Wat Suthat e la Giant Swing
Bangkok Destinazione Thailandia

Wat Suthat e la Giant Swing, Bangkok

Splendido tempio reale, poco visitato dai turisti

Wat Suthat, il tempio dell’altalena gigante

Wat Suthat, tempio reale di prima classe, è celebre per la spettacolare Giant Swing, la grande altalena rossa situata proprio davanti al suo ingresso. Il grande complesso, ufficialmente chiamato Wat Suthat Thepphawararam, si estende su una superficie di 4 ettari ed è uno dei più grandi di Bangkok. All’interno si possono ammirare l’elegante viharn con i suoi maestosi tetti, l’imponente statua del Buddha, gli splendidi affreschi e gli elaborati intarsi dei grandi portali.

Wat Suthat, la corte del tempio

Wat Suthat, la corte del tempio

Poco visitato dai turisti, Wat Suthat è ancora un tempio molto importante per i thailandesi. Chi non è appassionato di storia e di arte thailandese, sarà sicuramente attratto dall’atmosfera molto meditativa del luogo. Situato nell’antico quartiere Rattanakosin, la visita a Wat Suthat può essere abbinata a Wat Phra Kaew, il Grand Palace e Wat Pho.
Wat Suthat è un tempio buddista strettamente associato all’induismo e a importanti cerimonie celebrate da sacerdoti brahmani. Nelle immediate vicinanze ci sono alcuni santuari indù. A nord-ovest dall’altra parte della strada c’è il Deva Sathan che ospita statue di Shiva e Ganesh, e a est il più piccolo Saan Jao Phitsanu dedicato a Vishnu.

Dove si trova

Wat Suthat si trova su Thanon Bamrung Muang, di fronte al Municipio di Bangkok, nell’antico quartiere Rattanakosin, circa un chilometro a est del Grand Palace. Non è lontano dal Golden Mount, Loha Prasat e Wat Ratchanada.
Il complesso del tempio è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 21:00. Per i turisti il biglietto d’ingresso costa 20 Baht.

Un po’ di storia

La costruzione di Wat Suthat fu iniziata da re Rama I nel 1807 per commemorare il 25° anniversario della fondazione di Bangkok e della dinastia Chakri. Il viharn fu progettato per ospitare una grande e antica statua del Buddha trasportata via fiume da Sukhothai. Al suo arrivo a Bangkok, si tennero importanti celebrazioni per una settimana e la statua sfilò per le vie della città fino al viharn. Re Rama I non riuscì a finire il progetto. I lavori furono continuati da re Rama II e completati da re Rama III nel 1847, che fece forgiare anche la grande statua del Buddha, il Phra Buddha Trilokachet, ospitata nell’ubosot. Infine, ulteriori lavori di ampliamento furono realizzati da re Rama V, re Chulalongkorn.

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Il viharn

Costruito sotto Rama I, l’imponente Vihan, orientato nord-sud, è la struttura principale del tempio. E’ famoso per il suo Buddha del periodo Sukhotai e per gli eccellenti affreschi. L’edificio si eleva da una piattaforma a più livelli, completamente rivestita di marmo.

Wat Suthat, il viharn

Wat Suthat, il viharn

Ha un doppio tetto sovrapposto a due spioventi sostenuto all’esterno da colonne quadrate, con capitelli a forma di loto. Nel timpano più grande c’è la raffigurazione di Indra che cavalca Airavata, il suo elefante a tre teste. Nel timpano più piccolo è rappresentato Vishnu che cavalca un Garuda.

Wat Suthat, i timpani del viharn

Wat Suthat, i timpani del viharn

Lungo il perimetro del livello inferiore della piattaforma, sono collocate 28 piccole pagode in stile cinese. Sono formate da 8 blocchi di pietra esagonali sovrapposti. Si pensa che siano stati spediti, insieme alle statue del cortile, come zavorra delle giunche che trasportavano il riso dalla Cina, durante il regno di Rama I. Ai quattro angoli del secondo livello della piattaforma, sono sistemati quattro piccoli padiglioni. Ognuno ospita una statua del Buddha rappresentato in una postura particolare.

Wat Suthat, uno dei padiglioni e due delle pagode di pietra

Wat Suthat, uno dei padiglioni e due delle pagode di pietra

Su entrambi i lati si aprono 5 ampie finestre mentre tre grandi portali consentono l’accesso all’interno. Le ante di porte e finestre sono decorate con stupendi intarsi dorati. Secondo tradizione, una delle porte è opera di re Rama II. L’ampia area centrale della grande sala è delimitata da pilastri quadrati che sostengono la struttura del tetto. Nella parte posteriore e al centro è collocata la statua del Buddha.

Il grande Buddha

Il viharn di Wat Suthat ospita il Phra Buddha Shakyamuni, una bellissima statua in bronzo recuperata nel 1808 da Wat Mahat a Sukhotai. La statua, forgiata nel XIII secolo, è alta 8 metri e raffigura il Buddha in bhumisparsha mudra, che simboleggia la sottomissione di Mara. Nella base sono sepolte le ceneri di re Rama VIII.

Wat Suthat, il grande Buddha

Wat Suthat, il grande Buddha

Gli affreschi

Tutte le pareti, i pilastri e le travi che sostengono il tetto sono abbelliti con stupendi affreschi. Sono forse i più estesi e importanti del loro genere in Thailandia. I dipinti sono stati commissionati in parte da Rama II e probabilmente sono stati completati verso la fine del regno di Rama III, intorno al 1850. Sono stati sottoposti a un completo e costoso restauro alla fine degli anni ’80. Secondo gli storici dell’arte, gli affreschi si differenziano dall’opera dei classici pittori thailandesi e mostrano un’evidente influenza occidentale. Sulle lunghe pareti, sono raffigurati episodi dei Jataka, che narrano le incarnazioni precedenti del Buddha. Sui pilastri sono dipinte scene di vita quotidiana nell’era di Rattanakosin.

Wat Suthat, un particolare degli affreschi

Wat Suthat, un particolare degli affreschi

Il chiostro e la corte

Il viharn è situato al centro di una ampia corte, circondata da un porticato dove sono allineate 156 statue che raffigurano il Buddha seduto in meditazione. Sono in differente stato di conservazione e restauro. Alcune sono dorate, altre verniciate di nero. Ognuna è adottata da una famiglia, che seppellisce nel basamento le ceneri di un proprio caro.

Wat Suthat, alcuni dei Buddha allineati

Wat Suthat, alcuni dei Buddha allineati

Dedicate un po’ di tempo per ammirare i portali che si trovano al centro di ogni lato del chiostro. Sulle ante si possono ammirare stupendi intarsi che raffigurano scene tratte dal Ramakien. Nella corte si possono inoltre osservare numerose statue cinesi in pietra, cavalli di bronzo e, in un angolo, la statua di re Rama VIII.

Wat Suthat, la statua di re Rama VIII

Wat Suthat, la statua di re Rama VIII

Gli altri edifici

Nel complesso del tempio si trovano anche un grande ubosot, un Sala Kan Parian, dove vengono trasmessi ai laici gli insegnamenti buddisti, e le residenze dei monaci.

Wat Suthat, il grande ubosot

Wat Suthat, il grande ubosot

L’ubosot fu costruito da re Rama III nel 1843. E’ un grande edificio situato appena dietro il viharn, disposto a 90° rispetto ad esso e quindi orientato est-ovest. Il tetto, a più falde, è sostenuto da 68 enormi pilastri. All’interno, trova posto un grande Buddha chiamato Phra Buddha Trilokachet.

Wat Suthat, il Phra Buddha Trilokachet

Wat Suthat, il Phra Buddha Trilokachet

La statua fu fatta forgiare da re Rama III. E’ in bronzo, alta 8,45 metri, ed è collocata su un altare, decorato con gemme colorate e intarsi dorati. Davanti, ci sono 80 statue che raffigurano suoi discepoli. Le pareti sono decorate con affreschi che rappresentano episodi del Jakata. I dipinti, anche se di livello inferiore a quelli del viharn, sono molto belli.

L’altalena gigante

Alta 21,15 metri, collocata tra Wat Suthat e il Municipio di Bangkok, la Giant Swing con i due pilastri rossi e la traversa intagliata è inconfondibile da lontano. Dopo diversi lavori di ristrutturazione, l’originale Giant Swing risalente al 1784, fu sostituita nel 2004 con una nuova, realizzata interamente in teak dorato, dedicata a re Rama IX.

Wat Suthat, la sommità dell'altalena

Wat Suthat, la sommità dell’altalena

In passato, durante la cerimonia brahamanica di ringraziamento, celebrata ogni anno a metà dicembre dopo la raccolta principale del riso, gruppi di giovani in gara tra loro cercavano di oscillare abbastanza alti in modo da afferrare un sacchetto di monete d’oro legato a un palo alto 25 metri. Alcune incidenti mortali portarono alla sospensione della competizione pericolosa nel 1932. I sacerdoti continuano però a commemorare la ricorrenza.

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