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Bayon, Angkor

Il Bayon è l'ultimo tempio-stato che fu edificato ad Angkor

Il Bayon fu costruito agli inizi del tredicesimo secolo come tempio di stato del re Jayavarman VII e si trova al di quella che era la sua capitale, Angkor Thom. Il Bayon è l’ultimo tempio-stato che fu edificato ad Angkor, e l’unico ad essere costruito principalmente come tempio buddista. Anche se vi sono strade che consentono un facile accesso su tutti i quattro lati del tempio, consiglio di entrare dall’entrata principale sul lato est. Il tempio è particolarmente avvincente al tramonto quando la luce calda conferisce ai volti scolpiti nelle torri maggiore personalità.

In evidenza

Anche se non possono rivaleggiare con quelli di Angkhor Wat, i bassorilievi delle gallerie del Bayon sono di grande qualità e descrivono un’insolita combinazione di mitologia, storia e di vita mondana.
I volti enigmatici scolpiti sulle torri devono essere visti; l’alba e il tramonto sono i momenti migliori per la visita.

Schema generale

Segna il centro di Angkor Thom. Indicativo della sua importanza, il Bayon è situato al centro esatto del complesso di Angkhor Thom. Simbolicamente rappresenta il centro dell’universo, il punto in cui i mondi divino e terrestre si incontrano.
Due mura di recinzione. Due cinte delimitano parti interne del tempio progressivamente più sacre. La terza cinta è costituita da quella della città.
Tre livelli. Come Angkor Wat, il Bayon ha la forma di montagna-residenza degli dei, innalzandosi di tre livelli: il primo ed il secondo sono a pianta rettangolare, mentre il terzo è cruciforme. Il secondo livello è un po’ più complesso degli altri comprendendo anche una terrazza sulla quale appoggia il terzo livello cruciforme.
Disposizione delle torri. La sistemazione a quinconce delle torri, una torre centrale circondata da quattro torri più piccole, è abbandonata a  favore di una disposizione più dispersa con una torre principale circondata da una moltitudine di torri più piccole a facce scolpite.
Il santuario al centro. La torre principale del tempio, che si innalza 31 metri sopra il terzo livello, è al centro, appoggiata direttamente sul santuario.
Disposizione molto complessa. La disposizione molto complessa del Bayon è dovuta ai continui rimaneggiamenti avvenuti durante la sua costruzione.

Accesso al tempio e galleria più esterna

Entrata orientale. L’entrata principale al tempio è tipicamente ad est.
Viale processionale. Un viale su due livelli, bordato da naga e leoni, conduce al gopura orientale, parzialmente crollato (in fase di restauro).
Otto padiglioni. Sul perimetro della seconda cinta ci sono quattro torri angolari e quattro padiglioni nei punti cardinali che danno accesso al secondo recinto; tutti sono a pianta cruciforme e sono sostenuti da pilastri che hanno notevoli bassorilievi di apsara danzanti.

Gallerie esterne. Il secondo recinto, quello esterno, è delimitato da gallerie sostenute da pilastri e con mura cieche verso l’interno.

Consiglio di salire al primo piano delle biblioteche, situate negli angoli NE e SE, che offrono una magnifica vista dell’insieme del tempio e sono un ottimo punto per fotografare le torri. Le scalinate sono molto ripide con gradini molto alti, stretti e deteriorati, difficili da scendere. Se fosse troppo difficile, nelle vicinanze della biblioteca di SE c’è un cumulo di sassi più agevole da salire.

Secondo piano

Si accede al labirintico secondo piano attraverso la prima cinta, la più interna, costituita da gallerie aperte verso l’interno. I bassorilievi del secondo piano hanno subito cambiamenti significativi  nel corso della storia. Le decorazioni originali erano Buddhiste Mahayama, in armonia con Javayarman VII, per poi essere alterate nel successivo periodo iconoclasta di Javayarman VIII, per seguire il suo orientamento induista a Vishnu. Infine nel XVI secolo ci fu un ulteriore rifacimento per seguire l’orientamento Buddhista Theravada.

Terzo piano

Il terzo livello si appoggia su una grande piattaforma cruciforme che è leggermente asimmetrica, dato che il suo braccio orientale è più lungo degli altri. Al centro della piattaforma è situato il santuario principale. Da qui è possibile ammirare da vicino i volti scolpiti nelle torri.

Il santuario

Il prasat centrale, 25 metri di diametro e 43 metri di altezza dal suolo, ha subito notevoli rifacimenti: a pianta cruciforme in origine, avrebbe visto l’aggiunta di quattro cappelle radiali per un totale di otto sacrari, trasformandolo in uno stupa circolare. All’interno, una camera di 5 metri di diametro, dove c’era una statua di Buddha, seduto in meditazione, che fu fatta a pezzi e gettata nel pozzo di fondazione durante il periodo iconoclasta. La statua è stata ritrovata nel 1933 e ricomposta in un padiglione ad Angkhor Thom.

Le torri

Il numero delle torri che sorgevano sopra il Bayon è a tutt’oggi fonte di discussione. Si stima un numero che varia tra 49 e 54; ne rimangono solo 37. La maggior parte delle torri ha quattro volti, orientati verso i punti cardinali, ma alcune, in virtù della loro posizione, ne hanno soltanto due o tre. Il numero di volti è di circa 200, ma dal momento che alcuni sono solo parzialmente conservati non ci può essere un conteggio definitivo. Anche l’identità dei volti è ancora in discussione. Comunemente si pensa che il volto è il ritratto di Jayaravarman VII, re e costruttore del Bayon, che ha assunto la forma di Avalokitesvara, il Buddha della Compassione.

Bassorilievi

Gallerie esterne, eventi storici e vita di tutti i giorni
La parete esterna della galleria esterna presenta una serie di bassorilievi raffiguranti eventi storici e scene della vita quotidiana dei Khmer di Angkor. Anche se molto dettagliati e informativi, non sono accompagnati da alcun tipo di testo epigrafico e per questo motivo c’è una notevole incertezza su quali eventi storici sono ritratti e come sono correlati tra loro.
I bassorilievi di queste gallerie sono più facili da interpretare ed in migliori condizioni.
Quanto tempo volete dedicare alla visita dipende dal vostro livello di interesse. Se avete poco tempo i bassorilievi presenti nella parte meridionale della galleria orientale e nella parte orientale della galleria meridionale sono considerati i più interessanti. Ci sono otto sezioni di bassorilievi, ciascuna lunga 35 metri e alta 3 metri. Ogni sezione è interrotta da una porta che da accesso alla corte interna, Si inizia dal gopura orientale e girando a sinistra si procede in senso orario.

Galleria E, sezione S. Esercito Khmer in marcia. Dal gopura alla porta, nel mezzo della sezione, l’esercito si muove da sinistra a destra, ci sono inoltre musicisti e cavalieri, gli ufficiali cavalcano elefanti. La maggior parte dei soldati, armati con lance, hanno capelli corti e indossano un perizoma; nel registro più in basso vi è un altro gruppo di soldati che dalle sembianze sembra essere di origine cinese. Oltre la porta vi è un’altra simile armata che questa volta si muove da destra verso sinistra. Seguono scene domestiche raffiguranti case di Angkor, alcuni degli occupanti, alcuni sembrano essere mercanti cinesi.

Galleria S, sezione E. Battaglia navale sul lago Tonle Sap tra Khmer e Cham; al di sotto ci sono scene di vita quotidiana che rappresentano un mercato, persone che cucinano sul fuoco all’aperto, cacciatori, donne che giocano con bambini.

Galleria S, sezione O. Parata militare, a cui partecipano sia i Khmer che i Cham, con elefanti, macchine da guerra come una grande balestra e una catapulta;

Galleria O, sezione S. Bassorilievi incompiuti mostrano un esercito in marcia attraverso la foresta, poi combattimenti tra gruppi di khmer; oltre la porta alla corte, una scena raffigurante un corpo a corpo tra guerrieri Khmer, poi una scena in cui i guerrieri ne inseguono altri, poi un corteo reale, con il re in piedi su un elefante, preceduto dall’arca della fiamma sacra;

Galleria N, sezione O. Anche questa incompiuta. Una scena di intrattenimento reale tra cui atleti, giocolieri e acrobati, una processione di animali, asceti seduti in una foresta, e ancora battaglie tra le forze Khmer e Cham;

Galleria E, sezione N. Battaglia di terra tra Khmer e Cham.

Gallerie interne – raffigurazioni di eventi mitologici.

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