:00 alle 17:00. L'ingresso è gratuito.



Gli edifici di Wat Chiang Man
Il chedi
Il chedi, chiamato Chang Lom Chedi o Elephant Chedi, è la struttura più antica dell’intero complesso. Si erge da una base quadrata di pietra grigia, a due livelli, circondata da 15 elefanti, in mattoni e stucco, a grandezza naturale che emergono, con la parte anteriore del corpo, dalla struttura. Gli elefanti sembrano portare i livelli superiori dell'edificio sulle loro spalle. Al di sopra si trova la guglia dorata, che ospita sotto il pinnacolo la camera della reliquia. Il chedi è una miscela di stili Lanna e cingalese.

Il viharn grande
Il più grande dei due viharn, in stile Lanna, è un imponente edificio con un tetto a tre falde. La facciata anteriore è decorata con intarsi in legno dorati, raffiguranti motivi floreali. L'edificio è stato ristrutturato nel 1920 dal famoso monaco Khru Ba Srivichai. Il viharn ospita una grande mandapa, come altare, circondato da statue del Buddha. La statua più antica è un Buddha in piedi che regge una ciotola per l'elemosina, sulla cui base è inciso l’anno 1465.

Il viharn piccolo
Il più piccolo dei due viharn, anch’esso costruito in stile Lanna, ospita due statue di piccole dimensioni, ma molto antiche ed importanti del Buddha. Le scale all'ingresso del viharn sono sorvegliate da serpenti Naga. La facciata anteriore è molto bella, riccamente ornata con intarsi in legno. Di fronte all’entrata, c’è la grande statua centrale del Buddha. Appena dietro c’è la struttura in cui sono conservate le due statue molto venerate.

Il Phra Sila Buddha è una stele di pietra dove è scolpito un bassorilievo raffigurante un Buddha in piedi, mentre doma l'elefante “Nalagiri”. La stele fu probabilmente realizzata nello Sri Lanka più di mille anni fa. E’ molto venerata, si crede che abbia il potere di portare la pioggia e ha quindi un ruolo importante durante il Songkran festival, che si svolge nel mese di aprile, alla fine della stagione secca.
Il Phra Sae Tang Khamani Buddha, conosciuto anche come il Buddha di cristallo, è una piccola statua, alta 10 cm, scolpita in un cristallo di quarzo chiaro. La statua fu realizzata intorno al 200 per il re Ramraj di Lopburi e portata ad Hariphunchai (oggi Lamphun) dalla regina Chama Tewi nel ​​662. Fu trasferita a Chiang Mai dal re Mangrai nel 1296 dopo la conquista di Lamphun. Il Phra Sae Tang Khamani Buddha sopravvisse al saccheggio e da allora si crede abbia poteri protettivi.
Il baldacchino e il basamento in legno, rivestiti con più di 6 Kg d’oro, sono stati donati dal re Inthawichayanon nel 1874.

L’ubosot
L’ubosot risale al 19° secolo. La facciata anteriore è anch’essa decorata con intarsi in legno finemente intagliati. Una stele di pietra davanti all’edificio, datata 1581, menziona la data esatta della fondazione di Chiang Mai, il 12 aprile, 1296 alle 4:00 del mattino.

L'Ho Trai o biblioteca delle Scritture
L'Ho Trai è un piccolo edificio in legno appoggiato su un alto basamento di mattoni intonacati, a protezione delle scritture da inondazioni e parassiti. Questo Ho Trai è molto più semplice rispetto a quello di Wat Phra Singh.

mercoledì 21 settembre 2016

Volare con Turkish Airlines

Compagnia aerea con luci ed ombre
Turkish Airlines (THY) è la compagnia aerea di bandiera della Turchia. Il vettore raggiunge 30 città turche e oltre 100 destinazioni internazionali, in tutti e quattro i continenti. In Italia la compagnia vola da Milano, Venezia e Roma. La base operativa principale è l'aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul, seguita dall'Esenboga di Ankara e dal Sabiha Gokcen di Istanbul.

Come per qualsiasi altra compagnia aerea, è possibile prenotare i biglietti dei voli Turkish Airlines tramite il loro sito internet, finalmente da pochi giorni rinnovato e in italiano.
Negli ultimi anni la compagnia è cresciuta molto in qualità ed efficienza, tanto da ricevere numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui miglior compagnia europea dal 2011 fino al 2016.
Gli aspetti positivi sono: tariffe convenienti su molti voli intercontinentali, soprattutto in alta stagione, aerei nuovi o in buono stato, servizio a bordo più che soddisfacente.
Gli aspetti negativi sono: pessima assistenza a terra dei passeggeri e l'aeroporto Ataturk completamente inadeguato a gestire l’enorme mole di traffico aereo e di persone.
Queste negatività sono confermate dalla mia esperienza e dalle numerose opinioni di clienti che si possono leggere, soprattutto dopo il fallito tentativo di golpe, nei siti di recensioni delle compagnie aeree.
La mia esperienza
Per la prima volta in tanti anni di viaggi, ho avuto qualche lungo momento di apprensione dato che ho volato poco tempo dopo l’attentato ad Istanbul e il colpo di stato. Per fortuna, si è poi risolto tutto senza problemi.
L’aeroporto Ataturk è un incubo. E’ congestionato dai troppi voli che sono spesso causa di ritardi; arrivando da Milano, ho volteggiato sopra l'aeroporto per più di un'ora prima di poter atterrare, rischiando di perdere la coincidenza. Completano il quadro la mancanza di informazioni sui gate d’imbarco, con comparsa e/o cambio sui tabelloni elettronici 20 prima della partenza, in molti casi trasferimenti da/per gli aerei ancora con bus navetta e servizi igienici sporchi.
E’ un peccato, perché il comfort sui voli internazionali è paragonabile a quello delle compagnie più famose. Sicuramente volerò ancora con Turkish, aspettando però un clima politico e sociale più tranquillo.

Servizi a terra
Check-in puntuale, rapido e senza intoppi; nessuna questione per il bagaglio a mano. Dell’aeroporto Ataturk ne ho parlato prima. Bagaglio riconsegnato a Malpensa in condizioni disastrose (ma questo forse non è colpa loro).
I voli
I voli Milano-Istanbul a/r effettuati su Airbus A220 un po’ datati, mentre quelli Istanbul-Bangkok a/r su Airbus A330, più recenti. In tutti i casi gli aerei erano in buone condizioni, gli interni puliti e mantenuti tali per tutto il volo. Spazio in economy soddisfacente, ma questo per me non è mai un problema date le mie dimensioni. Voli poco puntuali, atterrati con più di un’ora di ritardo.

Servizi a bordo
Gli assistenti di volo sono sempre stati cortesi, attenti e disponibili in caso di necessità. Buffo che per preparare i vassoi ci sia una persona vestita da cuoco. I pasti sono stati di buona qualità. Sui voli intercontinentali hanno regalato un set di cortesia, contenete calze, mascherina per gli occhi, dentifricio, spazzolino, tappi e lip-balm.

Intrattenimento
Ampia scelta di film, programmi televisivi, musica e giochi. Pochi i film in italiano.

mercoledì 14 settembre 2016

Wat Sri Suphan, il Silver Temple di Chiang Mai

Il santuario d’argento
Wat Sri Suphan è meglio conosciuto come il “Silver Temple”, il tempio d’argento, per il suo ubosot, o sala delle ordinazioni, completamente realizzato in argento e alluminio. Una targa, posta davanti all’edificio, lo descrive come il “primo santuario d’argento al mondo”.
Wat Sri Suphan, l'ubosot
Anche se poco pubblicizzato e conosciuto, è unico in tutta la Thailandia ed è davvero una meraviglia architettonica. Merita di essere visitato, dedicando un po’ di tempo ad ammirare i dettagli degli stupendi pannelli che, con intricatissimi rilievi, decorano le pareti dell’ubosot.
Wat Sri Suphan, uno dei pannelli dell'ubosot
Wat Sri Suphan può costituire una piacevole pausa durante la visita del centro storico, per staccare un po’ dallo stile classico. L’effetto complessivo, soprattutto sotto la luce del sole, è particolarmente suggestivo. Il monastero si trova vicino a Wulai Road, la strada del Saturday Market, una versione più piccola del più celebre Sunday Market. La visita al tempio può essere quindi abbinata a quella delle bancarelle, dato che il monastero rimane aperto fino a tarda ora e l’ubosot è illuminato con luci che cambiano colore di continuo.
Wat Sri Suphan, di sera
Wat Sri Suphan è una moderna interpretazione, particolare e squisita, dello stile tradizionale Lanna. L’ubosot, costruito nell’arco di dodici anni, è stato ufficialmente inaugurato durante le celebrazioni del 720° anniversario della fondazione di Chiang Mai, a fine marzo 2016. Questo capolavoro è stato creato da artigiani argentieri della vicina comunità Wua Lai che, nel corso di molte generazioni, hanno sviluppato una raffinata maestria nella lavorazione dell’argento.  L’opera è stata realizzata grazie alle donazioni raccolte, circa 900.000 euro.
Wat Sri Suphan, l'ingresso dell'ubosot
Il monastero fu fondato nel 1501, sotto re Mengrai, con il nome di Wat Srisuphan Aram. Poco rimane degli edifici originali, eccetto le pietre Sema, che delimitano l’area sacra attorno all’ubosot. Il tempio è stato rinnovato e ridisegnato numerose volte. L’attuale ristrutturazione iniziò nel 2004, sotto la direzione dell'abate Phra Kru Phithatsuthikhun, ed è stata completata quest’anno.

Dove si trova
Wat Sri Suphan si trova a sud del centro storico, al di fuori delle mura e del fossato. Dal Chiang Mai Gate, si percorre per circa 500 metri Wualai Road. Si prende quindi una viuzza a destra, ci sono anche dei cartelli indicatori, che porta direttamente all’ingresso del tempio.



La comunità di argentieri
Wat Srisupan è un importante centro per l'artigianato e aiuta a preservare le tecniche argentiere di questa zona di Chiang Mai. Le tecniche si tramandano alle nuove generazioni di argentieri e i visitatori del tempio sono incoraggiati a vedere gli artigiani al lavoro. L’argenteria Wualai è noto per i disegni molto elaborati, in rilievo con tecniche a sbalzo e cesello, che spiccano dallo sfondo.
La comunità di argentieri è stata fondata circa 200 anni fa, durante il regno del re Lanna Kawila, che invitò gli abitanti del bacino Salawin (nel nord-ovest della Thailandia) a venire a Chiang Mai. Rinomati per la loro abilità argenteria, formarono una comunità appena fuori le mura della città, a sud di Chiang Mai Gate nella zona Wualai.
Wat Sri Suphan, pannello realizzato dagli argentieri del tempio
Dettagli dell’ubosot
L’argento è stato utilizzato per gli elementi architettonici e decorativi più importanti, mentre una lega di alluminio è stata impiegata per le zone dove l'argento non sarebbe stata una soluzione pratica (come il pavimento). Il design del tempio, a parte il suo materiale, è una reinterpretazione fedele dello stile tradizionale Lanna, con tanto di tetto a più falde, completo di pinnacoli alle sue estremità.
Wat Sri Suphan, l'ubosot
Di solito, in un tempo Lanna la balaustra ai lati della scala d’ingresso è formata dal corpo di due makhara, dalle cui bocche fuoriescono due naga, serpente a più teste. Nel Silver Temple, caso unico, dai Makhara emergono due divinità.
Wat Sri Suphan, balaustra della scalinata
L'interno del tempio contiene una serie di elementi decorativi sorprendenti, ispirati al mondo moderno. L’illuminazione elettrica è utilizzata come elemento integrante non solo per illuminare il Buddha, ma anche una serie di reliquiari situati su entrambi i lati dell’edificio. L'effetto complessivo è davvero molto particolare.
Wat Sri Suphan - l'interno dell'ubosot
Il pavimento è decorato con alcune parole inglesi tra cui "GPS", dato che il tempio ha lo scopo di aiutare il visitatore a “navigare” la sua vita, mentre sulle pareti sono rappresentate divinità che suonano la chitarra.
Wat Sri Suphan, particolare dell'interno
Wat Sri Suphan, il portale d'ingresso
L'esterno del tempio onora i tre principi fondamentali Thai: nazione, religione e famiglia reale. Attorno alle mura ci sono medaglioni che rappresentano vari paesi vicini come Singapore, Vietnam, Myanmar, e così via. Altri medaglioni rendono omaggio a città importanti come New York, Copenhagen, Pechino e diverse altre. Sulle superfici più grandi sono rappresentati episodi importanti della tradizione buddista, che si trovano spesso nei templi Thailandesi.
Wat Sri Suphan, la facciata posteriore dell'ubosot
Non tutte le parti del tempio sono nuovi. Il sito del tempio si trova sulla ex base e di confine di un tempio preesistente. La statua principale del Buddha, localmente chiamato "Phra Jao Jed Tue", è stata forgiata nel 1500.

Le donne non possono entrare
Le donne non hanno il permesso di entrare nel santuario d'argento. Un cartello vicino all’ingresso, in thailandese e in inglese un po’ maccheronico, recita: "Sotto la base dell’ Ubosot, entro il confine sacro, molte cose preziose, incantesimi, amuleti e altri oggetti sacri sono stati sepolti 500 anni fa. Entrando all'interno di quest’area, il luogo potrebbe essere danneggiato o in altro modo causare danni alla donna stessa." Nel caso in cui vi state chiedendo se la regola viene veramente applicata, vi posso dire che ho visto diverse signore provare ad entrare e prontamente invitate ad uscire.

Conversazione con i monaci
Dalle 17:30 alle 21:00, ogni Martedì, Giovedi e Sabato, i visitatori di Wat Srisuphan possono dialogare liberamente in inglese con i monaci. Questi programmi di conversazione sono molto popolari nei templi in tutta Chiang Mai, e danno ai visitatori l'opportunità di sedersi con un monaco e trascorrere qualche ora a chiacchierare in inglese. Sono sicuro che per un monaco di Wat Sri Suphan sarebbe un grande piacere spiegare le scene rappresentate sui pannelli.

giovedì 8 settembre 2016

Wat Phra Singh, Chiang Mai

Uno dei migliori esempi di architettura Lanna
Nel centro storico di Chiang Mai ci sono molti templi interessanti da visitare. Tra questi, Wat Phra Singh è uno dei migliori esempi di architettura Lanna, nel nord della Thailandia.
Wat Phra Singh risale al 14° secolo, quando Chiang Mai fu la capitale del regno Lanna, ed ospita alcune statue del Buddha molto antiche e venerate. Conosciuto anche come "Il Monastero del Buddha Leone", è un grande monastero, ancora attivo, con centinaia di monaci e novizi che vi abitano.
Wat Phra Singh, il Monastero del Buddha Leone
Un po’ di storia
Wat Phra Singh fu fondato nel 1345 da re Pha Yu, quinto re della dinastia Mengrai, che fece costruire un chedi per custodire le ceneri di suo padre, re Kham Fu. Negli anni successivi, furono aggiunti un viharn e molti altri edifici; il complesso fu chiamato Wat Phra Lichiang.
Nel 1367, il nome fu cambiato in quello attuale, quando la statua del Phra Buddha Singh fu collocata nel viharn. Dal 1578 al 1774, durante il dominio dei birmani, il monastero fu abbandonato e lasciato andare in rovina. Nel 1782, quando Kawila divenne re di Chiang Mai, il tempio fu restaurato, fu costruito l’ubosot e fu ampliato il chedi. I suoi successori rinnovarono il viharn Lai Kham e l'elegante Ho Trai (la biblioteca del tempio). L'intero complesso ha poi subito importanti lavori di ristrutturazione, diretti dal famoso monaco Khru Ba Srivichai nel corso del 1920. La statua del monaco si trova proprio davanti al Viharn Luang. Molti degli edifici sono stati nuovamente restaurati nel 2002.

Dove si trova
Wat Phra Singh si trova all’interno delle mura del centro storico di Chiang Mai. L'ingresso principale è situato alla fine di Ratchadamnoen Road, la strada principale della città, che corre ad est del tempio, attraverso Tapae Gate, fino al fiume Ping. A pochi passi, ci sono anche Wat Chedi Luang e Wat Chiang Man.
Il complesso del tempio è aperto tutti i giorni dalle 6:00 fino alle 20:00. L'ingresso è gratuito, fatta eccezione per il viharn principale (50 baht).



Che cosa vedere
La mappa schematica qui sotto, vi da un’idea della grandezza e della complessità del monastero.
MapWatPhraSingh80.jpg
Mappa del monastero, da wikipedia
Chedi principale
La struttura più antica è il chedi principale, completamente dorato, che è stato costruito nel 1345 da re Pha Yu per custodire le ceneri di suo padre. Il chedi è di forma circolare con una base quadrata. Ognuno dei lati è decorata con figure di elefanti che emergono dalla struttura. Fin dalla sua costruzione nel 14° secolo è stato ampliato notevolmente.
Wat Phra Singh, il chedi
Viharn Lai Kham
Viharn Lai Kham è uno dei migliori esempi di architettura in stile Lanna ed è l’attrazione principale del monastero. Questo viharn è stato costruito alla fine del 14° secolo per ospitare una Buddha molto venerato, chiamato Phra Singh Buddha.
Wat Phra Singh, il viharn Lai Khan
Nonostante la notorietà del Phra Singh, molto poco si sa circa le sue origini. Secondo una credenza locale la statua proviene dallo Sri Lanka, anche se a giudicare dallo stile, è più probabile che sia stata forgiata nel nord della Thailandia. Ad aumentare il mistero, in Thailandia ci sono altre due statue quasi identiche: una si trova nel Museo Nazionale di Bangkok mentre l’altra nel Wat Phra Mahathat Woramahawihaan, a Nakhon Si Thammarat. Inoltre, si dice anche che la testa della statua sia stata rubata nel 1922, quindi c’è la possibilità che quella attuale sia una copia.
Wat Phra Singh, il Buddha Phra Singh
Indipendentemente dalla sua provenienza, Phra Singh è diventato un punto focale per le celebrazioni religiose che si svolgono durante il Songkran, quando è portato in processione per le strade di Chiang Mai e la popolazione locale lo onora spruzzando la statua con acqua.
L’esterno del Viharn Lai Kham è finemente decorato in oro e ocra, i colori tipici Lanna. Il viharn in legno di teak ha un tetto a tre falde abbellite con chofah, un ornamento a forma di un uccello molto stilizzato.
Wat Phra Singh, affresco
L'interno del viharn è altrettanto bello come l'esterno. La parete di fondo del viharn, con il Phra Singh Buddha seduto al centro, è ricoperta di lacca rossa e decorata con intricati stencil realizzati con foglie d'oro. Sulle altre tre pareti vi sono stupendi affreschi realizzati nel 1820. In alcuni sono rappresentate scene di vita quotidiana del 19° secolo a Chiang Mai, mentre in altri sono raffigurate scene della Jataka, i racconti delle vite precedenti del Buddha. Il viharn Lai Kham è stato rinnovato nei primi anni del 19° secolo.

Chedi Kulai
E’ un piccolo chedi, situato immediatamente dietro al viharn Lai Kham, con il quale è collegato con un breve tunnel di passaggio, chiuso al pubblico. Il chedi ha una base quadrata e un tetto a cinque livelli decrescenti.
Wat Phra Singh, chedi Kulai
Viharn Luang
Viharn Luang è la struttura più grande del monastero. Costruito verso la fine del 14° secolo, venne sostituito dall’attuale edificio nel 1925 e ampliamente restaurato nel 2008.
Wat Phra Singh, il viharn Luang
Questo imponente viharn ospita una Buddha molto venerato chiamato Phra Chao Thong Tip, forgiato nel 1477. Il Buddha seduto, in oro e rame, è rappresentato in Bhumisparsha mudra.
Wat Phra Singh, l'interno del viharn
Ubosot
L’ubosot costruito nel 1806, ha due ingressi: un ingresso a sud per i monaci e un ingresso a nord per le monache. I frontoni sono riccamente decorati con intarsi in legno, alcuni dei quali raffigurano dei mandala.
Wat Phra Singh, l'ubosot
In questo edificio c’è un mandapa in legno, molto elaborato, simile ad un piccolo santuario che accoglie una una versione più piccola del Phra Sing Buddha. All’estremità settentrionale dell’ubosot, vicino all’ingresso delle monache, c’è una copia del Buddha di Smeraldo.
Wat Phra Singh, interno dell'ubosot
Biblioteca delle Scritture, Ho Trai
L'Ho Trai di Wat Phra Singh, la biblioteca del tempio dove sono conservate le antiche scritture buddiste è un altro suggestivo esempio di architettura in stile Lanna ed una delle più belle della Thailandia.
Wat Phra Singh, la biblioteca
La biblioteca, costruita verso la fine del 15° secolo, è una struttura in legno molta elaborata, eretta su un alto basamento in pietra per proteggere i manoscritti da inondazioni e parassiti. Sul basamento è ornato con bassorilievi molto belli di Devata, una sorta di angeli custodi. La facciata anteriore è riccamente decorata con stupendi intarsi in legno e frammenti di vetro colorato. Le scale che portano al Ho Trai sono protette da leoni che emergono dalle bocche di Makara, grandi creature mitologiche. Questa combinazione è raramente vista in altri templi.

I giardini e gli altri edifici
I templi in Thailandia sono spesso utilizzati come centri sociali e sono luogo interessanti da visitare e guardare il mondo che passa. Wat Phra Singh è un buon posto per rilassarsi su una panchina o camminare nei giardini ombreggiati. Si possono leggere cartelli in thai e inglese con citazioni buddiste e non stupitevi se un monaco inizierà una conversazione per praticare il suo inglese.
Oltre agli edifici principali descritti, ci sono un piccolo padiglione che ospita un Buddha sdraiato, dimenticato dalla maggior parte visitatori perdere, una scuola e le abitazioni dei monaci.
Wat Phra Singh, il Buddha sdraiato

lunedì 5 settembre 2016

Wat Phan Tao, Chiang Mai

Il tempio con il viharn in legno di teak
Wat Phan Tao è uno dei templi più antichi di Chiang Mai; le prime strutture furono costruite probabilmente verso la fine del 14° secolo. Anche se piccolo, si distingue tra tutti per il suo viharn in legno di teak. Trovandosi accanto al ben più famoso Wat Chedi Luang, vale la pena fermarsi anche solo per ammirare la stupenda facciata.
Wat Phan Tao, viharn in legno di teak
Wat Phan Tao si può tradurre in "tempio dei mille forni"; il nome deriva dai forni utilizzati per forgiare le statue del Buddha del vicino Wat Chedi Luang.
Il viharn di Wat Phan Tao fu in origine una sala del trono di uno dei re di Chiang Mai, Chao Mahawong, che la usò dal 1846 al 1854. Nel 1876, il successore al trono fece demolire l’edificio e i pannelli in legno della vecchia struttura furono utilizzati per costruire il nuovo viharn.

Dove si trova
Wat Phan Tao si trova nel centro storico di Chiang Mai, all’interno delle mura, appena a sud di Ratchadamnoen Rd. L'ingresso principale si trova su Phra Pok Klao Rd, che corre da nord a sud attraverso la città. Il tempio è proprio accanto al più noto Wat Chedi Luang.
Wat Phan Tao è aperto dalle 6:00 alle 17:00. L'ingresso è gratuito.



Il viharn in legno di teak
Il viharn è un edificio costruito con pannelli in teak, appoggiati su una base di pietra. Si tratta di uno dei pochi rimasti a Chiang Mai completamente in legno. Ha un tetto a tre falde con chofah dorati (pinnacoli del tetto) a forma di serpenti Naga stilizzati.
Wat Phan Tao, parte posteriore del viharn
La facciata anteriore del viharn è particolarmente bella. Sulla mantovana dorata dell’ingresso, sono finemente intagliati motivi floreali in stile Lanna. Al di sopra, c’è una magnifica scultura dorata raffigurante un pavone e un cane accovacciato, con ai lati serpenti Naga e altre figure mitologiche.
Wat Phan Tao, decorazione sopra l'ingresso
Sia la mantovana e che il pavone sono dorati e intarsiati con mosaici di vetro colorato. Il cane rappresenta il segno zodiacale del re di Chiang Mai che usò l'edificio come sala del trono. La figura del cane è presente anche sul frontone della finestra di sinistra della facciata.
Wat Phan Tao, decorazione sopra la finestra di sinistra
All'interno del viharn, grossi pilastri in teak verniciati di rosso sorreggono il tetto. Lunghi striscioni di tessuto pendono dal soffitto. Di fronte all'ingresso si trova una grande Buddha seduto dorato.
Wat Phan Tao, il Buddha
L'interno del viharn contiene diversi elementi interessanti. Tra loro ci sono scrigni in legno decorati con foglie d'oro, contenente antichi sacri testi, scritti su foglie di palma. Sul lato sinistro c’è un mandapa in legno riccamente intagliato, e un Buddha in piedi davanti a lunghe file di ciotole, dove i devoti lasciano monetine, come forma di buon auspicio.
Wat Phan Tao, Buddha davanti alle ciotole
Altre strutture del tempio
Un portale  riccamente decorato offre l'accesso al complesso, che comprende anche un grande chedi, un piccolo padiglione con la campana del tempio e le abitazioni private dei monaci, o kuti. 
Wat PhanTao, il chedi
Infine, su un lato vi è un piccolo giardino con un laghetto e una lunga fila di campane.
Wat Phan Tao, la fila di campane

giovedì 1 settembre 2016

Wat Chedi Luang, Chiang Mai

Il tempio del Grande Chedi
Wat Chedi Luang si trova nel centro storico, all’interno delle mura della città. E' uno dei templi più importanti di Chiang Mai anche se non è grandioso come Wat Phra Singh. E' un luogo di culto molto attivo, frequentato da numerosi monaci. Il suo grande chedi in rovina e gli edifici che lo circondano fanno si che il complesso sia molto suggestivo. Assolutamente da non perdere in una visita a Chiang Mai.
Noto anche come "Il tempio del Grande Chedi", ebbe origine da due templi chiamati Wat Ho Tham e Wat Sukmin, che furono uniti in un unico monastero.
Wat Chedi Luang, il grande chedi
Un po’ di storia
Il chedi fu costruito da re Saen Muang Ma, 8° sovrano della dinastia Mengrai, per seppellire le ceneri di suo padre, re Ku Na. La costruzione iniziò nel 1391, fino a raggiungere la sua forma definitiva nel 1475, durante il regno di re Tilokaraj, quando il Buddha di Smeraldo, la statua più importante e venerata della Thailandia, fu collocato a Wat Chedi Luang. La statua rimase nel tempio per quasi un secolo, quando fu trasferita a Luang Prabang, nel Laos odierno. Oggi, è ospitata a Wat Phra Kaew, a Bangkok.
Wat Chedi Luang, il grande chedi
A costruzione ultimata, il chedi raggiungeva un'altezza di 85 metri e aveva una base di 44 metri di diametro, la più grande struttura del Regno Lanna mai costruita. Nel 1545, un terremoto distrusse i 30 metri superiori della guglia, che non venne più ricostruita. Nel 1990 fu parzialmente restaurato, grazie ad un finanziamento dell’Unesco e del governo giapponese.

Dove si trova
Wat Chedi Luang si trova nel centro storico di Chiang Mai. Lo troverete su Pra Pokklao Road, la via che corre grosso modo da nord a sud della città, da Chang Puak Gate a Chaing Mai Gate. L’ingresso si trova a pochi passi a sud dell’intersezione con Ratchadamnoen Road, la strada che attraversa la città da est a ovest. Proprio accanto a Wat Chedi Luang, potete visitare anche Wat Pan Thao, con il suo antico viharn realizzato in legno massiccio. Il complesso è aperto dalle 8:00 alle 18:00. L’accesso costa 40 baht, per i turisti stranieri.



L’imponente chedi
L’edificio più importante del complesso è l'enorme e imponente chedi che domina la zona, quindi facilmente riconoscibile anche da lontano. Della grande guglia sommitale non rimane che una piccola parte, mentre il resto è stato quasi completamente ricostruito. Il risultato dell’intervento è un po’ discusso, perché i nuovi elementi, realizzati in cemento, sono facilmente riconoscibili e, come sostengono alcuni studiosi, sono in stile thailandese centrale e non in stile Lanna.
Wat Chedi Luang, il grande chedi
Su tutti e quattro i lati ci sono grandi scalinate monumentali, protette da Naga, che portano alle nicchie in cui sono collocate statue del Buddha. Per commemorare il 600° anniversario della fondazione del chedi, una riproduzione del Buddha di Smeraldo, realizzata in giada nera, è stata posta nella nicchia orientale.
Wat Chedi Luang, la scalinata e la nicchia orientale del chedi
Su un lato del gradone, collocato a metà altezza del grande basamento, sono visibili alcuni elefanti, ricostruiti in cemento, che fuoriescono dalla parete con la parte anteriore del loro corpo.
Wat Chedi Luang, gli elefanti del chedi
I due viharn
Nel complesso del tempio ci sono due viharn. Il primo è un imponente edificio con un tetto a tre falde e una facciata riccamente decorata con intarsi dorati. Questo viharn è stato costruito nel 1928 ed ospita un grande Buddha, in piedi di fronte all'ingresso, chiamato Phra Chao Attarot.
Wat Chedi Luang, il grande viharn
Il Buddha raffigurato in Abhaya mudra (dissipare la paura) è stato realizzato in ottone verso la fine del 14° secolo, al tempo della fondazione di Wat Chedi Luang. L'alto soffitto rosso è sostenuto da due file di alte colonne rotonde, decorate con stencil dorati.

Wat Chedi Luang, il Buddha del viharn grande
L'altro viharn molto più piccolo, ha una facciata elegantemente decorata con intricati intarsi in legno. Le scale che portano all'ingresso sono sorvegliate da grandi Naga. Accanto a questo viharn c’è un piccolo padiglione in stile birmano.

Wat Chedi Luang, il viharn piccolo e il padiglione birmano
Sao Inthakin, il pilastro della città
Un piccolo edificio ospita il pilastro che commemora la fondazione della città, chiamato Sao Inthakin. Gli abitanti di Chiang Mai credono che il Sao Inthakin protegga la città. Nel 1800, il pilastro fu spostato nella sede attuale da Wat Inthakin, dove era originariamente collocato dal 1296.
Wat Chedi Luang, il Sao Inthakin
In prossimità del Sao Inthakin c’è un imponente dipterocarpo, grande albero tropicale, che si ritiene sia anch’esso protettore della città. Secondo una leggenda, l’eventuale caduta o morte di quest’albero sarebbe premonitrice di una grande catastrofe.
Wat Chedi Luang, l'interno del Sao Inthakin
Altre strutture interessanti del complesso sono un padiglione in legno, che ospita un Buddha sdraiato, e un piccolo santuario dove è collocata la campana del tempio.
Wat Chedi Luang, il Buddha disteso