Destinazione Sud Est Asiatico Laos

Muang Sing, Laos

Città dimenticata dai turisti

Muang Sing è una piccola città che si trova 60 Km a nord-ovest di Luang Namtha, nel Laos nord occidentale, molto vicina al confine con lo Yunnan, Cina.
Ha una popolazione complessiva di circa 23.000 abitanti dispersa in 95 villaggi; sono rappresentati numerosi gruppi etnici: Akha, Hmong, Tai Dam, Tai Lue e Yao si possono facilmente
incontrare, nei loro abiti tradizionali, per le strade della città.
In passato è stata una meta popolare per i suoi paesaggi, l’atmosfera rilassata e, in particolare, proprio per le sue minoranze etniche. Oggigiorno i turisti sono scomparsi e quei pochi che arrivano devono esplorare questo luogo quasi da soli.
Quando ci sono stato a metà dicembre, gli occidentali presenti in città si potevano contare sulle dita di una mano, rendendo praticamente impossibile organizzare trekking e tour. Questo
aspetto, le poche strutture rimaste aperte dedicate ai turisti, le pochissime persone che parlano inglese e il clima invernale molto rigido, 5°C di notte e nebbia fitta fino alle 10-11 del mattino, mi hanno dato una forte sensazione di inospitalità, spingendomi a ritornare a Luang Namtha dopo appena due giorni; ed è stato un peccato perché la zona meriterebbe una visita molto più lunga.
Le strade di Muang Sing sono disposte a griglia e l’unica asfaltata è la via principale dove sono situate la maggior parte delle cose utili a noi turisti: la stazione degli autobus, il
mercato, la banca con sportello bancomat, l’ufficio postale, il museo tribale, l’ufficio turistico, guest house e ristoranti. Le altre strade sono sterrate, e molto polverose nella stagione secca, ma vale la pena esplorarle per un assaggio della vita locale.

Per facilitare l’orientamento potete scaricare/stampare la piantina della città dal sito Hobomaps. Non esistono mezzi pubblici, quindi ci si sposta a piedi o in bicicletta. E’ possibile noleggiare una moto, ma viste le pessime condizioni delle strade ed il freddo ho rinunciato a questo mezzo, quindi non posso darvi informazioni utili.
La stazione degli autobus si trova nell’angolo nord occidentale della città, di fronte al morning market. I minibus per Muang Sing partono da Luang Namtha, dalla piccola stazione vicino al centro, a partire dalle 8:00. Gli orari indicati sono molto approssimativi in quanto i bus partono quando hanno esaurito i posti. Per percorrere i 60 km, tra le due città, ci vogliono due ore e il costo del biglietto è di 30000 kip, circa 3 euro. Stesso discorso per il ritorno. Ci sono anche autobus per Muang Long e per la vicina frontiera cinese, che però non è transitabile dagli occidentali.

Per dormire ci sono diverse guesthouse ma, a mio avviso, l’unica in grado di dare una buona sistemazione è la Phou Lu 2. E’ un complesso di bungalow disposti attorno a un bel giardino, un
piccolo paradiso. Si trova su una strada sterrata a circa 100 metri dalla via per Muang Long, quasi alla fine della città,. Ci sono stanze di varie dimensioni, io ho preso la più piccola al prezzo di circa 12 euro a notte. Stanza molto semplice ma pulita, letto confortevole, bagno con wc all’occidentale e doccia con acqua calda, veranda con poltrone per rilassarsi leggendo e guardando il giardino e compreso nel prezzo il wifi abbastanza efficiente. C’è anche il ristorante, dove si può far colazione e cenare più che bene e a prezzi ragionevoli. Sono in
grado di organizzare trekking e tour, noleggiano biciclette e fanno servizio lavanderia. Si riesce a comunicare abbastanza bene in inglese.

Per mangiare non c’è molta scelta. Oltre al Phou Lu c’è come valida alternativa il Thai Lu, sempre sulla via principale, che propone una discreta varietà di cibo lao in uno stile che si
adatta ai gusti occidentali; è l’unico dove le voci del menù sono tradotte e i proprietari parlano qualche parola in inglese. Ci sono anche alcuni ristoranti cinesi, ma per ordinare si deve usare il linguaggio dei gesti. Infine al morning market ci sono diversi chioschi dove si possono mangiare delle buone zuppe di noodle e verdure.

Muang Sing di per sé stessa non ha molte cose da vedere.C’è, o meglio ci sarebbe perché l’ho
trovato sempre chiuso, il Tribal Museum dove sono esposti gli abiti tradizionali, tessuti, oggetti d’artigianato e d’uso quotidiano delle principali etnie che popolano l’area.

Tra una ventina di templi presenti in zona, due sono interessanti: il Wat Xieng Jai, vicino al museo, e il Wat Namkeo, sulla strada per Xieng Kok, dove si possono osservare alcuni dettagli
tipici Tai Lu come gli stencil argentati sui pilastri, le lunghe bandiere verticali appese ai soffitti e statue del Buddha con lobi delle orecchie insolitamente allungati.

Vicino alla stazione degli autobus c’è il grande mercato, dove la parte più interessante è quella alimentare. E’ particolarmente attivo dall’alba fino alle dieci del mattino, quando gli
abitanti dei villaggi vicini, alcuni in abiti tradizionali, arrivano per fare la spesa. Si possono comprare snack e piatti, già pronti, tipici della cucina lao.

da virtualturist.com

da virtualturist.com

L’attrazione principale però sono i dintorni con i suoi piccoli villaggi, situati su un’ampia pianura circondata da montagne lontane. Io ho noleggiato una mountain bike e ho seguito un itinerario ad anello, lungo una ventina di chilometri, indicato su una delle piantine che si possono scaricare da Hobomaps. Il percorso è in parte su strada asfaltata e in parte su sterrato molto sconnesso. Si attraversano piantagioni di banane, di alberi della gomma e risaie che nel periodo invernale sono sostituite da coltivazioni di ortaggi.

Nel corso della gita sono capitato in un villaggio, di etnia Hmong, dove si stava tenendo una
piccola festa per le giovani ragazze della zona. Credo che non fosse un evento per turisti, perché nessuno mi ha chiesto soldi o cercato di vendermi qualcosa. Anzi, sono stati tutti molto gentili e le ragazze si sono prestate senza problemi come modelle. L’unico peccato è stato non poter superare la barriera linguistica e capire così cosa stavo vedendo. Eccovi una piccola galleria di ritratti.

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