Le isole vicino a Koh Lipe
Destinazione Thailandia Il Sud

Gite in barca a Koh Lipe

Programma 1, la mia esperienza

Gite in barca a Koh Lipe, alla ricerca del bel tempo

Sono stato a Koh Lipe verso la metà di dicembre dello scorso anno. É stata una settimana di tempo molto instabile, con temporali e vento forte costante. Quasi impossibile visitare le isole più lontane, avevamo ormai, con molta delusione nel cuore, rinunciato alle gite in barca.

Cielo sereno inaspettato

Inaspettatamente, l’alba dell’ultimo giorno sull’isola preannunciò una bella giornata di sole. Anche il vento era meno forte del solito. Rapida decisione e, grazie all’efficienza della manager del Coco Beach Bungalow, nel giro di mezz’ora eravamo pronti a salpare. In pochi minuti caricammo in barca lunch box, acqua, maschere, pinne, drone e tutto il necessario per una lunga gita in mare. Rotta per il programma 1, l’unico possibile perché, grazie alla protezione fornita dalle montagne della grande Koh Adang, al riparo dal vento.

Sunrise Beach, punto di partenza del programma 1

Sunrise Beach, punto di partenza del programma 1

Direzione nord, per le isole vicino a Koh Lipe

Con un giovane barcaiolo al timone della long-tail boat, partimmo alle 9:30 in punto verso nord. L’acqua era trasparente e straordinariamente blu, come il cielo in cui viaggiavamo. Davvero una bella giornata per navigare. Dopo aver passato il canale ventoso tra Lipe e Adang, ben presto apparvero Koh Rawi e le altre isolette, mete della nostra gita. La nostra barca solcava il mare increspato, rollando dolcemente. Ben presto arrivammo al sito di Jabang, primo punto di sosta.

Koh Rawi e Koh Yang

Koh Rawi e Koh Yang

Jabang, piccolo paradiso per snorkeller

A prima vista, Jabang non mi fece una bella impressione. Il sito era delimitato da corde e boe, alle quali erano ormeggiate numerose barche. Una moltitudine di turisti, con i loro giubbotti fosforescenti, nuotavano nell’area protetta o erano appesi ai cavi. Una volta in acqua, mi apparve improvviso uno spettacolo di colori. A tre metri dalla superficie, potevo ammirare incredibili rocce di granito ricoperte da un tappeto di coralli molli viola, rossi e rosa. Lo scenario sottomarino era semplicemente fantastico, da sogno. Tantissimi i pesci colorati. Tra questi, gruppi di pesci gialli a strisce si avvicinavano molto senza alcun timore, forse in cerca di qualcosa da mangiare. Purtroppo, per il via vai di tante barche e per i molti turisti, l’acqua non era ben trasparente. Con un po’ di rammarico, terminammo dopo appena 15 minuti la nostra visita, per ripartire verso Koh Hin Ngam.

Corallo di Jabang - da divebooker

Corallo di Jabang – da divebooker

Koh Hin Ngam, l’isola delle pietre nere

Da Jabang, ci spostammo in una minuscola baia, appena a sud di Koh Hin Ngam. Qui trovammo una situazione molto più tranquilla e invitante a una lunga nuotata: acqua calda e trasparente, pochi turisti, tanti coralli e pesci da ammirare, tra cui il famoso pesce pagliaccio o Nemo. Senza quasi accorgersene, un’ora passò in un lampo. Ritornammo in barca, per scendere poi poco più in là sulla spiaggia dell’isola.
Koh Hin Ngam è unica perché la sua spiaggia non è di sabbia bianca, ma ricoperta di ciottoli neri. Di origine vulcanica, sono arrotondati e levigati dall’azione continua delle onde. Sono così lisci che è un piacere camminarci sopra a piedi nudi. Una leggenda dice che l’isola sia stata creata da una divinità e che le sue pietre siano portatrici di una maledizione: chiunque proverà a portarle via, sarà colpito da sfortune e disavventure fino a quando non saranno restituite. La divinità però benedice chi ne ha rispetto. A chi fa una pila di 12 sassi, che non si rovescia prima di lasciare l’isola, verrà esaudito un desiderio.

Koh Hin Ngam

Koh Hin Ngam

Koh Yang

A pochi minuti da Koh Hin Ngam, la tappa successiva è stata la piccola Koh Yang. L’acqua era incredibilmente limpida. Il corallo non era vario e colorato come a Jabang, ma fare snorkeling è stato un vero piacere. Stanco della lunga nuotata, raggiunsi a nuoto una piccola caletta di sabbia bianca. Sdraiato e semisommerso nell’acqua tiepida, sarei rimasto così tutto il giorno.

Koh Yang

Koh Yang

Koh Rawi

Da Koh Yang, raggiungemmo la grande Koh Rawi. Dalla costa nord di Lipe, Rawi e Adang possono essere scambiate per una massa continentale unica. Nella realtà, sono separate da un grande canale dal quale si faceva sentire di nuovo il vento. Le montagne di Rawi non sono alte come quelle di Adang, ma ugualmente sono ricoperte da una fitta foresta tropicale. Le spiagge sono semplicemente incantevoli. La sabbia corallina è soffice e di un bianco splendente. L’acqua è verde, trasparente e tiepida. Con una facile nuotata si raggiungono vasti banchi di corallo.

Koh Rawi, Haad Sai Khao

Koh Rawi, Haad Sai Khao

Nell’angolo sud orientale, Haad Sai Khao è una striscia di sabbia bianca che ospita la stazione dei ranger del parco marino. Un piccolo ristorante serve semplici piatti thailandesi. All’ombra dei grandi alberi, mangiammo il nostro riso con pollo e la frutta fresca preparati dalle cuoche del resort. Fate attenzione, perché quasi sicuramente avrete la visita delle scimmie che cercheranno di rubare tutto ciò che troveranno incustodito. La spiaggia attira molti turisti, ma una breve camminata in entrambe le direzioni vi assicurerà un angolo tutto per voi. Più a ovest, si estende King’s Beach, così chiamata perché visitata da re Rama III, nei primi anni del 1800.

Koh Rawi, le spiagge verso ovest

Koh Rawi, le spiagge verso ovest

Koh Adang

Ripartiti, costeggiammo la costa occidentale di Koh Adang per avvicinarsi a una lunga spiaggia, la nostra ultima tappa. Qui abbiamo ritrovato tutte le peculiarità di questa stupenda zona: sabbia bianca e soffice, acqua come il vetro, banchi di coralli e pesci colorati da ammirare. Il nostro bravo barcaiolo ci richiamò in barca perché purtroppo era giunto il momento di ritornare a Sunrise Beach. Grazie alla sua disponibilità, passammo Lipe sul lato ovest e meridionale e ammirare per un’ultima volta la bellezza di questa piccola isola sperduta nel Mare delle Andamane.

Koh Adang, la spiaggia dell'ultima tappa

Koh Adang, la spiaggia dell’ultima tappa

A consuntivo, abbiamo passato una bellissima e avventurosa giornata, densa di emozioni indimenticabili. Abbiamo speso circa 50 euro, per il noleggio privato della barca, comprensivi del pranzo e di tutto quanto occorre per fare snorkeling. Un’ottima e conveniente scelta, per chi cerca viaggia in modo indipendente e vuole gestire mete e tempi senza molti vincoli.

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