martedì 23 agosto 2016

Wat Phra That Doi Suthep, Chiang Mai

Il tempio più sacro del nord ella Thailandia
Wat Phra That Doi Suthep è uno dei templi più sacri e venerati del Nord della Thailandia. Assolutamente da visitare durante un soggiorno a Chiang Mai. Il tempio è semplicemente conosciuto come Doi Suthep, dal nome della montagna dove è stato costruito. Wat Phra That si trova proprio in cima, ad una quota di poco superiore ai mille metri, e dalla sua terrazza si può godere un bellissimo panorama su Chiang Mai e la valle del fiume Ping.
Doi Suthep - Il grande chedi dorato
I suoi edifici sono un bellissimo esempio di architettura Lanna, nord thailandese; lo sfavillante chedi dorato, le innumerevoli statue del Buddha, gli affreschi, i tanti piccoli santuari e le file di campane non finiranno di stupirvi.
Fu fondato nel 1383 come monastero buddhista theravada ed è a tutt’oggi uno dei più importanti centri religiosi del paese. Il nome Wat Phra That indica che nel tempio è custodita un’importante reliquia del Buddha e in occasione di importanti festività buddhiste, come il Visakha Bucha e il Makha Bucha day, si affolla di devoti fino all’impossibile.
Doi Suthep, insieme al vicino Doi Pui, fa parte di un grande Parco Nazionale, ricchissimo di foreste. Oltre al tempio si possono visitare alcune cascate, il Buphing Palace, residenza reale invernale, e alcuni villaggi abitati dai Hmong, minoranza etnica che popola le montagne del nord.

La leggenda dell’elefante bianco
La fondazione di Wat Phra That Doi Suthep è avvolta dal mito e dal mistero. Secondo una leggenda, più di 600 anni fa viveva a Sukhothai un monaco di nome Sumanathera. Un giorno, ricevette in sogno l’indicazione di andare a cercare una sacra reliquia. Viaggiò fino al punto indicato e trovò un osso appartenuto alla spalla del Buddha. Quest’osso aveva poteri magici: risplendeva al buio, si muoveva, scompariva e riappariva. Il monaco portò la reliquia al re di Sukhothai, re Dhanimaraja, che organizzò una grande cerimonia. L’osso però non mostrò nessuno dei suoi poteri, tanto che il re ebbe dei dubbi sulla sua autenticità e disse al monaco di tenerselo. 
Doi Suthep - statua dell'elefante bianco
Un altro re del nord, re Nu Naone, sovrano del regno Lanna, udì della reliquia e la volle vedere, invitando Sumanathera a Chiang Mai. Il re fece costruire un tempio, Wat Suan Dok, per la sua custodia. Quando fu il momento di essere seppellito, l’osso miracolosamente si sdoppiò. L’originale fu lasciato a Suan Dok, mentre per la copia fu pensato un metodo originale per trovare il luogo dove costruire un nuovo tempio. L’osso fu posto sul dorso di un elefante bianco, che fu lasciato libero per le montagne. L’animale vagò per le foreste molti giorni, fino a quando raggiunse la cima di Doi Suthep, dove barrì tre volte e morì. Nel punto indicato dall’elefante, nel 1383, il re fece costruire il chedi per custodire la reliquia. Da allora, il tempio è stato periodicamente ampliato e abbellito nel corso dei secoli successivi. In prossimità dell’ingresso al chiostro interno, c’è una statua commemorativa dell’elefante bianco.

La costruzione della strada
Fino al 1935, per visitare il tempio, devoti e pellegrini dovevano percorrere un ripido sentiero attraverso la fitta giungla. Così Phra Kruba Srivichai, un monaco molto venerato, chiese alle comunità di tutta la regione di Chiang Mai di aiutarlo nella realizzazione di una strada attraverso la foresta. Ogni villaggio contribuì costruendo sezioni di circa 400 metri, completando l’opera in soli sei mesi. Il lavoro fu effettuato tutto manualmente, con l’impiego di animali per il trasporto dei materiali, perché all’epoca non c’erano mezzi meccanici. Ancora oggi, molti thailandesi si fermano a rendere omaggio alla statua di Srivichai, collocata ai piedi della montagna dove inizia la salita.
Doi Suthep - Statua di Kruba Srivichai
Dove si trova
Wat Phra That Doi Suthep si trova 15 Km da Chiang Mai, percorrendo una strada ripida e tortuosa, che parte poco oltre il grande zoo della città.



Come arrivare
Per visitare il tempio potete affidarvi ad una delle innumerevoli agenzie di Chiang Mai. Il tour costa dai 600 ai 1200 baht a seconda del mezzo usato e a quante altre attività sono aggiunte alla visita di Wat Phra That. 
Per un’alternativa più economica e per viaggiatori indipendenti, potete utilizzare i songthaew che partono appena fuori Chang Puak Gate, vicino al mercato su Manee Nopparat Road. Il passaggio a/r, comprensivo di un’ora di tempo per la visita, costa intorno ai 150 baht.
Per gli amanti delle due ruote, potete noleggiare uno scooter. Fatelo solo se siete piloti provetti, perché la strada è davvero impegnativa. Il noleggio di un 125 cc costa dai 200 baht per un giorno.
Infine, per gli appassionati di escursionismo c’è la possibilità di salire per un sentiero, utilizzato ancora oggi dai monaci. Il percorso è descritto sul blog tielandtothailand.com, gestito da una giovane coppia di americani che vivono a Chiang Mai. 

Panoramica d’insieme del monastero
Arrivati a Doi Suthep, troverete un ampio parcheggio riservato ai songthaew provenienti dalla città. Impossibile sbagliare, perché ci sono molte bancarelle che vendono souvenir, snack e bibite. Ben visibile, c’è l’accesso al ripiano da dove inizia la scalinata che porta alla grande terrazza, in cima alla montagna. 
Una foto scattata da Richard Barrow, utilizzando un drone, da l’idea della complessità del tempio. Al centro della terrazza, c’è il chiostro centrale che ospita il grande chedi dorato. Al di fuori e attorno al chiostro, ci sono molte altre strutture come un museo, un viharn in legno, un ubosot, tanti piccoli santuari, statue e molto altro ancora. Ai bordi e al di fuori del grande complesso, ci sono le residenze dei monaci e il centro di meditazione.
Doi Suthep - visto dall'alto da thailandfromabove.com di Richad Barrow
Questa mappa potrà esservi di aiuto nell’organizzare la vostra visita.
Doi Suthep - mappa
La scalinata
La suggestiva scalinata è stata costruita nel 1557 ed è formata da 306 gradini. Due lunghissimi e terrifici Naga srotolati formano le balaustre.
Per chi non vuole fare la lunga salita, c’è una funicolare che per 20 baht porta direttamente in cima alle scale, dove c’è la biglietteria; l’ingresso per i turisti stranieri costa 30 baht. Tutto il denaro raccolto è impiegato per la manutenzione del tempio e per pagare gli studi ai monaci provenienti da aree molto povere. Quindi non lamentatevi troppo, come ho letto in alcuni blog, per il piccolo obolo richiesto. Inoltre ricordatevi, che offrire denaro in un tempio è una forma di devozione del popolo thai.
Doi Suthep - La scalinata
La grande terrazza
Dal ripiano dove termina la scalinata, dove si trovano la biglietteria, l’arrivo della funicolare e i servizi igienici, si accede alla grande terrazza attraverso un grande portale. Appena entrati, ci sono la statua dell’elefante bianco, un magnifico esemplare di albero della bodhi, un santuario con la statua dell’eremita Sudeva, a cui si deve il nome della montagna, e gli ingressi al chiostro interno.
Dall’elefante bianco, proseguendo in senso orario e appena girato l’angolo, c’è l’ubosot, stupendo esempio di architettura Lanna, con un magnifico portale in legno, decorato con intarsi dorati. Di fronte all’ubosot ci sono negozi di souvenir e un bar. Proseguendo, lungo il muro esterno del chiostro ci sono lunghe file di campane.
Doi Suthep - ubosot
Si arriva quindi sul retro del chiostro, qui c’è un edificio che funge da museo, dove sono esposte vecchie fotografie e oggetti antichi risalenti alla fondazione del tempio. Accanto c’è la grande area panoramica, da dove nelle giornate limpide si può vedere Chiang Mai.
Doi Suthep - panorama sulla città
Dalla terrazza, altre file di campane portano a un viharn in legno, dietro al quale ci sono le residenze dei monaci e il centro di meditazione. Quindi si incontra un padiglione che ospita una grande campana e si ritorna agli ingressi del chiostro interno, al quale si accede con un’altra breve rampa di scale. Prima di entrare si devono togliere le scarpe e coprire spalle e gambe, se scoperte, almeno fino alle ginocchia.
Doi Suthep - viharn in legno
Il chiostro centrale
Il chiostro è formato da due viharn, quello principale ed uno più piccolo, due santuari e da un porticato aperto verso l’interno, che collega le varie strutture, dove si possono ammirare 47 affreschi raffiguranti episodi della Jakata e una lunga fila di Buddha allineati.
Doi Suthep - Affreschi e Buddha nel porticato
Al centro della corte c’è il grande chedi, alto 16 metri e tutto laminato in oro. La forma attuale risale al 1400, mentre l’originale era ben più piccolo e modesto.
Doi Suthep - il chedi dorato
Agli angoli del chedi ci sono quattro grandi parasoli dorati ornamentali, mentre su ogni lato ci sono balaustre in marmo che delimitano, al loro interno, un camminamento percorso dai fedeli mentre recitano le loro preghiere. Sopra le balaustre, davanti e dietro ad esse ci sono numero statue del Buddha, nelle più differenti posture, tra cui copie del Buddha di smeraldo.
Doi Suthep - statue del Buddha
Il centro di meditazione
Wat Phra That Doi Suthep è sede di un importante centro di meditazione Vipassana, dove si tengono molti corsi e attività. Per maggiori informazioni potete consultare il sito del centro 

venerdì 19 agosto 2016

Lamphun, piccola città del nord dal glorioso passato

Lamphun è una piccola città, molto tranquilla e tradizionale, situata sulle rive del fiume Khuang in una valle circondata da montagne. La campagna circostante è punteggiata di risaie e frutteti dove si coltiva il logan, specialità del posto. E' capoluogo dell’omonima provincia, sul cui sigillo è raffigurato il chedi del suo tempio più venerato, il Wat Phra That Hariphunchai.
Lamphun - Wat Phra That Hariphunchai
E’ una delle città più antiche e continuamente abitate della Thailandia. Fu fondata nel 7° secolo e divenne per centinaia di anni una potente città-stato Mon, nota con il nome di Hariphunchai. Gli appassionati di storia e d’arte thailandese troveranno diversi siti interessanti, che possono essere visitati come escursione di un giorno da Chiang Mai.

Un po’ di storia
La storia di Lamphun è legata alla regina Chamatewi. In città, con questo nome c’è una strada, un tempio, un chedi e un memoriale. Come spesso accade in Thailandia, le cronache si mescolano così intimamente con le leggende che risulta impossibile distinguere il vero dal mito. La città fu fondata nel 7° secolo con il nome di Hariphunchai da due monaci, che ne vollero fare la capitale di un regno. Trovarono la sovrana nella lontana Lavo, l’odierna Lopburi, il cui re inviò la propria figlia Chamatewi a fondare il regno di Haripunchai. Secondo alcune leggende, la regina fu una donna straordinaria e contribuì alla diffusione del Buddhismo Theravada, nel nord della Thailandia. A sud del mercato, c’è un parco commemorativo con una statua in bronzo della grande regina, che a distanza di 1400 anni è ancora venerata dai thailandesi.
Lamphun - statua della regina
Sotto la sua guida Haripunchai divenne una potente città-stato, importante avamposto settentrionale della civiltà Dvaravati e centro di una piccola federazione di regni del nord. Haripunchai fu conquistata nel 1292 da re Mengrai, il fondatore di Chiang Mai, che riunì così tutto il nord sotto il Regno Lanna. Nei secoli successivi, Lamphun fu legata al destino di questo regno fino al 16° secolo, quando passò sotto il controllo dei birmani. La sottomissione durò fino alla fine del 18° secolo, quando al termine di una serie di guerre il Siam sottrasse Lanna al potere dei birmani. Se volete approfondire la storia di Haripunchai, c’è un ottimo articolo in italiano su wikipedia

Dove si trova
Lamphun si trova 26 km a sud di Chiang Mai. La città ha all’incirca la forma di un ovale, con l’asse orientato da NE a SO, circa 1 km di lunghezza e 500 m di larghezza. E’ delimitata sul lato est dal fiume Khuang, un affluente del fiume Ping che fluisce da Chiang Mai, mentre sugli altri lati è circondata da un fossato. In origine, all’interno del fossato c’era una cinta muraria, in parte ricostruita in corrispondenza degli ingressi alla città e per un tratto lungo il fiume.



Come arrivare
Lamphun è facilmente raggiungibile in treno da Chiang Mai. Il viaggio dura circa 30’, con due treni per andare al mattino, alle 8:50 e alle 9:30, e un treno per tornare alla sera, alle 19:15. La stazione si trova 3 km a nord della città. Per raggiungere il centro, ci sono diversi songthaew in attesa all’uscita della stazione. Gli autobus partono circa ogni ora, dalle 8:00 fino alle 18:00, dal Chang Puak bus terminal, situato a nord del Chang Puak Gate. I songthaew, di colore blu, partono appena a sud del Narawat Bridge, sul lato est del fiume. Autobus e songthaew fermano all’ingresso posteriore di Wat Phrathat. Per il ritorno, partono al di fuori del museo, di fronte all’ingresso ovest di Wat Phrathat.
Infine, a Chiang Mai si possono noleggiare con facilità auto (anche con autista), moto e biciclette. Il tragitto da Chiang Mai e Lamphun passa tra paesaggi agresti, per una strada piantumata con imponenti alberi risalenti al periodo di re Rama V.

Come muoversi
Lamphun può essere comodamente visitata a piedi. Per i siti più lontani, come Wat Phra Yuen, Wat Chamathewi e il santuario Ku Chang-Ku Ma è raccomandabile utilizzare un moto-taxi o un samlor. Non ci sono tuk tuk.
Lamphun - mappa della città
Che cosa vedere
Essendo una delle più antiche città della Thailandia, Lamphun è ricca di edifici storici di varie epoche, tra cui Hariphunchai, Lanna e Rattanakosin.
Wat Phra That Hariphunchai è il tempio più importante di Lamphun, uno dei più venerati della Thailandia e meta di pellegrinaggio. Il grande tempio, che si trova nel centro della città, è stato costruito sul sito dell'ex Palazzo della regina Chamathewi. Le sue strutture più interessanti sono il chedi Suwanna, un chedi piramidale che è uno dei pochissimi esempi superstiti di architettura Mon, e un chedi dorato in stile Lanna, alto 46 metri, nel quale si dice siano conservate reliquie del Buddha.
Lamphun - il chedi dorato di Wat Phra That Hariphunchai
Il Museo Nazionale di Hariphunchai si trova di fronte all'uscita ovest del Wat Phra That. All’interno sono esposti oltre 2000 antichi manufatti che testimoniano la storia cittadina. Di particolare importanza sono le tavole in pietra con le inscrizioni che hanno permesso di tracciare la storia del regno.
Lamphun - National Museum
Wat Mahawan sorge 300 metri ad ovest del Wat Phra That, al di fuori del fossato. Secondo una leggenda è stato fondato dalla regina Chamatewi nel 657. Al suo interno vi è una statua del Buddha chiamata Phra Rod Luang, che fu portata da Lopburi e protesse la regina ed il suo seguito nel lungo e pericoloso viaggio di trasferimento ad Hariphunchai. La popolazione locale ha usato la statua come modello per la creazione di amuleti chiamati Phra Rod Mahawan.
Lamphun -Wat Mahawan
Wat Chamatewi, conosciuto anche come Wat Kukut, si trova proseguendo verso ovest da Wat Mahawan. Il tempio è interessante per i suoi due chedi particolari. Il più grande ha un’insolita forma piramidale a gradoni. Appartenente al periodo Dvaravati, è l’esempio più antico rimasto di questo tipo. All’interno del chedi si pensa siano conservate le ceneri della regina Chamatewi.
Lamphun - Wat Chamatewi
Wat Phra Yuen è situato 1 km ad est del ponte che attraversa il fiume Khuang, di fronte a Wat Phra That. L’edificio più particolare è un grande chedi, che ha una base quadrata e al centro di ciascun lato c’è una nicchia che ospita una statua dorata del Buddha in piedi.
Lamphun - Wat Phra Yuen
Ku Chang e Ku Ma sono due chedi in mattoni che si trovano solitari in aperta campagna, circa 2 km a NE dal fossato della città. Malgrado la posizione isolata, sono molto popolari tra i devoti del luogo. Una leggenda locale dice che i due stupa segnano i luoghi di sepoltura dell’elefante da guerra della regina Chamathewi (Khu Chang) e del cavallo di suo figlio (Khu Ma), e quindi statuette di cavalli e di elefanti sono lasciate come offerte presso il piccolo santuario situato di fronte ai due chedi. Khu Chang è cilindrico senza una guglia, mentre Khu Mah è a forma di campana.
Lamphun - Khu Chang
Il mercato principale di Lamphun, che si trova nel centro storico a sud di Wat Phra That, è un interessante diversivo alla visita dei siti storici. Il mercato è grande, vivace e si trova in vendita ogni tipo di genere alimentare. E’ un buon posto per mangiare un boccone, dopo la lunga passeggiata attraverso i templi, perché lungo tutto il perimetro ci sono diverse bancarelle che vendono cibo.
Il memoriale dedicato alla regina Chamatewi si trova appena a sud del mercato, alla fine di Inthayongyot Road. All’interno di un parco, si trova la statua in bronzo della regina. Alle spalle della statua, c’è un lungo muro dove si trovano bassorilievi raffiguranti la storia di Lamphun. Molti devoti frequentano ogni giorno il memoriale, lasciando fiori, cibo e statuette di elefante in offerta alla regina.
Lamphun - Queen Memorial


mercoledì 10 agosto 2016

Kamphaeng Phet Historical Park, che cosa vedere

Kamphaeng Phet, la città fortezza del Regno di Sukhothai
Kamphaeng Phet è una tranquilla e piacevole città, capoluogo dell’omonima provincia, situata a metà strada tra Bangkok e Chiang Mai. E’ adagiata sulle rive del fiume Ping ed incorniciata ad ovest da montagne ricoperte di lussureggianti foreste.
Kamphaeng Phet fu un’imponente roccaforte difensiva, prima del Regno di Sukhothai, poi del Regno di Ayutthaya. La città era situata in una posizione strategicamente molto importante ed era protetta da un sistema di fossati e da mura possenti, con torri d’avvistamento e fortificazioni.
Kamphaeng Phet, deve proprio alle mura il suo nome, che può si può tradurre in “mura di diamante”.
Kamphaeng Phet Historical Park, Wat Phra Kaew
I resti di numerosi templi e monumenti fanno parte ora del Kamphaeng Historical Park, che insieme a quelli di Sukhothai e Si Satchanalai sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1991.
Sicuramente è il meno suggestivo dei tre, ma gli appassionati di storia ed arte thailandese troveranno molti spunti interessanti. I turisti sono quasi assenti e potrebbe capitare di avere un intero parco archeologico solo per voi. Nell’area Nord, un bellissimo bosco fa da cornice alle rovine, valida premessa per un’interessante escursione in bicicletta.
Kamphaeng Phet è però molto di più di un gruppo di rovine. E’ il luogo giusto per apprezzare lo stile di vita rilassata di una piccola città di provincia. Può essere quindi inserita come escursione di un giorno partendo da Sukhothai o come piacevole sosta, 1 o 2 notti, in un viaggio verso il Nord della Thailandia. Chi sceglie di fermarsi un po’ più a lungo, avrà modo di camminare al tramonto sul romantico lungofiume, visitare il mercato notturno e apprezzare le ottime specialità gastronomiche, visitare il Khlong Lan National Park con la sua cascata alta più di 100 metri.
Il lungofiume
Kamphaeng Phet Historical Park, il lungofiume da pier27.jalbum.net
Un po’ di storia
I primi insediamenti risalgono all’ 11° secolo, ma la città fu fortificata nel 14° secolo, durante il Regno di Sukhothai. Il nome originale, Chakangrao, fu cambiato in Kamphaeng Phet, le “mura di diamante”, e divenne la roccaforte meridionale del regno. Nel 1378, fu conquistata, dopo numerosi tentativi, dall'esercito del Regno di Ayutthaya, di cui divenne la roccaforte settentrionale. Fu spesso attaccata e a volte occupata dagli eserciti del Regno Lanna fino alla metà del 16° secolo, quando tale regno fu sottomesso dai Birmani, che a loro volta dovettero cedere periodicamente Kamphaeng Phet al regno di Ayutthaya. La città conobbe finalmente la pace a partire dal 19° secolo, dopo che la Birmania soccombette alle truppe coloniali nella guerra Anglo-Birmana diventando parte dell'India Britannica.

Dove si trova
Kamphaeng Phet si trova nella parte meridionale del Nord della Thailandia, 360 km a nord di Bangkok, 335 km a sud di Chiang Mai e 70 Km a sud-ovest d Sukhotai.



Come arrivare
Kamphaeng Phet è collegata a Bangkok, Chiang Mai e alle altre città vicine da autobus di linea. Da Sukhothai, partono autobus ogni ora, dalle 6:30 alle 14:30. Il viaggio dura 1 ora e mezza e costa 60 baht.

Come è organizzato il parco storico
La maggior parte delle rovine più importanti sono comprese in due aree: l’area centrale e l’area Nord, conosciuta come Aranyik.
L’area centrale, conosciuta ai tempi di Sukhothai come Cha Khang Rao, si trova poche centinaia di metri ad est del fiume Ping, non lontano dalla città moderna.
L’area Aranyik si trova 2 km a nord dell’area centrale, su una collina ricoperta da boschi. L’ingresso è situato sulla sinistra della strada n° 101, che va a Phran Kratai.

Kamphaeng Phet Historical Park, Mappa
Biglietto d’ingresso e orari d’apertura
L’accesso all’area centrale e all’area Aranyik costa 100 baht per ciascuna zona; c’è un biglietto cumulativo a 150 baht. L’orario di visita è dalle 8:00 alle 17:00.
All’entrata della zona Aranyik c’è un eccellente centro visitatori, aperto dalle 8:30 alle 16:30. In quest’area è possibile entrare con il proprio mezzo di trasporto pagando un supplemento, 50 baht per l’auto, 30 baht per le moto e 10 baht per le biciclette.

Come muoversi
L’area centrale, che ospita due dei templi più importanti di Kamphaeng Phet e il National Museum, è abbastanza piccola e si può esplorare a piedi.
L’area Aranyik, molto più grande e situata in una bella zona boschiva, può essere piacevolmente visitata in bicicletta che può essere noleggiata per 50 baht, presso il centro visitatori.
Per muoversi all’interno della città si può impiegare un mototaxi o un tuk tuk. Le biciclette si possono trovare anche in diversi alberghi e negozi vicino al parco storico.

Che cosa vedere
L’area centrale
E’ una piccola area di circa 3 ettari, corrispondente all’antica Chakangrao. Ospita 14 strutture, costruite nel corso del 14° e 15° secolo, allineate con le antiche mura e il fiume Ping. La città aveva una pianta irregolarmente trapezoidale, con il lato nord lungo 2160 metri, il sud 2400 metri, l’est 540 metri e l’ovest 220 metri. Le mura, costruite in laterite, erano alte 6 metri con 10 ingressi e spalti merlati. Ai quattro angoli furono costruite torri  d’avvistamento. Un fossato, largo 30 metri, fu scavato in prossimità delle mura. Nella parte nord occidentale dell’antica città, opposta all’area centrale e attraversando la strada n° 101, vi è una sezione delle mura molto ben conservata, con grandi portali d’ingresso e torrioni.
I templi di quest’area, ospitavano solo gli edifici dedicati al Buddha. Non vi erano monaci residenti.
I templi più importanti sono Wat Phra kaew e Wat Phra That. Vicino a questi ci sono anche il National Museum e il Santuario dedicato a Shiva. Nulla è rimasto del Palazzo Reale e delle case di legno della gente comune.

Wat Phra Kaew
Il Wat Phra Kaew o "tempio del Buddha di Smeraldo" è il tempio più grande dell’area centrale. Il tempio fu fondato nel 15° secolo e ampliato e ristrutturato nel corso di diversi secoli. 
Due delle statue del Buddha più venerate in Thailandia, il Phra Phuttha Sihing e il Phra Kaeo Morakot o Buddha di smeraldo furono ospitate a Wat Phra Kaew. 
Le principali strutture del tempio sono il chedi principale, diversi viharn, due mandapa e diverse decine di chedi più piccoli.
In un angolo del complesso si trova il grande chedi di cui rimangono solo la sua base quadrata e gli anelli concentrici inferiori. Tutt’attorno, accolte in nicchie, ci sono sono 32 statue di elefanti in stile Sukhothai, con i corpi sporgenti fuori dalla struttura, che sembrano portare il chedi sul dorso. 
Un viharn accoglie tre statue del Buddha, costruite durante il periodo di Ayutthaya, di grandi dimensioni e ben conservate. I Buddha, in mattoni intonacati, sono raffigurati uno disteso e due seduti in Bhumisparsha mudra. Le grandi fronti quadrate e le sopracciglia continue sono tipiche dello stile di Kamphaeng Phet.
Wat Phra Kaew, Viharn
Kamphaeng Phet Historical Park, Wat Phara Kaew
Wat Phra That
Wat Phra That, fondato nel 15° secolo, è il secondo più grande tempio dell’area centrale, immediatamente ad est di Wat Phra Kaew. E’ stato uno dei templi più importanti di Kamphaeng Phet in quanto custodiva reliquie del Buddha.
E’ composto da un grande chedi, un viharn e due chedi più piccoli. Il chedi a forma di campana, in stile Sukhothai, è in un buono stato di conservazione. Del grande viharn rimangono solo la base e alcuni dei pilastri. Ai lati del viharn, ci sono due chedi più piccoli a forma di campana. Quella a sud è ben conservato, mentre la parte superiore di quello a nord è crollata.
Wat Phra That
Kamphaeng Phet Historical Park, Wat Phra That
National Museum
Nell'imponente edificio, in stile Thai, sono esposti reperti rinvenuti durante gli scavi nei vari siti. Si inizia dalla preistoria, circa 2500 anni fa, per passare alla civiltà Dvaravati, dal 5° al 10° secolo, e al periodo di Lopburi. La sezione più grande è dedicata al periodo Sukhothai, con vasi in ceramica e statue del Buddha del 14° secolo, come elementi interessanti.
Un elemento importante del museo, è una statua in bronzo del 16° secolo di Shiva, un tempo situata nel vicino santuario. In tutto il museo sono disponibili molte informazioni in inglese.
Il National Museum si trova vicino a Wat Phra That ed è aperto dalle 9:00 alle 16:00, da mercoledì a domenica. L’ingresso costa 100 baht.

L’area Aranyk
La grande area di 260 ettari, delimitata da una cinta muraria, accoglie i resti di 40 monumenti. Tutte le strutture sono state costruite in blocchi di laterite, scavati nelle cave sulle colline. I templi sono allineati lungo un asse est-ovest ed orientati ad est. Erano suddivisi in due aree: l’area Buddhavasa, circondata da propria mura, che ospitava gli edifici dedicati al culto del Buddha e l’area Sanghavasa, dove vivevano i monaci residenti nel tempio.
I templi più importanti della zona Aranyk sono Wat Phra Non, Wat Phra Si Iriyabot e Wat Chiang Rop.

Wat Phra Non
Le sue principali strutture sono il chedi principale, un viharn, un ubosot e un mandapa.
Del grande ubosot rimangono l’alta base e alcune colonne. L'edificio è circondato da otto pietre Sema, cippi che delimitano l’area sacra.
Il grande viharn si erge su un basamento rettangolare. Le pareti sono in gran parte intatte. Ospitava un grande Buddha disteso, di cui rimane solo il piedistallo. Le enormi colonne, alte sei metri, sono ancora in piedi. Fori rettangolari nelle colonne e nelle pareti, segnano il punto dove appoggiavano le travi della struttura che sosteneva il tetto.
Wat Phra Non
Kamphaeng Phet Historical Park, Wat Phra Non da aseanworldheritage.com
Wat Phra Si Iriyabot 
Le sue strutture principali sono l'imponente viharn e un mandapa. Di fronte al mandapa c’è un imponente basamento in laterite, alto due metri, ben conservato. La parte anteriore era decorata con statue di leoni e guardiani. Una scalinata su tutti e quattro i lati conduce alla piattaforma dalla quale si ergeva il viharn del tempio, una grande sala con un portico nella parte anteriore e posteriore. Rimangono pochi tratti di mura e la parte inferiore dei pilastri che sostenevano il tetto in legno. Nella parte posteriore c’è un piedistallo che sosteneva la statua principale del Buddha, di cui rimane solo il contorno della parte inferiore.
Direttamente dietro il viharn, si trova il mandapa che aveva la funzione di chedi principale. La grande struttura, è racchiusa da un proprio muro di cinta, con portali d'ingresso verso i quattro punti cardinali e chedi ai quattro angoli. Una nicchia in ogni lato ospitava una grande Buddha. Ognuna delle statue, in stile Sukhothai, è in una posizione diversa, cioè che cammina, in piedi, seduto e disteso. Il Buddha in piedi, alto 9 metri, è in buone condizioni. Il contorno del Buddha che cammina è ancora visibile, mentre poco è rimasto degli altri due.
Wat Phra Si Iriyabot
Kamphaeng Phet Historical Park, Wat Phra Si Iriyabot
Wat Singha
Le sue principali strutture sono il chedi principale e il viharn/ubosot. Da un’alto basamento rettangolare si erge il viharn/ubosot. La parte anteriore del basamento è decorata con statue di leoni, da cui il nome del tempio. Due scalinate conducono al portico d’ingresso del viharn, trasformato in seguito in un ubosot. Rimangono solo la base e la parte inferiore dei pilastri che sostenevano la copertura. Nella parte posteriore dell'edificio c’è un piedistallo che accoglieva la statua principale del Buddha, gravemente danneggiato dagli eventi atmosferici. 
Il chedi principale si trova direttamente di fronte al viharn/ubosot. Una basamento quadrato supportava la guglia in stile di Sukhothai, completamente crollata. Su ciascuno dei quattro punti cardinali c’è una cappella sporgente dalla struttura, che ospitava un Buddha seduto su un piedistallo. Una scala conduce ad ogni nicchia. Il lato est della base del chedi è ben conservato.
Wat Phra Singh
Kamphaeng Phet Historical Park, Wat Singha
Wat Chang Rop
Il tempio è noto per il suo imponente chedi, che si erge da una base circondata da statue di elefanti. Le altre strutture sono un viharn, un ubosot e numerosi chedi più piccoli.
Il grande viharn si ergeva da un alto basamento che aveva portici d'ingresso sul davanti e sul retro. Rimangono i pilastri e il piedistallo che sosteneva la statua principale del Buddha.
La struttura più importante del Wat Chang Rop è il suo imponente chedi, che si erge da una basamento quadrato ben conservata. Ogni lato misura 31 metri ed è circondato da 68 statue di elefanti sporgenti dalla struttura.
Una ripida scalinata in ciascuna delle quattro direzioni cardinali conduce alla grande piattaforma sulla parte superiore della base, al centro del quale sorgeva la guglia, quasi interamente crollata. All’inizio e ai lati di ogni scala c’era una coppia di statue di leoni e di guardiani.
Wat Chang Rop
Kamphaeng Phet Historical Park, Wat Chang Rop


mercoledì 3 agosto 2016

La patente internazionale ... questa sconosciuta

Per guidare in Thailandia bisogna avere la patente internazionale
Prima di tutto, se si ha intenzione di noleggiare uno scooter o un’automobile è fondamentale avere la patente di guida valida per il mezzo che si guiderà. In Thailandia, come in Italia, esiste una patente per i motocicli ed una per le auto. Quindi per lo scooter bisogna avere la patente A, mentre per l’auto la patente B.
Ma non basta, perché la nostra patente italiana non è riconosciuta in Thailandia e quindi non è valida. Bisogna essere in possesso anche del permesso internazionale di guida, comunemente conosciuto come patente internazionale. Si tratta di un libretto, abbastanza ingombrante, dove è riportata la traduzione ufficializzata, in più lingue, della nostra patente.
La patente internazionale - da arcigarbatella.it
Ricapitolando quindi: se si è alla guida di una moto o di un’auto, bisogna sempre avere sempre con sé il passaporto (o almeno una fotocopia), la patente italiana A o B, a seconda del mezzo che si noleggia, e la patente internazionale.
Documenti per guidare in Thailandia - da japan-experience.it

La patente internazionale
Per guidare in Thailandia è richiesto un permesso internazionale di guida che non può essere utilizzato autonomamente, ma deve essere sempre accompagnato dalla patente nazionale in corso di validità. Le convenzioni internazionali in materia prevedono due distinti modelli di patente internazionale: il modello “Ginevra 1949” e il modello “Vienna 1968”. Entrambi sono attualmente ottenibili in Italia; il modello “Vienna 1968” ha una validità di tre anni, mentre quello di “Ginevra 1949” ha una validità di un anno, sempre nei limiti della validità della patente nazionale.
Per la Thailandia è valido il modello “Ginevra 1949”.
La richiesta di permesso internazionale di guida va presentata agli uffici della motorizzazione civile. Le modalità per presentare la domanda sono descritte sul sito del Ministero dei trasporti .
In alternativa, la pratica può essere effettuata da un’agenzia pratiche automobilistiche o da un ufficio ACI, pagando una commissione per il servizio svolto. Tenete presente che possono essere necessarie fino a quattro settimane.

I soliti “furbi”
Approfittando del fatto che molti noleggiatori non chiedono documenti, ho conosciuto persone che guidano scooter senza nessun tipo di patente o con solo quella italiana. Mi è anche capitato di leggere nei vari forum di alcuni “furbi” che usano abbonamenti dell’autobus o del treno, patenti scadute o contraffatte. 
Certamente, è facile farla franca ad un eventuale controllo della polizia, magari perché l’agente è tollerante con i turisti, o non conosce l’italiano e le patenti straniere o perché gli si lascia una cospicua mancia.
Il problema nasce però in caso di incidente con danni a persone e cose: le assicurazioni, compreso quella sanitaria personale, non ne risponderanno. Quindi vanno risarciti tutti i danni causati, le spese mediche ed eventuali spese legali. Se non si è in grado di pagare, si rischia il carcere. 
In Thailandia è assolutamente come in Italia: per guidare si devono avere tutti i documenti in regola, non si deve aver bevuto alcolici o usato sostanze stupefacenti, si devono allacciare le cinture se in auto o usare il casco se in moto. In caso contrario si incorre in sanzioni e nella perdita delle coperture assicurative.

Conversione della patente italiana in quella thailandese
Per chi soggiorna lunghi periodi in Thailandia, c’è la possibilità di convertire la patente italiana in una thailandese. Anche se non si guida molto, è comunque un documento d’identità che può essere usato al posto del passaporto nei controlli di polizia, nei chek-in dei voli nazionali e nella registrazione presso gli hotel. La procedura non è particolarmente complessa e la trovate ben descritta sul sito provarciegratis .

giovedì 28 luglio 2016

Wat Chang Lom, Si Satchanalai Historical Park

Il tempio circondato da elefanti
Wat Chang Lom è un grande tempio buddista fondata nel 14° secolo, durante il periodo Sukhothai. Il suo nome si traduce in "tempio circondato da elefanti".
Wat Chang Lom è composto da un grande chedi a forma di campana in stile cingalese, due viharn e un chedi più piccolo. L'area del tempio è delimitata da mura in laterizio, con un portale d'ingresso sul lato est.
The main chedi
Wat Chang Lom, il grande chedi
Alcuni archeologi ritengono che Wat Chang Lom sia il tempio citato in un’iscrizione scolpita su una stele in pietra ritrovata nel parco. L'iscrizione menziona che re Ramkhamhaeng ritrovò a Si Satchanalai delle reliquie appartenenti al Buddha. Il re le seppellì nuovamente costruendo un chedi sopra di esse, nel 1285.
Stairs and gate
Wat Chang Lom, la scalinata e l'entrata
Dove si trova
Il tempio si trova nell'area centrale di Si Satchanalai Historical Park, nell’antica Si Satchanalai circondata da mura, vicino al fiume Yom.



Il chedi in stile cingalese
La struttura più importante di Wat Chang Lom è il sua grande e ben conservato chedi, una campana circolare in stile cingalese. All’interno di una propria cinta muraria, il chedi sorge su una grande base squadrata, a due piani.
The viharn
Wat Chang Lom, il viharn
Attorno al primo livello ci sono 39 grandi sculture di elefanti, otto sul lato est, nove sugli altri lati e un elefante più grande a ciascuno dei quattro angoli. Da lontano sembra che gli elefanti portano la struttura sulla schiena. Una volta ricoperti di intonaco e ornati con elaborate decorazioni scolpite, la maggior parte di loro sono in stato di abbandono. Di fronte gli elefanti ci sono dei boccioli di fiori di loto.
the elephants
Wat Chang Lom, gli elefanti
Una rampa di scale sul lato est conduce ad un ampio ripiano, delimitato da una balaustra a colonnine, dove i devoti buddisti camminavano pregando. Attorno al secondo livello ci sono 20 nicchie ad arco che contenevano statue del Buddha in Bhumisparsha mudra, molte delle quali sono danneggiate o andate perse.
Wat Chang Lom, Buddha nella nicchia
Al di sopra del secondo livello si trova la campana, sormontato da un pinnacolo. Attorno alla sua base ci sono petali di fiori di loto in stucco. 
Molti “chedi circondati da elefanti" sono stati costruiti durante il periodo di Sukhothai. Altri esempi si possono trovare a Wat Sorasak e a Wat Chang Lom nel parco storico di Sukhothai, e a Wat Phra Kaew nel parco storico di Kamphaeng Phet.

Altre strutture
Di fronte al chedi principale c’è il viharn del tempio, di cui rimangono la base e una serie di pilastri che sostenevano il tetto. Altre strutture del complesso sono i resti di un viharn più piccolo e un chedi secondario.
main chedi from the viharn
Wat Chang Lom, il chedi visto dal viharn

lunedì 25 luglio 2016

Wat Phra Si Rattana Mahathat, Si Satchanalai Historical Park

Uno dei templi più antichi di Si Satchanalai
Wat Phra Si Rattana Mahathat è uno dei più antichi templi e più interessanti del Sitchanalai Historical Park. Il grande tempio fu fondato nel 1237, quando la zona era sotto il controllo dell'impero Khmer. E' stato restaurato e ampliato in epoca Sukhothai e Ayutthaya.
Oggi, il tempio è ancora un monastero attivo con un ubosot moderno e le abitazioni dei  monaci.
Il complesso, circondato da un muro di lastre di laterite verticali sormontate da lastre orizzontali, è formato da numerose strutture, tutte allineate lungo un asse est-ovest.
coumpound temple
Wat Phra Si Rattana Mhathat - il tempio
Dove si trova
Wat Prang, come viene chiamato dagli abitanti del luogo, si trova nell’area di Chaliang, ad est dell’antica Si Satchanalai, su una piccola penisola quasi interamente circondata dal fiume Yom.



Molti stili architettonici
Wat Phra Si Rattana Mahathat ospita edifici di varie epoche e stili, tra cui Khmer (pilastro stile Bayon sopra l'architrave dell’ingresso orientale), Sukhothai (Buddha in piedi nel Mandapa, Buddha che cammina nel viharn principale) e Ayutthaya (il grande prang).
Il tempio è diviso in due sezioni separate da un muro in laterite con un portale. Le principali strutture della parte est sono il prang e il viharn, mentre la sezione occidentale ospita il Phra That Mutao chedi, un mandapa e un secondo viharn.
main prang detail
Wat Phra Si Rattana Mhathat - dettaglio del grande prang
Pilastro sopra l’ingresso orientale
L'ingresso principale al tempio è un portale sul lato est del muro di cinta, sormontato da un enorme architrave. Da questo, si erge un pilastro nella cui parte terminale è scolpita una testa con quattro volti ben conservati, che rappresentano il Bodhisattva Avolokitesvara. Quest’ultimi, di origine Khmer, ricordano quelli delle torri del Bayon, un tempio costruito ad Angkor, in Cambogia, da re Jayavarman VII nello stesso periodo del Wat Phra Si Rattana Mahathat. Al di sotto del busto, sono scolpite delicate Apsara, esseri divini femminili che spesso si trovano sulle pareti dei templi di Angkor.
pillar over the gate
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Pilastro con i 4 volti
Prang in stile Ayutthaya
Attrazione principale del Wat Phra Si Rattana Mahathat è un prang a forma di pannocchia, molto ben conservato. Realizzato con blocchi di laterite e ricoperto di intonaco, il prang risale alla seconda metà del 15° secolo, il periodo di Ayutthaya. Si ritiene sia stato costruito su una struttura più antica, in stile Khmer, adattato in seguito allo stile Ayutthaya.
Una ripida scalinata conduce ad una cella a metà del prang, che probabilmente conteneva un linga, la rappresentazione di Shiva. Quello che si può osservare oggi, è una riproduzione di recente installazione. Le pitture murali che adornavano il suo interno sono in gran parte scomparse. Intorno al prang ci sono altri chedi più piccoli.
The main prang
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Il grande prang
Viharn Luang Pho To
Di fronte al prang si trova il Viharn Luang Pho To, il viharn principale, di cui oggi rimangono solo la base e le colonne. Seduto su un piedistallo nella parte posteriore c’è un grande Buddha in stile di Sukhothai, seduto in Bhumisparsha mudra. 
Main viharn
Wat Phra Si Rattana Mhathat - il viharn principale
La statua è affiancata da un magnigfico Buddha che cammina e un altro in piedi, parzialmente affondato nel pavimento.
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Buddha che cammina
Due piccoli viharn
A destra e a sinistra all'ingresso orientale del tempio, ci sono i resti due viharn più piccoli. In quello di destra, vi è un piccolo santuario con una nicchia che ospita un Buddha seduto su un Naga attorcigliato.
Little viharn
Wat Phra Si Rattana Mhathat - piccolo viharn

Phra That Mutao
Dietro il prang, nella parte ovest ci sono i resti di un chedi chiamato Phra That Mutao. E’ la struttura più antica del tempio e si crede sia di origine Mon Dvaravati. Fatto di blocchi di laterite, il chedi poggia su una base a più livelli decrescenti e ottagonali. Sul suo lato orientale è una scala ripida che conduce ad una cella. La parte superiore della struttura è crollata.
Pra That Mutao
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Phra That Mutao
Viharn Phra Song Phi Nong
Dietro il Phra That Mutao sono i resti di un viharn, chiamato Viharn Phra Song Phi Nong. Il suo nome si può tradurre in "viharn dei due monaci fratelli", in riferimento ai due grandi Buddha ospitati nella parte posteriore dell'edificio, seduti uno davanti all’altro, raffigurati in Bhumisparsha mudra. Del viharn, costruito in blocchi di laterite sopra un edificio di mattoni più antico, rimane oggi solo la base e la parte inferiore delle colonne.
Viharn Phra Song Phi Nong
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Viharn Phra Song Phi Nong
Mandapa
Vicino al Viharn Phra Song Phi Nong c’è un mandapa costruito in blocchi di laterite, ricoperto di stucco. Il mandapa ospita un grande Buddha in piedi, conosciuto come Phra Attharot.
Mandapa
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Mandapa
L’ubosot moderno
Al di fuori della cinta muraria, ad est del prang, c’è l’ubosot del tempio, una struttura moderna costruita sui resti di una più antica. All'interno della sala ordinazione, ancora in uso oggi, c’è un grande Buddha dorato, seduto in Bhumisparsha mudra. Di fronte, ci sono numerosi Buddha più piccoli raffigurati in varie posture.
Ubosot
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Ubosot foto di David Luekens