lunedì 25 luglio 2016

Wat Phra Si Rattana Mahathat, Si Satchanalai Historical Park

Uno dei templi più antichi di Si Satchanalai
Wat Phra Si Rattana Mahathat è uno dei più antichi templi e più interessanti del Sitchanalai Historical Park. Il grande tempio fu fondato nel 1237, quando la zona era sotto il controllo dell'impero Khmer. E' stato restaurato e ampliato in epoca Sukhothai e Ayutthaya.
Oggi, il tempio è ancora un monastero attivo con un ubosot moderno e le abitazioni dei  monaci.
Il complesso, circondato da un muro di lastre di laterite verticali sormontate da lastre orizzontali, è formato da numerose strutture, tutte allineate lungo un asse est-ovest.
coumpound temple
Wat Phra Si Rattana Mhathat - il tempio
Dove si trova
Wat Prang, come viene chiamato dagli abitanti del luogo, si trova nell’area di Chaliang, ad est dell’antica Si Satchanalai, su una piccola penisola quasi interamente circondata dal fiume Yom.



Molti stili architettonici
Wat Phra Si Rattana Mahathat ospita edifici di varie epoche e stili, tra cui Khmer (pilastro stile Bayon sopra l'architrave dell’ingresso orientale), Sukhothai (Buddha in piedi nel Mandapa, Buddha che cammina nel viharn principale) e Ayutthaya (il grande prang).
Il tempio è diviso in due sezioni separate da un muro in laterite con un portale. Le principali strutture della parte est sono il prang e il viharn, mentre la sezione occidentale ospita il Phra That Mutao chedi, un mandapa e un secondo viharn.
main prang detail
Wat Phra Si Rattana Mhathat - dettaglio del grande prang
Pilastro sopra l’ingresso orientale
L'ingresso principale al tempio è un portale sul lato est del muro di cinta, sormontato da un enorme architrave. Da questo, si erge un pilastro nella cui parte terminale è scolpita una testa con quattro volti ben conservati, che rappresentano il Bodhisattva Avolokitesvara. Quest’ultimi, di origine Khmer, ricordano quelli delle torri del Bayon, un tempio costruito ad Angkor, in Cambogia, da re Jayavarman VII nello stesso periodo del Wat Phra Si Rattana Mahathat. Al di sotto del busto, sono scolpite delicate Apsara, esseri divini femminili che spesso si trovano sulle pareti dei templi di Angkor.
pillar over the gate
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Pilastro con i 4 volti
Prang in stile Ayutthaya
Attrazione principale del Wat Phra Si Rattana Mahathat è un prang a forma di pannocchia, molto ben conservato. Realizzato con blocchi di laterite e ricoperto di intonaco, il prang risale alla seconda metà del 15° secolo, il periodo di Ayutthaya. Si ritiene sia stato costruito su una struttura più antica, in stile Khmer, adattato in seguito allo stile Ayutthaya.
Una ripida scalinata conduce ad una cella a metà del prang, che probabilmente conteneva un linga, la rappresentazione di Shiva. Quello che si può osservare oggi, è una riproduzione di recente installazione. Le pitture murali che adornavano il suo interno sono in gran parte scomparse. Intorno al prang ci sono altri chedi più piccoli.
The main prang
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Il grande prang
Viharn Luang Pho To
Di fronte al prang si trova il Viharn Luang Pho To, il viharn principale, di cui oggi rimangono solo la base e le colonne. Seduto su un piedistallo nella parte posteriore c’è un grande Buddha in stile di Sukhothai, seduto in Bhumisparsha mudra. 
Main viharn
Wat Phra Si Rattana Mhathat - il viharn principale
La statua è affiancata da un magnigfico Buddha che cammina e un altro in piedi, parzialmente affondato nel pavimento.
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Buddha che cammina
Due piccoli viharn
A destra e a sinistra all'ingresso orientale del tempio, ci sono i resti due viharn più piccoli. In quello di destra, vi è un piccolo santuario con una nicchia che ospita un Buddha seduto su un Naga attorcigliato.
Little viharn
Wat Phra Si Rattana Mhathat - piccolo viharn

Phra That Mutao
Dietro il prang, nella parte ovest ci sono i resti di un chedi chiamato Phra That Mutao. E’ la struttura più antica del tempio e si crede sia di origine Mon Dvaravati. Fatto di blocchi di laterite, il chedi poggia su una base a più livelli decrescenti e ottagonali. Sul suo lato orientale è una scala ripida che conduce ad una cella. La parte superiore della struttura è crollata.
Pra That Mutao
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Phra That Mutao
Viharn Phra Song Phi Nong
Dietro il Phra That Mutao sono i resti di un viharn, chiamato Viharn Phra Song Phi Nong. Il suo nome si può tradurre in "viharn dei due monaci fratelli", in riferimento ai due grandi Buddha ospitati nella parte posteriore dell'edificio, seduti uno davanti all’altro, raffigurati in Bhumisparsha mudra. Del viharn, costruito in blocchi di laterite sopra un edificio di mattoni più antico, rimane oggi solo la base e la parte inferiore delle colonne.
Viharn Phra Song Phi Nong
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Viharn Phra Song Phi Nong
Mandapa
Vicino al Viharn Phra Song Phi Nong c’è un mandapa costruito in blocchi di laterite, ricoperto di stucco. Il mandapa ospita un grande Buddha in piedi, conosciuto come Phra Attharot.
Mandapa
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Mandapa
L’ubosot moderno
Al di fuori della cinta muraria, ad est del prang, c’è l’ubosot del tempio, una struttura moderna costruita sui resti di una più antica. All'interno della sala ordinazione, ancora in uso oggi, c’è un grande Buddha dorato, seduto in Bhumisparsha mudra. Di fronte, ci sono numerosi Buddha più piccoli raffigurati in varie posture.
Ubosot
Wat Phra Si Rattana Mhathat - Ubosot foto di David Luekens



mercoledì 20 luglio 2016

Si Satchanalay Historical Park, Sukhothai

Le rovine di una delle città satelliti di Sukhothai
Se state organizzando una visita a Sukhothai, vi consiglio vivamente di inserire nel vostro programma l’escursione al Si Satchanalai Historical Park.
Gate to the Park
Ingresso al parco storico
Sukhothai, insieme alle sue due antiche città satelliti Si Satchanalai e Kamphaeng Pet, è considerata la culla della civiltà Thai. I loro parchi storici sono gestiti dal Dipartimento delle Belle Arti Thailandese sotto il patrocinio dell’Unesco, che nel dicembre del 1991 li ha dichiarati patrimonio dell’umanità.
Situate tra colline boscose e campi coltivati, in un ambiente rurale molto bello, Si Satchanalai e la vicina Chaliang ospitano santuari in stile Khmer, templi del periodo Sukhothai e fornaci dove nel 16° secolo venivano prodotte le ceramiche Sangkhalok.
Anche se le rovine di Satchanalai non sono suggestive come quelle di Sukhothai, la visita al parco storico è un’esperienza molto piacevole, più intima e tranquilla, grazie ad un minor numero di visitatori e all’incantevole cornice naturale. I siti da visitare sono collocati in una grande area verde, in gran parte vietata ai mezzi a motore, ideale per una piacevole escursione in bicicletta.
Si Satchanalai Historical Park - da Thaizer.com
Un po’ di storia
Nell’ascesa di Sukhothai, Si Satchanalai fu fondata nel 1250 come città satellite per la sua importante posizione strategica. Le due città furono collegate da una strada chiamata Thanon Phra Ruang. Si Satchanalai fu costruita pochi Km ad ovest della città di Chaliang, sulle sponde del fiume Yom, protetta da due colline che avevano la funzione di punto di avvistamento dei nemici in arrivo. Principi alla corona furono inviati da Sukhothai per governare questa importante città del regno. In seguito, per fornire ulteriore protezione, furono aggiunti un fossato e una cinta muraria.
Sebbene Si Satchanalai sia strettamente legata al regno di Sukhothai, reperti archeologici indicano che la zona era già abitata nel 4° secolo da popolazioni Tai, che migrarono verso il nord e fondarono una città chiamata Chaliang, la”città sull’acqua”. Chaliang divenne un importante centro commerciale e avamposto dell’impero Khmer fino al 1239, quando entrò a far parte del regno di Sukhothai.
Quando iniziò il declino di Sukhothai, Si Satchanalai riuscì a mantenere i suoi importanti ruoli strategici e commerciali, con i regni rivali Ayutthaya e Lanna che combatterono in diverse occasioni per il controllo della città. Nel 1474, passò definitivamente sotto Ayutthaya e venne rinominata Sawankhalok. Si Satchanalai divenne un fiorente centro di produzione di porcellane per la corte di Ayutthaya, esportando verso paesi d’oltre mare come Filippine, Giappone ed Indonesia. Nel 1766, nel corso della guerra birmano-siamese, l‘esercito birmano attaccò Si Satchanalai e distrusse la città.

Dove si trova e come è organizzato
Si Satchanalai Historical Park si trova sulla sponda occidentale del fiume Yom, 55 km a nord di Sukhothai a cui è collegata con la Highway n. 101.



Tutti i siti da visitare sono aggregati sotto un unico nome, ma in realtà sono divisi in tre aree distinte, situate in un raggio di 10 km. La sezione più grande è il parco storico vero e proprio, che all’interno della cinta muraria ospita le rovine dell’antica Si Satchanalai, mentre le altre due sono Chaliang, situato 3 km a est del parco nel villaggio di Bang Phra Phrang, e le fornaci Thuriang, situati 5 km a nord del parco vicino a Ban Ko Noi.
Mappa turistica del parco
Biglietto d’ingresso e orari
Per il parco storico centrale, il sito archeologico di Wat Chom Chuen e le fornaci, l’ingresso costa 100 baht per ogni sezione. Per Wat Phra Si Rattana Mahathat, l’ingresso costa 20 baht. E' possibile acquistare un biglietto cumulativo che costa 220 baht. I siti sono aperti tutti i giorni dalla 8:30 alle 16:30.

Come arrivare
Da Sukhothai si può noleggiare una moto (250 baht) o un auto con autista (2000 baht per 6 ore). Se volete usare i mezzi pubblici, è possibile prendere gli autobus che da Sukhothai vanno a Chiang Rai. Partono alle 6:40, 9:00 e 11:00, dalla stazione principale situata a NO della città. Il viaggio dura un’ora e mezza e costa 50 baht. Per ritornare, i bus passano da Si Satchanalai ogni ora, dalle 13:00 alle 16:00. L’ultimo è alle 16:00, ma chiedete per sicurezza.

Come muoversi
Il mezzo ideale per visitare Sitchanalai Historical Park è la bicicletta. Gran parte delle strade sono in piano ed asfaltate, attraverso boschi e campi coltivati, che rendono la pedalata piacevole e confortevole. Al centro visitatori forniscono mappe e opuscoli informativi. Ci sono cartelli in inglese e thai, che spiegano la storia e l’architettura dei siti più importanti.
Le biciclette possono essere noleggiate per 50 baht in prossimità della fermata dell’autobus, chiedete perché non ha insegne, e al centro visitatori.
All’interno delle mura dell’area centrale, vicino alla porta meridionale, parte un bus turistico ogni 30 minuti che si ferma in tutti i siti chiave. Il biglietto costa 30 baht.

Che cosa vedere
Vi consiglio di iniziare dai siti di Chaliang, per poi passare all’area centrale ed infine, se vi rimane tempo, concludere la giornata di visita alle fornaci Thuriang.

Area di Chaliang
Chaliang è la zona più piccola del Si Satchanalai Historical Park e si trova pochi chilometri a est dell’area centrale, su una penisola quasi completamente circondata dal fiume Yom. Chaliang è antecedente alla fondazione del Regno di Sukhothai e fu un avamposto dell'impero Khmer durante il regno di re Jayavarman VII. Sono ancora visibili i bastioni di terra e le mura in laterite dell'epoca khmer.
I monumenti di Chaliang appartengono ad epoche e stili architettonici differenti, tra cui Mon Dvaravati (Phra That Mutao Chedi al Wat Phra Si Rattana Mahathat), Khmer (prang del Wat Chao Chan), Ayutthaya (prang del Wat Phra Si Rattana Mahathat) e Sukhothai (statue del Buddha nel viharn di Wat Phra Si Rattana Mahathat). Ritrovamenti archeologici dimostrano che i Khmer non furono i primi ad insediarsi nella zona. Scheletri del 3°-4° secolo sono stati trovati presso il tempio di Wat Chom Chuen.
I templi più significativi e meglio conservati di Chaliang sono il Wat Phra Si Rattana Mahathat, Wat Chom Chuen e Wat Chao Chan.

Wat Phra Si Rattana Mahathat
E’ il tempio più suggestivo dell’intero parco storico. Vi sono evidenze che è stato costruito dai Khmer e successivamente ampliato e modificato nei periodi Sukhothai e Ayutthaya. Al presente, è un monastero buddhista theravada, ancora attivo. La struttura più evidente è il grande phrang centrale in laterite. Sono presenti numerose statue del Buddha, tutte belle e affascinanti.
Wat Phra Si Rattaana Mahathat
Wat Phra Si Rattana Mahathat
Wat Chom Chuen
Il Wat Chom Chuen è un piccolo tempio del 14° secolo, di epoca Sukhothai, situato poche centinaia di metri ad ovest di Wat Phra Si Rattana Mahathat.
Le strutture meglio conservate del tempio, racchiuse da un muro di cinta, sono il chedi principale, un mandapa e un viharn. A nord del chedi principale ci sono i resti di un chedi secondario e un edificio che era probabilmente un ubosot.
Wat Chom Chuen
Wat Chom Chuen
In uno scavo archeologico, effettuato in prossimità del tempio, sono stati rinvenuti scheletri umani e ceramiche risalenti al 4° secolo. La scoperta ha dimostrato l’esistenza di un centro abitato ben prima dell’arrivo dell’impero Khmer e del regno Sukhothai. Gli scheletri sono esposti esattamente come sono stati trovati in una grande fossa protetta da un padiglione. Camminando su apposite passerelle è possibile osservare i resti da pochi metri di distanza.

Wat Chao Chan
Wat Chao Chan è un tempio buddista del 13° secolo, fondato durante l'era Khmer e situato vicino a Wat Chom Chuen. Il complesso è costituito da un santuario centrale in stile Khmer, un ubosot e un mandapa. Il tempio fu probabilmente costruito sopra strutture più antiche.
Wat Chao Chanù
Wat Chao Chan
Area centrale
Nella zona centrale del parco storico, situata sulla riva sud del fiume Yom, si possono ammirare i resti dell'antica città di Si Satchanalai. L'area rettangolare, delimitata da un fossato e una cinta muraria, ospita alcuni tra i templi più imponenti e meglio conservati del Si Satchanalai Historical Park. Fu anche sede del Palazzo Reale, di cui praticamente nulla rimane oggi. La maggior parte dei monumenti, tutti dedicati al Buddha, sono stati costruiti durante l'era Sukhothai, tra il 13° e il 15° secolo.
Central Area map
Mappa dell'area centrale
Parte della zona centrale è collinare e boschiva. Wat Khao Phanom Phloeng e Wat Khao Suwan Khiri, costruiti sulla cima di una collina, offrono una vista della città antica.
All’ingresso della zona centrale c’è il centro visitatori, dove è possibile noleggiare le biciclette, un bar e un ristorante.
I templi più noti e meglio conservati della zona centrale sono Wat Chang Lom, Wat Chedi Chet Thaeo, Wat Nang Phaya, Wat Khao Phanom Phloeng e Wat Khao Suwan Khiri.

Wat Chang Lom
Wat Chang Lom fu fondato nel 14° secolo, durante il periodo Sukhothai. Il grande complesso, delimitato da una cinta muraria, è formato da un grande chedi, due viharns e un chedi più piccolo. Racchiuso da una propria cinta muraria, il chedi sorge su una grande base quadrata, a due ripiani. Il primo ripiano è circondato da 39 grandi sculture di elefanti, che da lontano sembra che sorreggano la struttura sulla schiena. Attorno al secondo livello ci sono 20 nicchie ad arco che accolgono statue del Buddha in Bhumisparsha mudra, alcuni delle quali sono andate perse. Sopra al secondo livello si trova la campana del chedi in stile cingalese.
Wat Chang Lom
Wat Chang Lom
Wat Chedi Chet Thaeo
Wat Chedi Chet Thaeo è un grande tempio situato proprio di fronte a Wat Chang Lom. Il suo nome si può tradurre in "tempio con sette file di chedis". Wat Chedi Chet Thaeo è stato costruito tra il 1340 e il 1350 da re Lithai, sovrano di Sukhothai.
Il tempio è composto da un chedi principale, un viharn e 32 chedi più piccoli. A causa del gran numero di chedi, gli storici ritengono che Wat Chedi Chet Thaeo sia stato il tempio funerario dei governanti di Si Satchanalai. La struttura più importante è il grande chedi principale, che si erge su un alto basamento squadrato a più livelli e termina con una guglia a bocciolo di loto, in stile Sukhothai.
Wat Chedi Chat Thaeo
Wat Chedi Chat Thaeo
Wat Khao Phanom Phloeng
Wat Khao Phanom Phloeng è un tempio del 13° secolo situato in cima ad una collina circondata da boschi che si affaccia sulla città antica. Una scalinata di 144 gradini, formata da blocchi di laterite, porta al tempio. La strutture più importanti sono il grande chedi in stile cingalese, l’ubosot, dove c’è una grande Buddha seduto, e un piccolo mandapa dedicato ad una dea locale conosciuta con il nome di Chao Mae La Ong Sam Lee.
Wat Khao Phanom Phloeng
Wat Khao Phanom Phloeng
Wat Khao Suwan Khiri
Wat Khao Suwan Khiri è situato su una collina vicino a quella di Wat Khao Phanom Phloeng. Un grande chedi a forma di campana segna il centro del complesso. Non c’è molto altro da vedere, ma la vista sull’antica Sitchanalai e la campagna circostante è davvero bella.
Wat Khao Suwan Khiri
Wat Khao Suwan Khiri
Wat Nang Phaya
Wat Nang Phaya o "Monastero della Regina" si trova vicino a Ramnarong gate e la sua fortezza, l’ingresso meridionale della città antica. E’ stato costruito nel 15° secolo, primo periodo di Ayutthaya, quando Si Satchanalai era conosciuta come Sawankhalok.
Racchiuso da mura in laterite con quattro ingressi, il tempio comprende un chedi principale, un viharn, un ubosot e due chedis più piccoli. La sua attrazione principale sono dei bassorilievi in stucco ben conservati, in stile Ayutthaya, presenti in una sezione del muro del viharn.
Wat Nang Phaya reliefs
Bassorilievi di Wat Nang Phaya
Le fornaci Thuriang
Le fornaci Thuriang si trovano a circa 5 Km dall’area centrale del parco storico, percorrendo la strada lungo il fiume verso nord.
Ora parte del Celadon Kiln Study and Conservation Center, le fornaci sono state usate per produrre recipienti, vasi e altri oggetti di ceramica pregiati dal 13° al 16° secolo. Furono costruite a nord-ovest di Si Satchanalai per mantenere il fumo inquinante lontano dal centro della città. L'area diventò un importante centro di produzione delle ceramiche Sangkhalok, da Sawankhalok  il nome di Si Satchanalai nell’era Ayutthaia, che furono esportate in Cina, Giappone, Indonesia e Filippine. Più di 200 le fornaci che sono stati scoperte durante gli scavi del 20° secolo, alcune di queste sono in gran parte intatte.
Protetti da padiglioni e visibili da una rete di passerelle e piattaforme rialzate, due dei più grandi siti di scavo sono ora aperti come musei. Si possono osservare da vicino le fornaci insieme a decine di vasi ancora sepolti nella terra. C’è anche un’esposizione di oggetti ritrovati durante gli scavi. Schede informative in inglese illustrano come le ceramiche venivano prodotte e vendute, da dove veniva l'argilla e le rotte commerciali attraverso le quali i prodotti finiti venivano diffusi in tutta l'Asia. 
fornace Sanghalok
Fornace Sanghalok - foto scattata da WiJarn

mercoledì 13 luglio 2016

Thai Airways, un’ottima compagnia aerea

Esperienza positiva, da ripetere
Per la prima volta in Aprile ho avuto il piacere di volare in Thailandia con Thai Airways. Alcune recensioni non proprio positive e tariffe molto elevate mi avevano sempre scoraggiato dall’utilizzare questa compagnia. In autunno dell’anno scorso, durante la ricerca di un volo per l’ormai consueto viaggio primaverile, ho scoperto direttamente sul sito della Thai un’offerta particolarmente vantaggiosa e ne ho approfittato subito. Grazie alla bassa stagione e ad una opportuna combinazioni di date, l’ho pagato 500 euro, il prezzo più basso in cinque anni di viaggi.
Posso riassumere la mia esperienza in tre parole: puntualità, ospitalità e pulizia. Gli aerei saranno anche datati, ma la cortesia del personale di bordo ha garantito un volo molto piacevole. Ho apprezzato poi tantissimo il comfort di non effettuare scali intermedi. Undici ore in tutto, contro le 15 e più ore delle compagnie che fanno sosta nella penisola araba. Un’altra comodità è quella di arrivare al mattino presto, avendo così tutto il tempo per altre coincidenze o per sistemarsi senza affanni particolari.  La qualità del servizio è assolutamente confrontabile con altre compagnie ben più blasonate, come Emirates, Qatar ed Etihad. L’esperienza è stata molto positiva e sicuramente la ripeterò appena troverò altre buone offerte.
Servizi a terra
Check-in e imbarco svolto con puntualità, efficienza e cortesia. Nessuna pignoleria per il bagaglio a mano. A Bangkok ho potuto effettuare il check-in 4 ore prima, trovando, con grande fortuna, i banchi deserti.
Il volo. 
Per la tratta Milano-Bangkok e ritorno, Thair Airways utilizza un Boeing 747-400 rimodernato. Tutto perfettamente pulito ed in ordine. Toilette pulite e mantenute tali per tutto il volo. Temperatura della cabina confortevole. Sedile comodo e spazio per le gambe discreto, ma per me non è mai un problema essendo di piccole dimensioni. I voli sono stati puntualissimi, anzi sono arrivato con 30 minuti di anticipo in entrambi i casi.
Servizio a bordo
Personale cortese, molto disponibile e attento alle esigenze dei passeggeri. A luci spente sono passati più volte, offrendo acqua e succhi di frutta. Sempre reattivi quando chiamati da un passeggero, a differenza di altre compagnie dove gli assistenti di volo, una volta servito il pasto scompaiono.
Pasti di buona qualità, abbondanti e distribuiti abbastanza velocemente. Viene servita una cena, con possibilità di scegliere tra due menu (esigenze particolari a parte), e un’abbondante prima colazione. Doppio giro di bevande, prima e dopo cena.
Intrattenimento
Ampia scelta di film, documentari, musica e giochi. Pochi e molto datati i film in lingua italiana. Altro neo, il telecomando del monitor che si trova a lato nel bracciolo; posizione un po’ scomoda e può capitare di azionarlo involontariamente muovendosi.
La compagnia aerea
Thai Airways, compagnia di bandiera Thailandese, è rinomata per la qualità del suo servizio. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui lo “Skytrax Airline Excellence Award”.
E’ l’unica compagnia a volare senza scalo dall’Italia alla Thailandia. Da maggio hanno aumentato le partenze settimanali da Malpensa, portandole a quattro: lunedì, martedì, giovedì e sabato. Sempre quest’anno hanno cambiato anche il portale delle prenotazioni. Risulta di più agevole consultazione ed è più facile trovare la combinazione di voli più adatta alle proprie esigenze.

giovedì 7 luglio 2016

I grandi Buddha del parco storico di Sukhothai

I Buddha di Sukhothai, l’apice dell’arte religiosa thailandese
Durante il regno di Sukhothai, agli inizi del 14° secolo, fu sviluppato uno stile proprio sia nell’architettura dei templi che nella creazione delle grandi statue del Buddha. Gli studiosi ritengono che in questo periodo l’arte religiosa thailandese abbia raggiunto il culmine. Lo stile cambia improvvisamente e radicalmente a causa del flusso di nuove idee, provenienti dal Buddhismo Theravada dello Sri Lanka. Le statue del Buddha acquisiscono nuove caratteristiche che le distinguono nettamente da quelle realizzate durante l’epoca Khmer e Mon.
Sukhothai, Buddha from Wat Mahathat
I Buddha di Sukhothai, da Wat Mahathat
Al di là delle valutazioni degli esperti d’arte, a distanza di quasi 700 anni, i Buddha di Sukhothai sono tra i più ammirati e venerati della Thailandia. Questo è un segno che gli scultori thai sono riusciti veramente a trasmettere una grande forza spirituale nelle loro statue. Se volete approfondire l’arte buddhista thailandese potete scaricare questo interessante ebook gratuito dal sito buddhanet.net
Sukhothai, Buddha from Wat Traphang Ngoen
I Buddha di Sukhothai, da Wat Traphang Ngoen
Caratteristiche particolari dello stile Sukhothai
Gli artisti del periodo Sukhothai rappresentarono il Buddha dopo aver raggiunto l’illuminazione. Il corpo del Buddha è in completo riposo, i muscoli rilassati ed il volto è sereno con un lieve sorriso, che riflette un profondo stato di appagamento interiore. In questa condizione, il Buddha appartiene più al Nirvana che alla Terra e gli artisti Thailandesi realizzarono statue nelle quali questa qualità eterea è stata perfettamente rappresentata.
Sukhothai, Buddha from Wat Mahathat
I Buddha di Sukhothai, da Wat Mahathat
Gli scultori hanno cercato di ritrarre attraverso l’uso di forme umane un essere che ha trasceso le questioni terrene, risolvendo perfettamente il problema. Le loro creazioni sembrano dominare il tumulto delle passioni umane e il lieve sorriso ci parla della pace e della serenità derivate dalla sottomissione degli istinti terreni e primordiali. Le linee delicate, parallele e ondulate della bocca, della base del naso e degli occhi enfatizzano questa spiritualità.
Sukhothai, Buddha from Wat Sa Si
I Buddha di Sukhothai, da Wat Sa Si
Il Buddha ha una un’aureola a forma di fiamma tremolante che fuoriesce dal capo; capelli ricci e raccolti a chignon sopra la testa, viso ovale con le sopra ciglia arcuate, naso aquilino, mento affusolato e un’espressione sorridente. I lobi delle orecchie sono allungati e curvati verso l’esterno. Le spalle sono larghe, il tronco è piccolo e i capezzoli prominenti. L’avambraccio destro è delicatamente piegato verso l’esterno. Il lembo della veste, appoggiato sulla spalla sinistra è piuttosto lungo, disteso fino all’ombelico e terminante con un disegno elaborato. Il Buddha è spesso rappresentato seduto nella posizione del mezzo loto, in Bhumisparsha mudra. Il basamento della statua è sempre semplice.
Sukhothai, Buddha from Wat Si Chum
I Buddha di Sukhothai, da Wat Si Chum
Il Buddha che cammina
Durante il periodo Sukhothai, il Buddha è rappresentato in quattro differenti posture: seduto, disteso su un fianco, in piedi e mentre cammina. Quest’ultima appare per la prima volta nell’arte buddhista thailandese ed è una tra le più belle creazioni, un vero capolavoro dell’arte Sukhothai.
La testa è a forma di bocciolo di loto con il collo che si fonde in modo aggraziato con le larghe spalle. Gli occhi guardano verso il basso ed i lobi delle orecchie sono rivolti un po’ verso l’esterno. Il corpo ha una elegante sinuosità, mentre una veste lo ricopre liberamente. Una mano è alzata in Vitarka mudra, gesto dell’insegnamento, o in Abhaya mudra, gesto di scacciare la paura, mentre l’altro braccio è posto naturalmente a lato del corpo. Un tallone è sollevato mentre l’altro piede è completamente appoggiato al suolo, le dita sono di uguale lunghezza e i talloni sono molto sporgenti. Statue del Budda che cammina si possono ammirare a Wat Sa Si e a Wat Tra Phang Ngoen.
Sukhothai, walking Buddha from Wat Sa Si
Buddha che cammina, da Wat Sa Si
Phra Attharot, i grandi Buddha in piedi
Nel parco storico possono essere ammirati diversi esempi di grandi statue del Buddha in piedi, un’altra peculiarità del periodo Sukhothai. Phra Attharot può essere tradotto in 18 cubiti (circa 9 metri) che dovrebbe indicare l’altezza della statua. La mano destra è alzata, con il palmo rivolto verso l’esterno nel gesto di scacciare la paura o di dare protezione, chiamato Abaya mudra.
Due grandi Buddha in piedi si trovano a Wat Mahathat, nell’area centrale. Sono situati ai lati del chedi principale e occupano quasi completamente due edifici squadrati, i mandapa.
Sukhothai, standing Buddha from Wat Mahathat
Buddha in piedi, da Wat Mahathat
Un altro grande Buddha in piedi si trova a Wat Saphan Hin, nell’area occidentale, che si affaccia sulla valle dalla cima di una collina alta 200 metri.
Sukhothai, standing Buddha fro Wat Saphan Hin
Buddha in piedi, da Wat Saphan Hin
Mandapa che ospitano 4 Buddha in diverse posture
Tra le strutture più importanti dei templi del periodo Sukhothai ci sono i mandapa. Alcuni di questi ospitano quattro grandi Buddha in quattro differenti posture, cioè in piedi, mentre cammina, seduto e disteso, ognuno orientato in una diversa direzione. Questi particolari mandapa, caratteristici di Sukhothai, sono stati probabilmente ispirati dai templi di Bagan, in Birmania. Esempi di questo stile si possono trovare nel parco storico presso Wat Chetupon e Wat Phra Phai Luang.
Sukhothai, mandapa from Wat Phra Phai Luang
Mandapa con quattro Buddha, da Wat Phra Phai Luang
Buddha in stile Sukhothai in Thailandia
Alcuni tra i più venerati e famosi Buddha in stile Sukhothai possono essere ammirati in altre città thailandesi. Ad esempio, il Phra Buddha Chinnarat è considerata una tra le più belle statue del Buddha. Il Buddha dorato, seduto in Bhumisparsha mudra, è stato forgiato nel 1357 ed è ospitato nel Wat Phra Si Rattana Mahathat, a Phitsanulok. Una copia del Phra Buddha Chinnarat si trova in uno dei templi più noti di Bangkok, il Wat Benchamabophit, noto anche come il tempio di marmo.
Bangkok, Buddha from Wat Benchamabophit
Il Buddha di Wat Benchamabophit, Bangkok
Un altro famoso Buddha in stile Sukhothai è il Buddha d’oro di Wat Traimit a Bangkok, la più grande statua in oro massiccio al mondo.
Bangkok, golden Buddha from Wat Traimit
Il Buddha di Wat Traimit, Bangkok

lunedì 4 luglio 2016

Parco storico di Sukhothai, Wat Phra Phai Luang

Grande tempio del 12° secolo fondato dai Khmer
Wat Phra Phai Luang è il più grande e importante tempio al di fuori delle mura della città ed è secondo solo a Wat Mahathat in termini di dimensioni, anche se purtroppo si trova in gran parte in rovina.
Parco storico di Sukhotai, Wat Phra Phai Luang
Wat Phra Phai Luang occupa una vasta superficie, delimitata da un ampio fossato e con tutti gli edifici allineati su un asse est-ovest. Dal momento che le sue strutture sono state costruite in periodi diversi, il tempio testimonia l'evoluzione dell’architettura e dell'arte a Sukhothai.
Parco storico di Sukhotai, Wat Phra Phai Luang
Il tempio risale alla fine del 12° secolo o all'inizio del 13° secolo, prima della fondazione del Regno di Sukhothai, il che lo rende uno dei più antichi monumenti del parco storico.
Si ritiene che sia stato fondato dal re Khmer Jayavarman VII, il re che realizzò i più imponenti monumenti di Angkor, tra cui il Bayon. Wat Phra Phai Luang fu costruito dai Khmer quando Sukhothai era un avamposto dell'impero Khmer. E’ stato il centro della città e il più importante tempio di quel periodo. In origine fu dedicato a Vishnu e trasformato in seguito in un tempio buddhista Theravada.
Wat Phra Phai Luang si trova 500 metri a nord di Sanluang Gate, nell’area settentrionale del parco storico, appena fuori le mura della città antica. L’ingresso è situato sul lato occidentale. La visita a Wat Phra Phai Luang può essere abbinata al vicino Wat Si Chum.



Il chedi in stile Khmer
Le prime strutture costruite furono tre chedi in stile Khmer, dei quali solo quello settentrionale è ancora intatto, mentre degli altri due rimangono solo i basamenti.
Wat Phra Phai Luang, il chedi Khmer
Il chedi, risalente al 13° secolo, era decorato con splendidi bassorilievi in stucco molto belli, raffiguranti divinità indù e scene della vita del Buddha, che sono stati in gran parte rimossi per essere custoditi al Museo Nazionale Ramkhamhaeng. Ne rimane uno sul frontone sopra il falso ingresso ovest, dove è raffigurato un Buddha in Bhumisparsha mudra con una fila di devoti ai suoi piedi.
Wat Phra Phai Luang, il frontone del chedi Khmer
Il viharn principale
Di fronte al prang c’è il viharn principale, del quale rimangono solo la base e pilastri. Nelle grandi colonne si possono notare a diverse altezze dei fori in cui alloggiavano le travi del tetto in legno. Il viharn è circondato da molti chedi più piccoli, di cui restano solo la base.
Wat Phra Phai Luang, il chedi Khmer e il viharn
Il chedi piramidale
Procedendo verso est si trova un chedi piramidale, in stile Mon Haripunchai, a gradoni di grandezza decrescente, con nicchie che ospitano statue del Buddha in stile Sukhothai.
Wat Phra Phai Luang, il chedi piramidale
E’ circondato da 15 chedi più piccoli. Il chedi risale agli inizi del 14° secolo ed è simile a quello del tempio Wat Ku Kut a Lamphun di cui probabilmente ne è una copia.
Wat Phra Phai Luang, i Buddha nelle nicchie
Il mandapa e l’ubosot
Nel corso del 15° secolo fu costruito un mandapa che ospitava quattro grandi Buddha raffigurati in piedi, mentre cammina, seduto e disteso. Il Buddha in piedi è in discreto stato di conservazione, mentre il contorno del Buddha che cammina è appena evidente. Le altre due statue sono in gran parte scomparse.
Wat Phra Phai Luang, il mandapa
Ad ovest del prang sorgono i resti dell’ubosot, circondato da pietre “sema” che ne delimitano l'area sacra. Nella parte posteriore dell’ubosot, su un basamento, ci sono due statue del Buddha raffigurate in Bhumisparsha mudra.
Wat Phra Phai Luang, l'ubosot

giovedì 30 giugno 2016

Parco storico di Sukhothai, Wat Si Chum

Tempio famoso per il suo grande Buddha, il più fotografato di Sukhothai
Avvicinandosi a Wat Si Chum, già da lontano si intravede il grande Buddha, che scruta attraverso la fessura realizzata nell’edificio che lo ospita. E’ uno spettacolo suggestivo ed il tempio è il più fotografato del parco storico di Sukhothai.
Wat Si Chum, Sukhothai, the temple
Wat Si Chum, il tempio
Wat Si Chum si può tradurre in “il tempio dell’albero della Bodhi”, l’albero sotto il quale Buddha meditava al momento di raggiungere l’illuminazione. Il tempio è stato fondato alla fine del 13°secolo e dopo essere caduto in rovina è stato ricostruito nel 1950.
Dalla fotografia dall’alto, realizzata con un drone da Richard Barrow, si può vedere che il complesso comprende un viharn e un mandapa. Il viharn, del quale rimangono la base e alcune colonne, è situato davanti al mandapa.
Wat Si Chum, Sukhothai, from thailandfromabove
Wat Si Chum dall'alto, da thailandfromabove
Wat Si Chum si trova nell'area settentrionale del parco storico, al di fuori delle mura dell’antica città, non lontano da Wat Phra Phai Luang.



Il Mandapa
La caratteristica più evidente del tempio è il grande edificio squadrato, mandapa, situato appena dietro al viharn. Nella parete orientale c’è una singola e stretta fessura, alta quasi l’edifico. Attraverso questa entrata, si intravede il grande Buddha seduto che occupa quasi completamente lo spazio a cielo aperto racchiuso dalla costruzione, che in origine aveva un tetto in mattoni a due falde, crollato e mai più ricostruito.
All’interno della parete del mandapa, spessa tre metri, c’è una scala (chiusa al pubblico) che sale a sinistra fino alla sommità dell’edificio, alle spalle della statua. Sul soffitto della scala vi erano delle lastre di ardesia sulle quali sono incise scene tratte dal Jataka, raffiguranti episodi delle vite del Buddha. Le lastre sono state rimosse e sono visibili nel Museo Nazionale Ramkamhaeng.
Wat Si Chum, Sukhothai, mandapa
Wat Si Chum, il mandapa
Il grande Buddha
Il mandapa ospita la grande statua del Buddha, in mattoni e stucco, realizzata in stile Sukhothai. Con i suoi 15 metri di altezza e 11 metri di larghezza è la statua più grande del parco storico.
Wat Si Chum, Sukhothai, Phra Achana Buddha
Wat Si Chum, Phra Achana Buddha
Il Buddha, raffigurato in Bhumisparsha mudra, è chiamato Phra Achana, che si può tradurre in “colui che non ha paura”. La statua è imponente, l’espressione del viso è stupenda e infonde grande forza e serenità.
Wat Si Chum, Sukhothai, face of Buddha
Wat Si Chum, particolare del viso del Buddha
Le dita della mano destra, lunghe, affusolate e alte quanto un uomo, sono ricoperte da foglie d’oro lasciate dai devoti. La statua è ancora molto venerata dai Thailandesi.
Wat Si Chum, Sukhothai, right hand of Buddha
Wat Si Chum, la mano del Buddha
La leggenda del Buddha che parla
Il Buddha “Phra Achana” è conosciuto anche come “Phra Pood Dai”, il Buddha che parla. Durante il regno di re Naresuan, nella seconda metà del 16° secolo, furono combattute molte battaglie contro i birmani. Una leggenda vuole che alla vigilia di una di queste battaglie, il re stabilì il campo davanti a Wat Si Chum e per incoraggiare i suoi soldati demoralizzati ideò uno stratagemma. Inviò all’interno del manadapa, salendo la scala interna fino ad una delle aperture, uno dei suoi soldati, alcuni dicono il re stesso, a tenere un discorso di incitamento. L’acustica dello spazio angusto e il fatto che l’oratore non poteva essere visto, fece credere ai soldati, galvanizzandoli, che il Buddha stesse parlando a loro. Un’altra leggenda vuole che l’esercito birmano fuggì alla vista della grande statua.
Wat Si Chum, Sukhothai, entrance to mandapa
Wat Si Chum, l'ingresso al mandapa
Altre strutture
A nord del manadapa, ci sono le rovine di un piccolo viharn e un mandapa che ospita un Buddha seduto.
Wat Si Chum, Sukhothai, little mandapa
Wat Si Chum, mandapa più piccolo