Erawan Museum
Bangkok Destinazione Thailandia

Erawan Museum, Bangkok

Il gigantesco elefante a tre teste

Erawan Museum, all’interno del gigantesco elefante

Appena fuori a Bangkok, nella provincia di Samut Prakan, un gigantesco elefante a tre teste in bronzo domina la zona. Ben visibile dall’autostrada, alto 39 metri e pesante 250 tonnellate, si erge su un piedistallo rosa alto 15 metri. A prima vista sembrerebbe solo una grande statua, ma in realtà al suo interno è ospitato l’eccezionale Erawan Museum, che è molto più di un semplice museo.

Erawan Museum

Erawan Museum

L’imponente opera è scaturita dalla mente del miliardario Lek Viriyaphant, che l’ha progettato in modo fantasioso intrecciando elementi storici, religiosi e spirituali. Khun Lek costruì il museo con l’intento di conservare per le generazioni future un gran numero di preziosi oggetti d’antiquariato, d’arte e religiosi, provenienti dalla sua collezione, come parte del patrimonio culturale thailandese. L’intero luogo è ricolmo di simbolismo, una miscela fantasiosa ed eclettica di stili decorativi orientali, occidentali, tradizionali e moderni. Il risultato è straordinario e affascinante, meritevole di una visita accurata. Per approfondire potete consultare il sito web ufficiale

Erawan Museum, stucco decorato con ceramiche Benjarong

Erawan Museum, stucco decorato con ceramiche Benjarong

Chi fu Lek Viriyaphant

Lek Viriyaphant fu un miliardario thailandese con la passione per l’architettura, l’antiquariato e le religioni del mondo. Come tale, spese gran parte della sua ricchezza in progetti come l’ Erawan museum, il vicino complesso dell’Ancient City e il Sanctuary of Truth di Pattaya. Viriyaphant nacque nel 1914 a Bangkok da una famiglia di immigrati cinesi. Suo padre lavorava nel settore farmaceutico. Studiò scienze politiche all’università di Shanghai, dove si laureò all’età di 22 anni. Al suo ritorno in Thailandia, proseguì gli affari di famiglia. Si impegnò inoltre in altre attività, come gli impianti di assemblaggio di automobili e persino la Krungthai Bank. Khun Lek però non lasciò che il business lo distraesse dalla sua passione per la storia e il patrimonio culturale tailandese. Iniziò a collezionare oggetti d’antiquariato provenienti da antiche città del paese, come Ayutthaya e Lopburi. Viriyaphant passò molto tempo a visitare e studiare questi antichi siti. Queste esperienze lo ispirarono per i suoi eccentrici progetti architettonici come l’Erawan Museum. La costruzione del museo iniziò a metà degli anni ’90. Khun Lek morì nel 2000, all’età di 86 anni, quattro anni prima dell’apertura al pubblico di quello che è considerato il suo capolavoro.

Erawan Museum, foto di Khum Lek da giovane

Erawan Museum, foto di Khum Lek da giovane

Dove si trova e informazioni utili

L’Erawan Museum si trova a sud est di Bangok, appena fuori città, nella provincia di Samut Prakan. L’indirizzo è: 99/9 Moo 1 Bangmuangmai, Amphoe Mueang Samut Prakan.

Orari e biglietto d’ingresso
Il museo e aperto ogni giorno, dalle 9:00 alle 19:00. Il biglietto d’ingresso, che comprende un’audio guida in inglese è di 400 Baht per gli stranieri (attualmente in promozione a 300 baht).
Come arrivare all’Erawan Museum
Il modo più semplice è quello di utilizzare la metropolitana sopraelevata BTS. Scendete all’ultima stazione, Samrong, e proseguite con una breve corsa in taxi fino al museo. Alla fine di quest’anno verrà aperta una nuova stazione della BTS proprio vicino al museo.
Dress Code
Anche se non c’è un vero controllo e dato che il Museo Erawan non è solo un museo ma anche un luogo di culto, i visitatori dovrebbero indossare un abbigliamento adeguato, cioè pantaloni lunghi e spalle coperte.

Erawan Museum, il santuario dedicato a Erawan

Erawan Museum, il santuario dedicato a Erawan

All’interno del museo

Proprio come l’elefante Erawan ha tre teste, l’interno del museo ha tre sezioni. Durante la progettazione, Lek Viriyaphant si è ispirato a concetti tratti dal buddismo e dall’induismo. Il più ovvio è quello dei tre mondi: il mondo sotterraneo, il mondo umano e il cielo. Questo tema si ripete in tutta l’architettura asiatica ed è legato alla leggenda del Monte Meru, montagna mitologica e punto centrale dell’universo nella cosmologia indù e buddista.

Il piano principale, la terra
La maggior parte dei visitatori inizia entrando nella sala principale, che ha il suo ingresso alla base del piedistallo su cui poggia l’elefante. La grande sala simboleggia il “mondo di mezzo” o la realtà della nostra esistenza quotidiana. Una delle prime cose che noterete è il meraviglioso soffitto circolare in vetro, dai brillanti colori giallo, blu e arancione. Progettato dall’artista tedesco Jakob Schwarzkopf, raffigura lo zodiaco e una mappa del mondo.

Erawan Museum, il soffitto in vetro

Erawan Museum, il soffitto in vetro

Quattro imponenti pilastri in bronzo intarsiato sorreggono la struttura. I finissimi intarsi rappresentano scene, molto dettagliate, tratte dal buddismo Theravada e Mahayana, dall’induismo e dal cristianesimo. L’intento di Khun Lek è stato quello di indurre i visitatori a riflettere sulle somiglianze di ogni religione, rendendo l’Erawan Museum un tempio di una “religione universale”.

Erawan Museum, la scalinata

Erawan Museum, la scalinata

Al centro della sala, una grande e sinuosa scalinata porta verso il piano superiore. E’ finemente decorata con intricati stucchi dove sono incastonati frammenti di ceramiche Benjarong. Prima che si divida in due, c’è un santuario dedicato alla dea buddista cinese della compassione, Guan Yin.

Erawan Museum, statua della dea cinese Guan Yin

Erawan Museum, statua della dea cinese Guan Yin

Di tutte le aree del museo, questa sala principale occuperà la maggior parte del tempo della visita. Ci sono tantissimi dettagli da scoprire, in ogni angolo. Quello che colpisce è l’incredibile varietà e abilità artigianale utilizzata per ornare e impreziosire ogni cosa. Infine, camminare per la stanza offre continue nuove interessanti prospettive verso la scala sinuosa e il soffitto in vetro colorato.

Erawan Museum, dettaglio di uno degli stucchi

Erawan Museum, dettaglio di uno degli stucchi

Il piano superiore, il cielo
Dopo aver raggiunto la cima della scala della sala principale, troverete un’altra scala a chiocciola che vi porterà ancora più in alto. Sebbene non sia ovvio, questa scala si trova in una delle zampe posteriori dell’elefante. Se non volete fare la salita a piedi, nell’altra gamba troverete un ascensore. Mentre salite le scale, vedrete una rappresentazione colorata dell’uccello indù Garuda.
Alla fine arriverete nella sala più alta, che rappresenta rappresenta “Tavatisma”, il regno celeste degli dei. La sala, situata nella pancia dell’elefante, ospita alcune statue antiche del Buddha, provenienti dalla collezione privata di Lek Viriyaphant e risalenti ai periodi Lopburi, Ayutthaya e Dvarati. Sulle pareti sono rappresentate le vette del monte Meru mentre sul soffitto a volta, che vuole ricordare il cielo, potete individuare le forme di varie costellazioni. Le luci soffuse, i colori tenui e gli antichi Buddha creano un’atmosfera quasi mistica, invitante al raccoglimento.

Erawan Museum, il piano superiore

Erawan Museum, il piano superiore

Il piano inferiore

L’ingresso al piano inferiore, il mondo sotterraneo, non è del tutto ovvio, per cui la maggior parte dei visitatori inizia dalla sala principale. Una volta trovata la scala che scende sotto la base del piedistallo, scoprirete una sala circolare. Anche se molto interessante, quest’area è più simile a un normale museo, a differenza dei piani superiori più simbolici e spettacolari. Qui sono ospitati vasi cinesi della dinastia Ming e Qing, ceramiche Sanghalok di Sukhothai, stupende ceramiche Benjarong, vasi vietnamiti, set da tè della dinastia Chakri, mobili d’antiquariato del periodo Rattanakosin e molto altro ancora.

Erawan Museum, il piano inferiore

Erawan Museum, il piano inferiore

Il giardino

All’esterno troverete un lussureggiante giardino tropicale molto ben curato, un ottimo posto per riposarsi dopo la visita. Potete dar da mangiare alle gigantesche carpe che popolano i laghetti, comprando per pochi baht gli appositi sacchetti di cibo. Il prezzo di ingresso comprende anche un bocciolo di loto, che deve essere lasciato galleggiare nel piccolo torrente che circonda il museo dopo aver espresso un desiderio. Se il loto si ferma prima di aver completato il giro significa che non si realizzerà. Nel cortile che fronteggia il museo, c’è un santuario dedicato a Erawan dove i thailandesi offrono fiori, frutta e incensi.

Erawan Museum, il giardino

Erawan Museum, il giardino

La storia di Erawan

Erawan è ciò che i thailandesi chiamano Airavata, l’elefante a più teste della mitologia indù. Erawan è il re di tutti gli elefanti ed è il veicolo di Indra, il signore di tutti gli dei e il portatore di pioggia. Secondo la leggenda, Airavata nacque quando Brahma cantò sacri inni sopra le uova che Garuda, grande uccello mitologico, aveva covato.

Erawan Museum, il grande elefante a tre teste

Erawan Museum, il grande elefante a tre teste

È interessante notare che Brahma è una divinità indù che sembrerebbe più popolare tra thailandesi che tra gli indiani, che raramente lo adorano direttamente. I santuari dedicati Brahma possono essere trovati in tutta la Thailandia, raffigurato come un essere a quattro facce d’oro. Per coincidenza, l’Erawan Shrine di Bangkok, che spesso viene confuso con l’Erawan Museum, è in realtà un santuario dedicato a Brahma, che prende il nome dal vicino Erawan Hotel.
Gli antichi miti descrivono Erawan come se avesse 33 teste, ma per ragioni artistiche l’elefante è raffigurato spesso con solo 3 teste. Considerando l’importanza degli elefanti nella cultura thailandese, non dovrebbe sorprendere come siano state adottate divinità di elefanti indù come Erawan e Ganesha, poiché esiste un forte legame tra le due religioni.

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