Hellfire Pass
Destinazione Thailandia Il Centro

Hellfire Pass Memorial, Kanchanaburi

Per commemorare i tragici episodi della seconda guerra mondiale

Hellfire Pass Memorial, per non dimenticare

Hellfire Pass o Konyu Cutting fu l’intaglio più profondo e più lungo realizzato su tutta la lunghezza della ferrovia della morte tra la Birmania e la Thailandia. Nel corso degli anni le ripide pareti rocciose del passaggio sono diventate il simbolo della schiavitù, la fame, la tortura e la perdita di vite di migliaia di prigionieri di guerra e civili asiatici durante la seconda guerra mondiale, quando il Giappone li costrinse a costruire la famigerata ferrovia della morte. Tra tutti i siti legati a quest’opera, Hellfire Pass è per me quello che rappresenta in modo più suggestivo e più toccante i tragici avvenimenti di quel periodo.

Hellfire Pass

Hellfire Pass

Il nome Hellfire Pass deriva dalle spaventose condizioni di lavoro. A metà del 1943, quando i giapponesi accelerarono le attività per il completamento della ferrovia, i prigionieri furono costretti a lavorare per lunghe ore nella notte. Il loro cantiere era illuminato da lampade a petrolio e fuochi di bambù. Questa luce tremolante, il rumore proveniente dalla perforazione della roccia e il muoversi di centinaia di uomini emaciati evocò l’immagine dell’inferno.

Dove si trova Hellfire Pass e informazioni utili

Hellfire Pass si trova sulla Route 323, a circa 80 chilometri a nord-ovest della città di Kanchanaburi. Potete prendere un autobus o un minibus per Thong Pha Phum o Sangkhlaburi e chiedere di scendere al memoriale. Per il ritorno potete utilizzare questi mezzi, dall’altra parte della strada.
Hellfire può essere raggiunto in moto, anche se è un viaggio piuttosto lungo. La strada è in buone condizioni e il sito è facile da trovare perché ben indicato. Durante il tragitto, potete fare un bagno rinfrescante e rifocillarvi alla Sai York Noi Waterfall.
L’ingresso al memoriale è gratuito, ma le donazioni sono benvenute. É aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 16:00.

La mappa del Hellfire Pass Memorial

La maggior parte dei turisti visitano il sito come parte di un tour e di solito si soffermano solo al museo e all’intaglio. Per una visita più approfondita e soprattutto per percorrere la pista pedonale, vi consiglio di venire da soli.
Per informazioni potete consultare il sito DVA del governo australiano:

La storia el Hellfire Pass

I lavori della sezione di Konyu furono iniziati nel novembre 1942 da circa 1500 britannici e 2000 tamil. A questi si aggiunsero circa 400 australiani nell’aprile nel 1943. A giugno i lavori erano in ritardo e la zona di Konyu era diventata un collo di bottiglia che ostacolava il completamento della ferrovia. I giapponesi portarono altri 600 prigionieri. Oltre a questi, circa un migliaio di lavoratori asiatici o rǒmusha lavorarono al passaggio.

Come fu realizzato
“Hellfire Pass” è un impressionante intaglio lungo circa 75 metri e profondo 25 metri. Lo scavo è stato fatto in gran parte a mano. I prigionieri praticavano una serie di fori nella roccia; un uomo teneva un grosso scalpello mentre un altro ne colpiva la testa con un martello da circa 4 kg. Questi fori venivano riempiti di esplosivo e fatti esplodere. Le macerie risultanti venivano rimosse su vagoncini che correvano su linee a scartamento ridotto o manualmente in cesti e sacchi. Un compito estenuante e massacrante per i lavoratori affamati e malati. La grande forza lavoro necessaria per scavare Hellfire Pass, costruire i ponti e i terrapieni, aveva base in una rete di campi collocati attorno alla linea ferroviaria. Prima ancora di iniziare, i prigionieri dovevano percorrere alcuni chilometri lungo pendii ripidi e insidiosi.

Il periodo “Speedo”
Man mano che le squadre per la posa della linea si avvicinarono al Hellfire Pass, gli ingegneri giapponesi aumentarono il ritmo del lavoro, il famigerato periodo “Speedo” dall’aprile all’agosto del 1943. Considerando che in precedenza ci si aspettava che un prigioniero potesse scavare un metro di roccia al giorno, da quel momento furono richiesti due o tre metri. La giornata lavorativa aumentò fino a quindici, anche diciotto ore. Se il ritmo del lavoro sembrava troppo lento, i giapponesi ricorrevano alla punizione fisica. A peggiorare le condizioni arrivarono le piogge monsoniche che trasformarono i siti di lavoro e gli accampamenti in pantani, rendendo i terreni delle ripide colline in micidiali scivoli fangosi.

Migliaia di morti
È difficile sapere con precisione quanti uomini morirono al Hellfire Pass. Tuttavia, le tombe nel cimitero di guerra di Kanchanaburi mostrano una concentrazione di morti nel periodo da giugno all’agosto del 1943, non solo a Konyu e Hintok ma lungo tutto il tracciato della ferrovia. Molti prigionieri e lavoratori forzati cedettero allo sfinimento, al colera, alla dissenteria, alla malaria e ad altre malattie. Altri, troppo stanchi per andare avanti, furono picchiati a morte dai soldati giapponesi.

La fine e la riscoperta
Hellfire Pass fu perso nella giungla negli anni successivi alla guerra, quando la ferrovia fu smantellata. Fu riscoperto negli anni ’80 e trasformato, grazie alla generosa sponsorizzazione del governo australiano, in un sito di commemorazione, un museo e un tracciato escursionistico.

Il museo

Il museo si trova proprio sopra l’Hellfire Pass (Konyu Cutting). Inaugurato il 25 aprile 1998 e rinnovato nel 2018, è dedicato ai prigionieri di guerra alleati e ai lavoratori asiatici che soffrirono e morirono al Hellfire Pass durante la seconda guerra mondiale. L’esposizione prepara i visitatori all’esperienza della visita dell’intaglio sottostante e presenta la storia della ferrovia Birmania-Tailandia dal punto di vista cronologico e tematico, spiegando il modo in cui è stata costruita e le difficoltà vissute da coloro che vi hanno lavorato.

Hellfire Pass Museum

L’entrata del museo

Inizialmente il contenuto è stato criticato per essere troppo australiano poiché gran parte del materiale presentato era tratto da prigionieri di guerra australiani. Tuttavia, tutto il testo è stato tradotto in thailandese ed è stata inclusa la storia dei lavoratori asiatici, i romusha. L’interpretazione degli eventi è veramente ben realizzata, la migliore di Kanchanaburi. Commoventi sono gli audiovisivi con le testimonianze in prima persona dei prigionieri sopravvissuti. Il museo offre ai visitatori una audioguida per Hellfire Pass e il percorso pedonale sottostante.

Hellfire Pass Museum

Una sala del museo

Il percorso a piedi

Un sentiero conduce lungo il percorso originale della ferrovia. Non lontano dal museo, il primo passaggio – proprio il Hellfire Pass – è il più drammatico. Una piattaforma sopraelevata permette di osservare dall’alto questo corridoio lungo 75 metri, profondo 25 metri. Alcuni visitatori lasciano fiori e bandiere alle targhe commemorative che si trovano all’estremità del passaggio.

Hellfire Pass

Hellfire pass dall’alto

Mentre la maggior parte dei visitatori vede solo il museo e questo primo intaglio, chi desidera esplorare il sito in un modo più intimo può percorrere i quattro chilometri della pista, relativamente facile da percorrere. Su questo tracciato si possono trovare pannelli interpretativi, diversi intagli, i siti dell’enorme ponte Three Tiers e del ponte “Pack of Cards”, l’imponente terrapieno di 7 metri e la stazione di Hintok dove i treni si incrociavano. Dove inizia il sentiero si trova un memoriale simile a una piccola piramide di pietra nera, dedicato a tutti “coloro che hanno sofferto e sono morti” nel 1942-1945.

Hellfire Pass

La piramide commemorativa

Sebbene i ponti non esistano più, il paesaggio rivela le profonde difficoltà di costruzione della ferrovia in questo terreno ripido e accidentato e testimonia le terribili difficoltà dei prigionieri e dei rosmusha. Suscita turbamento ed commozione immaginare le loro condizioni di lavoro. Accanto ai pendii montuosi, alcune parti del sentiero sono così accidentate che è difficile credere che un treno possa essere passato in quei posti.

Hellfire Pass

La pista che porta al passaggio

In alcuni punti, il percorso si apre a punti panoramici con ampie vedute della valle del Khwae Noi e delle montagne che formano il confine con la Birmania. Nonostante il caldo, l’atmosfera è tranquilla e pacifica. Durante la mia passeggiata ho incontrato pochissimi escursionisti. I punti panoramici offrono l’opportunità di fermarsi, riflettere e forse provare un senso di comunione con chi è morto qui.

Hellfire Pass

La valle del Khwae Noi

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