Destinazione Sud Est Asiatico Laos

Luang Namtha, Laos

Ottima base per esplorare la regione

Luang Namtha è una piccola e tranquilla città situata sulle sponde del fiume Namtha, nel nord montuoso del Laos. E’ ben conosciuta tra i backpackers come punto di sosta sul percorso tra la Cina e il Laos, e come alternativa al lungo viaggio in barca da Huay Xai e Luang Prabang. E’ un’ottima base per esplorare le meraviglie della provincia, di cui è capoluogo, e per trekking organizzati nelle foreste della regione, in particolare nella bella aerea protetta, e ai suoi villaggi popolati da un’ampia gamma di etnie.

Può essere suddivisa in due parti distinte. La parte originale, o “vecchia”, piccola e graziosa è situata vicino all’aeroporto e alla highway n°3, che va dalla Thailandia alla Cina. Prima di essere distrutta dai bombardamenti, nella guerra del 1970, era il cuore commerciale di Namtha, mentre oggi è un’area prevalentemente residenziale. La parte moderna, costruita a partire dal 1976, è situata 7 Km più a nord, lungo la highway che porta a Muang Sing, e ha una planimetria a griglia con strade ben distanziate e comprende due isolati dove sono concentrate la maggior parte delle attività turistiche, guest house, ristoranti, agenzie di trekking, ecc.

La stazione degli autobus a lunga percorrenza si trova a 10 km a sud del centro principale, sulla highway n°3.
Per un buon orientamento consiglio di scaricare/stampare la cartina che trovate su hobomaps.com.

Dove ho dormito e mangiato

La maggior parte degli alberghi e dei ristoranti si trovano nel centro, lungo la via principale, della parte moderna e un po’ anonima di Luang Namtha. Qui ci sono arrivato alle 9 di sera a bordo di un songthaew, preso alla lontana stazione degli autobus, che mi ha scaricato proprio davanti al Dokchampa Hotel. Stanco per l’interminabile trasferimento da Phongsali, mi sono fiondato alla reception, senza minimamente pormi il problema di trovare un’altra sistemazione. Il giorno dopo, riposato, lavato e con il bagaglio ben riorganizzato mi sono spostato nella vicina e più accogliente Zuela Guesthouse.
Il Dokchampa Hotel è un vero e proprio albergo con tanto di reception, ascensore e molte camere. Ho preso una camera singola al pianterreno, con finestra sul corridoio, per 80.000 kip. La stanza era pulita, con bagno all’occidentale e acqua calda. Wifi compreso nel prezzo. Non parlano inglese.

La Zuela Guesthouse gode di un’ottima reputazione e infatti si è dimostrata all’altezza della sua fama. E’ in posizione leggermente arretrata rispetto alla strada principale. Ha molte camere disposte in due edifici in legno e mattoni. Ha un piacevole giardino ideale, per riposarsi e riscaldarsi al sole, e un buon ristorante con alcuni tavoli disposti all’aperto. La stanza era ampia e pulita, con bagno all’occidentale e acqua calda. Ho pagato 100.000 kip a notte. Il wifi è gratuito e c’è il servizio lavanderia che costa 10.000 kip al Kg. C’è un tour desk dove è possibile prenotare trekking e noleggiare moto e mountain bike. I proprietari sono stati gentili e disponibili.

Data l’ampia scelta di alloggi non c’è da stupirsi che a Luang Namtha ci sia un gran numero di posti dove mangiare. Quasi tutte le guesthouse gestiscono anche un ristorante dove è possibile fare anche colazione. Io mi sono trovato bene alla Zuela e alla Manichan Guesthouse dove il menu offre veramente di tutto. Altro buon locale, situato vicino al Dockchampa Hotel, è il Forest Retreat Cafe. E’ gestito da un australiano e si può mangiare del buon cibo occidentale, compreso la pizza cotta nel forno a legna. Questo luogo offre gratuitamente anche la migliore consulenza turistica in città. Oltre ai ristoranti, in città e al mercato, che si tiene al mattino, ci sono diversi noodles shop che preparano ottime zuppe.
Le guide indicano anche il mercato notturno come un buon posto per fare uno spuntino. Io ci sono andato ma, forse per il freddo, l’ho trovato quasi deserto.

Che cosa vedere

Luang Namtha è il più importante punto di partenza per i trekking, il rafting, le escursioni in mountain bike nell’area protetta di Nam Ha. Purtroppo come a Muan Sing e Phongasili, anche qui ho dovuto far fronte al terribile binomio molto freddo–pochi escursionisti che ha fatto si che le lavagne esposte nelle varie agenzie,  con l’elenco delle loro proposte di escursioni, fossero desolatamente vuote di iscritti. Altra limitazione per le attività all’aperto è stata la presenza di nebbia fitta fino alle 11 del mattino. Quindi mi sono accontentato di noleggiare una moto alla Zuela Guesthouse con cui ho esplorato la città e gli immediati dintorni. Ci tengo a sottolineare l’ottimo servizio fornito: per 100.000 kip mi hanno affidato, per l’intera giornata, una Honda Click 150 cc praticamente nuova, un buon casco e una piantina schematica della zona. Anche qui un valido aiuto è la cartina che si trova su Hobomaps.com
Con il mio potente mezzo ho raggiunto il villaggio Ban Nam Dee, di etnia Lanten, che si trova 3 km fuori città. Piccola delusione perché non ho visto nessun abitante in abiti tradizionali intento alla fabbricazione di carta grezza ricavata dal bambù, solo qualche donna che lavava i panni nel fiume.

All’estremità orientale del villaggio c’è una piccola cascata alta 6 metri, raggiungibile con una breve passeggiata. L’ingresso all’area è costato 10.000 kip, comprendente la tariffa del parcheggio della moto. Non un gran che come spettacolo naturale perché, essendo nel pieno della stagione secca, il corso d’acqua era ridotto a un rigagnolo. Molto bella però la campagna circostante.

Dal villaggio mi sono spostato, con un lungo giro tra i campi, al grande stupa dorato, ben visibile anche da lontano, che si trova su un crinale a nord-ovest della città. Visto da vicino ha un aspetto un po’ più banale, ma la vista sulla città è molto bella.

Per dovere di cronaca, ho dedicato una ventina di minuti al museo della città. In bacheche polverose sono esposti gli abiti tradizionali della regione, utensili artigianali e tanti altri reperti. L’ingresso è costato 10.000 kip.

Più interessante invece è il mercato ortofrutticolo dove ho potuto ampliare la mia collezione di foto di signore, impegnate a vendere le loro merci, e gustare una buona zuppa.

Concludo condividendo alcune informazioni sui trekking e sulla navigazione del fiume Nam Tha, sperando che siano utili a chi avrà la fortuna di intraprendere queste attività.

Trekking

Ci sono almeno una decina di agenzie di trekking lungo la strada principale, quasi tutte concentrate in due isolati, di fronte al mercato notturno. Tutte offrono escursioni in diverse aree del parco nazionale, da uno a più giorni, visite ai diversi villaggi, alle cascate, gite in mountain bike, rafting, ecc. Gli operatori turistici espongono una lavagna in cui sono elencate le loro proposte di escursioni, con l’indicazione del numero di partecipanti che si sono già iscritti per ciascuna di esse. Questo incoraggia altre persone ad unirsi perché più iscritti ci sono, fino a un massimo di otto, e meno si spende.
Oltre al prezzo e al numero di partecipanti, per scegliere un’escursione si deve valutare la qualità dei servizi offerti, come il tipo di alloggio, le attrezzature messe a disposizione, il cibo, quali villaggi e etnie si visiteranno, quali zone di foreste si attraverseranno, ad esempio se più remote e incontaminate. Controllate che rispettino i principi del turismo sostenibile, cioè che il denaro che pagate venga equamente distribuito alle guide locali e agli abitanti dei villaggi che vi ospitano.

Navigazione sul fiume Namtha

Quando il livello del fiume lo consente è possibile raggiungere Huay Xay in due giorni lungo il Nam Tha, con pernottamento nel villaggio dei barcaioli Ban Khone Kham. È possibile informarsi e prendere accordi alla stazione fluviale che si trova vicino alla Boat Landing Guesthouse. Il noleggio dell’intera barca, completamente aperta, dovrebbe costare intorno ai 200 euro ai quali vanno aggiunti 50.000 kip per  persona per l’alloggio, che va pagato alla famiglia che vi ospita. Sul sito della guesthouse trovate più informazioni. Nella stagione secca, da gennaio a marzo, le imbarcazioni partono da Na Lae, che è raggiungibile con un songthaew.

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