Baan Sakhla dall'alto
Bangkok Destinazione Thailandia

Alla scoperta di Baan Sakhla, Samut Prakan

Antica comunità di pescatori vicino a Bangkok

Baan Sakhla, antico villaggio di pescatori

Pochissimi viaggiatori si avventurano a visitare il litorale appena a sud di Bangkok, dove non ci sono spiagge paradisiache o resort di lusso, ma infinite lagune dove si allevano gamberetti e granchi. Sperduto in quest’aerea, si trova Baan Sakhla, antico villaggio di pescatori dove il tempo sembra si sia fermato a cent’anni fa. Camminando attraverso i suoi stretti vicoli, è difficile pensare che la grande Bangkok si trovi ad appena 25 km.

Baan Sakhla dall'alto

Baan Sakhla dall’alto

La visita a questa comunità, insieme ad altri punti interessanti come Wat Khum Samut Chin, Phra Culachomklao Fort e Phra Samut Chedi, è un interessante spunto per un weekend da trascorrere in un ambiente veramente tradizionale, lontanissimo dai sentieri battuti dai turisti. Baan Sakhla si affolla nei fine settimana di visitatori thailandesi e può essere una buona alternativa ai più turistici floating market.
Ringrazio Richard Barrow per condividere le sue conoscenze sulla provincia di Samut Prakan, dove insegna e vive da più di vent’anni.

Baan Sakhla, piccoli ristoranti lungo i vicoli

Baan Sakhla, piccoli ristoranti lungo i vicoli

Dove si trova

Baan Sakhla si trova nel distretto di Phra Samut Chedi, 25 km a sud di Bangkok, in prossimità del mare del golfo della Thailandia. Nella mappa qui sotto, trovate i punti d’interesse più importanti della zona.

Come arrivare

Raggiungere l’area di Baan Sakhla, utilizzando i mezzi pubblici, sarà una piccola sfida, non troppo difficile però, soprattutto se non si parla thailandese. Si può iniziare prendendo la Sukhumvit Line della metro sopraelevata, BTS-Skytrain, fino alla stazione di Bearing o Samrong. Da qui, si prosegue 10 km a sud in taxi o bus fino al mercato di Paknam. Vicino all’entrata del mercato, lungo il fiume, c’è il molo da dove partono i piccoli traghetti per Phra Samut Chedi. Attraversato il Chao Phraya, dal molo si attraversa il mercato locale arrivando in una zona dove ci sono in attesa taxi e songtaew per Ban Sakhla.

Baan Sakhla, khlong per Baan Khun Samut

Baan Sakhla, khlong per Baan Khun Samut

Prima di partire, potete visitare Phra Samut Chedi, che si trova distante 10 minuti a piedi, uscendo sulla strada principale e andando a destra. Sulla strada per Baan Sakhla, si passa da dove partono le long-tail boat per Wat Khun Samut Chin. Per 40 baht a persona, portano a un secondo molo da dove inizia la passerella in cemento per il tempio che permette di raggiungere l’ingresso del monastero, in 20 minuti a piedi. Per i meno sportivi, per 20 baht è possibile avere un passaggio in tuk tuk. Per ritornare sulla strada principale, si percorre a ritroso l’intero percorso.

Dove dormire

Per chi desidera trascorrere un weekend nella zona, a Baan Khun Samut è possibile pernottare presso una homestay. Percorrendo la passerella verso il tempio, a circa metà strada si vede sulla sinistra un edificio dipinto di rosso che è il tempio cinese della comunità. Vicino al tempio c’è la homestay, che si raggiunge in pochi minuti percorrendo un viottolo e alcune strette passerelle in legno.

Baan Khum Samut, la passerella che porta al tempio

Baan Khum Samut, la passerella che porta al tempio

La fattoria è una sorta di agriturismo in versione thailandese e la proprietaria, una signora di mezza età, è il capo villaggio. Si pagano 600 baht per il pernottamento e tre pasti. Si dorme in una capanna su palafitte. La sistemazione è un po’ spartana, ma decorosa e pulita. C’è solo il ventilatore e il bagno è in comune. I pasti, abbondanti e buoni, sono a base di gamberetti, granchi e frutti di mare provenienti dalla fattoria. C’è anche un piccolo museo dove sono raccolti antichi suppellettili e oggetti ritrovati nei campi.

Baan Khum Samut, le capanne dell'homestay

Baan Khum Samut, le capanne dell’homestay

Baan Sakhla

Baan Sakhla è una comunità dalle origini antiche, risalenti al periodo tardo-Sukhothai. Il nome originario era “Ban Sao Kla”, che si riferiva alle donne della zona che coraggiosamente hanno combattuto gli invasori birmani. Gli abitanti erano coltivatori di riso che successivamente trasformarono le risaie in saline. Tuttavia, in seguito alla diminuzione del prezzo del sale, le convertirono in allevamenti di gamberetti e granchi. Se si osserva Baan Sakhla dall’alto, si vedrà che è completamente circondato dalle lagune di acqua salmastra. É letteralmente in mezzo al nulla. Il villaggio si sviluppa lungo il canale Sapphamit e c’è un’unica strada, percorsa da grandi songthaew blu e da taxi, che la collega al molo di Phra Samut Chedi. Il mezzo più usato è la long tail boat.

Baan Sakhla, il khlong Sapphamit

Baan Sakhla, il khlong Sapphamit

Data la vicinanza al mare, a Sakhla si può mangiare pesce, granchi e frutti di mare freschissimi. La loro specialità sono i Kung Yiat, una particolare varietà di gamberetti. Hanno una forma allungata, gusto salato e dolce allo stesso tempo. Si dice che venga usato in ogni piatto cucinato nel villaggio. Lo troverete in ogni piccolo negozio e bancarella, fresco, essiccato o sotto forma di pasta.

Baan Sakhla, gamberetti a essiccare

Baan Sakhla, gamberetti a essiccare

Punto focale di Baan Sakhla è il tempio e caratteristica particolare è il chedi reclinato. Ha circa 130 anni ed è sprofondato in seguito alle innondazioni che hanno reso cedevole il terreno su cui è costruito.

Baan Sakhla, il chedi del tempio

Baan Sakhla, il chedi del tempio

Il santuario è stato sopraelevato di alcuni metri e, nonostante la continua minaccia di inondazioni, al di sotto hanno costruito dei piccoli santuari. All’interno di questi si possono osservare statue del Buddha e pietre sacre di confine dell’antico tempio, ritrovate durante gli scavi.

Baan Sakhla, piccola cappella sotto al tempio

Baan Sakhla, piccola cappella sotto al tempio

Vicino c’è un piccolo museo dove sono esposti antichi suppellettili e strumenti utilizzati per l’acquacoltura. Accanto, c’è un edificio in legno su palafitte in stile thai tradizionale.

Baan Sakhla, il museo del tempio

Baan Sakhla, il museo del tempio

Dal tempio si attraversa il un piccolo ponte sul canale per entrare nel villaggio. É molto interessante passeggiare tra i vicoli, dove le case in legno, una stretta all’altra, sono unite da strette passerelle di cemento. Se avete appetito o sete, nelle antiche botteghe troverete sicuramente qualcosa che vi soddisfi, dando così un piccolo aiuto all’economia locale.

Baan Sakhla, una delle case botteghe

Baan Sakhla, una delle case botteghe

Phra Samut Chedi

Una delle prime attrazioni che accoglieva gli stranieri che arrivavano in Thailandia 150 anni fa era una pagoda bianca brillante su un’isola nel mezzo del Chao Phraya. La gente del luogo la chiamava “Phra Chedi Klang Nam”, o pagoda nel fiume. L’isola si era formata con i detriti alluvionali trasportati dal grande fiume e nel corso degli anni è diventare parte della sponda occidentale. Oggigiorno il tempio è più conosciuto con il suo nome ufficiale, Phra Samut Chedi.

Phra Samut Chedi

Phra Samut Chedi

Re Rama II fu il primo ad avere l’idea di costruire un tempio sull’isola. Tuttavia, morì prima che il suo sogno si potesse realizzare. Il compito fu assunto da Re Rama III che iniziò i lavori nel ottobre del 1827. Fu completato sette mesi dopo. Il chedi, in stile dello Sri Lanka, era alto 20 metri, a forma di campana e sormontato da una guglia circolare. Fu poi ingrandito circa 30 anni dopo da Re Rama IV. Decise di aumentarne l’altezza fino a 38 metri, collocando all’interno di 12 reliquie sacre e una statua del Buddha. Vicino alla grande pagoda bianca, c’è un piccolo tempio che ospita una statua del Buddha in ottone.

Phra Samut Chedi, l'interno del tempio

Phra Samut Chedi, l’interno del tempio

Wat Khum Samut Chin

Wat Khun Samut Chin è un monastero ormai circondato dall’acqua a causa dell’erosione delle terre dovute all’innalzamento dei mari. Nel corso delle ultime due generazioni, molte delle famiglie di Baan Khun Samut hanno spostato le proprie case nell’entroterra quattro o cinque volte.

Wat Khum Samut Chin

Wat Khum Samut Chin

Il monastero è rimasto nella posizione originale. La maggior parte degli edifici del complesso sono stati sopraelevati più di un metro su palafitte. Tuttavia, l’unica cosa che han potuto fare con la sala delle ordinazioni è stato quello di rialzare il pavimento.

Wat Khum Samut Chin, l'interno del tempio

Wat Khum Samut Chin, l’interno del tempio

In fase di ristrutturazione, è uno degli interni più originali che abbia potuto visitare. In prossimità del santuario, c’è una terrazza che ospita una grande statua del Buddha in piedi, con le palme delle mani rivolte verso il mare, che in questo caso significa “respingere l’oceano”.

Wat Khun Samut Chin

Wat Khun Samut Chin

Forte di Phra Chulachomklao

Il Parco Storico Navale della Fortezza di Chulachomklao è situato alla foce del fiume Chao Phraya. Il complesso ospita un magnifico monumento dedicato a re Rama V, che fece costruire la fortezza nel 1893.

Phra Chulachomklao Fort, il memoriale

Phra Chulachomklao Fort, il memoriale

La fortezza dispone di 7 bunker, collegati da tunnel, che ospitano sette cannoni Amstrong, usati una sola volta contro le navi francesi. Tuttavia, sono ancora in buono stato. L’ultima volta hanno sparato nel 1998, sette salve per celebrare il loro 105° anniversario.

Phra Chulachomklao Fort, uno dei cannoni

Phra Chulachomklao Fort, uno dei cannoni

Sotto la statua di re Rama V, c’è un interessante museo sul conflitto con la Francia. Esposta al pubblico c’è la Maeklong, una nave da guerra commissionata ai cantieri navali giapponesi, prima della seconda guerra mondiale. La nave è stata in servizio per 60 anni, compreso il compito di nave reale per il re Rama IX. In un parco vicino sono esposti vecchi cannoni e mitragliatrici. Una passerella in cemento su palafitte permette di fare una bella passeggiata in una foresta di mangrovie.

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