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Passeggiata per Thonburi

una delle aree più antiche di Bangkok

Thonburi è una delle più antiche aree di Bangkok. Andando indietro nel tempo, quando Ayutthaya era la capitale del Siam, qui c’erano i principali moli dove le navi dalla Cina e dall’Europa attraccavano per scaricare le loro merci che venivano poi spedite, via fiume, alla capitale.
Più recentemente, il distretto fu la casa d’infanzia della madre dell’attuale Re. La Principessa Madre fu una delle più amate da tutti i Thai e un piccolo museo è stato costruito nell’area.Ho iniziato la passeggiata dal molo n°7, Rajinee Pier, raggiunto con il Chao Phraya Express Boat. Dal molo sono andato a destra fino al Memorial Bridge e ho attraversato il vecchio ponte verde d’acciaio fin dall’altra parte.

Sono sceso per una scalinata fino al fiume e ho preso una strada sulla destra. Sono passato sotto un altro ponte, e mantenendo sempre la destra sono arrivato a delle strisce pedonali, dove ci sono anche dei cartelli indicatori verdi in inglese. Ho attraversato e preso la strada subito a sinistra che ho percorso fino in fondo, girando poi di nuovo a sinistra. Il Princess Mother Memorial Park è a breve distanza sulla sinistra.

Princess Mother Memorial Park

Nel 1993, Sua Maestà il Re fece conoscere il suo desiderio di rinnovare l’area attorno alla casa d’infanzia della Principessa Madre. Sfortunatamente, fu subito scoperto che l’edificio dove viveva la Principessa Madre da bambina non esisteva più. Comunque, nelle vicinanze c’erano altri edifici simili, che i proprietari donarono al Re per il suo progetto.
La maggior parte del terreno è spazio aperto, con bellissimi giardini che includono elementi cadenti delle vecchie strutture. Furono costruite due sale esibizioni, che ora espongono fotografie e ricordi della vita della Principessa Madre.


Nella prima sono esposte fotografie che raccontano la sua vita. La prima grande fotografia mostra la giovane principessa all’età di 14 anni. Le foto e i testi vi portano attraverso la sua educazione in Bangkok, i suoi incontri con il giovane Principe Mahidol, la nascita dei suoi tre figli, e in ultimo la sua morte nel 1995 e l’elaborata cerimonia di cremazione nel 1996.
Nella seconda sala sono esposte fotografie della sua vita attiva, dei suoi numerosi progetti e alcuni dei oggetti personali come una statua del Buddha che scolpì per la famiglia reale e un Mickey Mouse ricamato a mano per il Re.
Dietro le sale esposizioni c’è un piccolo parco. Su un lato c’è la ricostruzione della casa d’infanzia della Principessa madre.

C’è anche una piccola galleria per esibizioni temporanee dove sono esposte fotografie di artisti thai, una statua della Principessa Madre


e un piccolo negozio vicino alla casa ricostruita che vende cibo e bevande prodotti da alcuni dei suoi progetti.

Uscito dal parco dall’ingresso principale, sono andato a sinistra verso il fiume. Giusto sulla riva c’è una piccolo santuario dedicata a Gong Wu, la dea della misericordia.

Gong Wu Shrine

Come molti altri santuari cinesi a Bangkok, questo posto non è citato in alcuna guida ed esistono poche informazioni disponibili. Il santuario quasi certamente risale a prima della fondazione di Bangkok.

Sull’argine, di fronte al santuario, c’è una piccola torre moderna che può essere vista facilmente dal fiume.

Sono ritornato al Memorial Park e ho continuato lungo la piccola via fino a raggiungere la strada principale. Appena attraversata c’è il grande tempio di Wat Pichai Yathikaram.

Wat Pichai Yathikaram

Non esiste documentazione di quando il tempio fu costruito. Quello che si sa è che il tempio era abbandonato quando Bangkok divenne la capitale, alla fine del 18° secolo. Poi attorno al 1830, un ufficiale di alto rango, Lord Bunnag, della corte di Rama III decise di ricostruirlo  e di donarlo al re. Il tempio restaurato è quello che si vede a tutt’oggi.
Come la maggior parte dei templi Thai, gli edifici sono disposti entro una grande recinzione rettangolare.

Si entra nel tempio attraverso un ingresso situato nel mezzo di uno dei lati corti. Un viale centrale porta dall’ingresso alla sala delle ordinazioni (ubosot).

Su ciascun lato di questo viale, circa a metà tra l’ingresso e l’ubosot, ci sono due grandi chedi a forma di campana.
Lo stile dell’ubosot risente dell’influenza cinese. C’è una specie di grande foyer di fronte alla sala delle ordinazioni. Dovrebbe essere un’aggiunta successiva dato che racchiude la placca “sema” frontale dell’ubosot, una pietra di confine che segna gli spazi sacri.

All’interno dell’ubosot  c’è una statua del Buddha posta su un altare molto elaborato.

Dietro all’ubosot una scalinata conduce ad un ampio spazio aperto. In origine il viharn del tempio era posizionato qui. All’inizio del 20° secolo era così deteriorato che venne demolito e rimosso.

Dall’altra parte dello spazio aperto c’è una piattaforma dalla quale si ergono tre chedi. Questi furono costruiti da Lord Bunnag per contenere le ceneri della sua famiglia. Una scalinata centrale permette di accedere alla piattaforma e poi al santuario del chedi centrale, quello più alto. All’interno del santuario, ci sono quattro Buddha che guardano fuori nelle quattro direzioni.

Ai lati del santuario ci sono delle gradinate che portano ai chedi più piccoli, uno dei quali ha una scultura che raffigura l’impronta di un piede del Buddha, mentre l’altro ha una statua del Buddha seduto in meditazione.

Uscito dal tempio dall’ingresso principale, sono ritornato sulla strada principale (Thanon Somdet Chaopraya) e ho girato a sinistra. Ho continuato lungo questa strada fino alla fine in Prachathipok Road. L’ho attraversata su un ponte pedonale e ho girato a destra ritornando verso il Memorial Bridge. Sulla sinistra, vicino al fiume, ho visto il grande chedi bianco di Wat Prayoon.

Wat Prayoon

Questo tempio, conosciuto anche  come Wat Rua Lek,  fu costruito durante il regno di re Rama III. Le caratteristiche salienti sono un grande chedi a forma di campana rovesciata, la “montagna tartaruga” che ospita case degli spiriti, lapidi, chedi, e un laghetto dove i visitatori possono dar da mangiare alle tartarughe.

Il tempio si trova sul confine meridionale della vecchia comunità portoghese (Kuthi Jeen), una zona un tempo destinata ai commercianti e funzionari del governo portoghese durante il primo periodo Rattanakosin.
Come tutti i templi buddisti, Wat Prayoon ha tutte le strutture tipiche: sala delle ordinazioni, sala riunioni, sala di meditazione, chedi e biblioteca. Ma ciò che distingue Wat Prayoon dagli altri templi è una recinzione in ferro rosso brillante, alta 1,5 metri, ricavata da armi antiche, tra cui lance, spade e asce.

Il grande chedi a forma di campana, alto 80 metri, si eleva da una base circondata da un portico e 18 chedi satellitari. È un edifcicio piuttosto impressionante, grazie alle sue dimensioni, altezza e caratteristiche architettoniche. Accanto al grande chedi c’è un museo ben curato che ospita statue del Buddha, amuleti e manufatti vari ritrovati sotto il chedi durante il restauro del 2006.

Uscito dal tempio ho preso un vicolo sulla sinistra fino a raggiungere il fiume. Qui ho girato a sinistra su una passerella, per biciclette e pedoni, fino alla Chiesa di Santa Cruz, una volta cuore della comunità portoghese.

Chiesa di Santa Cruz

La chiesa di Santa Cruz, color crema e conosciuta dai locali come Kuti Jiin, è l’unico indizio rimasto ad indicare che questa parte di Bangkok una volta era l’area dove i mercanti e i missionari portoghesi vivevano. Fu costruita nel 1770 su un terreno donato dal re in omaggio alla fedeltà dimostrata dai portoghesi dopo la distruzione di Ayutthaya. Fu poi ricostruita nel 1834 e nel 1913.

Dalla chiesa si ritorna sulla passerella e dopo breve cammino si incontra un altro piccolo santuario cinese.

Poco dopo, sulla destra si trova l’ingresso di Wat Kalayamit.

Wat Kalayanamit

Se si naviga lungo il fiume Chao Phraya, il tetto ocra del massiccio viharn di Wat Kalayanamit è tra le strutture che attira di più l’attenzione. A differenza del vicino Wat Arun, questo tempio imponente non attira molti turisti stranieri ma, anche se sottovalutato, merita sicuramente una visita.

Questo grande tempio reale di secondo grado è stato costruito nel 1820 dopo che alcuni terreni vicini al fiume sono stati donati dal figlio di un nobile che aveva legami con il re Rama III. Si dice che il donatore, la cui famiglia si chiamava Kalayanamit (la parola significa “buon amico”), non solo ha dato il proprio terreno ma ha acquistato anche altri terreni dal vicinato, prevalentemente cinese. Le sue reliquie sono custodite in un grande chedi sul lato sud del tempio.
I cinesi ebbero un ruolo centrale nel panorama economico e culturale di Bangkok in tutto il 19° secolo e molte persone di etnia cinese continuano ad abitare i vecchi vicoli vicino a Wat Kalayanamit.

Nonostante il viharn principale sia costruito in stile tradizionale thailandese, gli edifici vicini come l’Ubosot risentono chiaramente dell’influenza architettonica e decorativa cinese. Tocchi più leggeri di cultura religiosa cinese – come Buddha paffuti, spiriti guardiani che assomigliano a soldati cinesi e le lunghi bastoncini di incenso – sono evidenti ovunque a Wat Kalayanamit.
L’interno dell’imponente viharn ospita una grande stauta del Buddha, alta 15  e larga 12 metri, scolpita nel calcare e rivestita di foglie d’oro. Le mura del viharn sono decorate con affreschi che raffigurano scene di vita contemporanea all’epoca di costruzione del tempio.

Tra la corte interna e il fiume c’è un’altra corte con molti edifici in stile thai e cinese. Il più raffinato dei piccoli padiglioni in stile Thai è situato vicino al muro della corte e probabilmente era una sala dove il Re o altri membri della famiglia reale cambiavano gli abiti da viaggio con quelli cerimoniali.

Conclusa la visita sono andato a Wat Arun che si trova vicino, sempre lungo il fiume.

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