Destinazione Thailandia Il Sud

Isole Similan, Phuket

la mia esperienza

La visita alle isole Similan è stato il motivo più importante che mi ha spinto quest’anno a ritornare a Phuket; c’è mancato veramente poco a dover rinunciare. Ero già a conoscenza della proposta del noto operatore italiano tanto che la sera stessa del mio arrivo a Kata ho provato a contattarlo di persona. L’atteggiamento quanto mai spocchioso e la faccia di disgusto al nome della guest house dove alloggiavo mi hanno fatto decidere subito di rivolgermi altrove. Dopo molte risposte negative, “tours are fully booked”, e quando ormai avevo già rinunciato, ho trovato per caso in un’agenzia (ero lì per noleggiare una moto) proprio quello che cercavo: tour di due giorni (non potevo di più) con pernottamento in barca a 4900 baht (normalmente il prezzo è circa 8000 baht). Mi sono venute in mente le parole di un blogger australiano che dice sempre al termine dei suoi filmati: “il bello della Thailandia è che puoi sempre trovare un’opzione”.

Per le Similan si parte molto presto; alle 6 ero già all’angolo del vicolo della mia guest house ad aspettare il minibus; il cielo stellato e una brezza fresca facevano presagire una di quelle belle giornate limpide che ogni tanto Phuket concede ai suoi turisti. Finalmente alle 6:20, ero l’ultimo del giro, sono salito sul pulmino e via per il lungo trasferimento fino a Thap Lamu. All’arrivo alla base della Medsye ho preso coscienza del numero enorme di turisti che ogni giorno partono per le isole. Senza un attimo di pausa ho effettuato il check in, distribuzione di maschere e pinne (le pinne vanno noleggiate, 100 baht al giorno più 1000 baht di cauzione), breve briefing e via a bordo della speed boat, stipata con più di 40 persone.

Grazie al mare poco mosso la traversata, di circa 70 minuti, è stata senza problemi. Sosta di una quarantina di minuti per un primo assaggio di snorkelling

quindi breve corsa fino alla spiaggia principale dell’isola n°4 dove siamo atterrati per il pranzo e un po’ di relax. Anche se affollata di turisti e imbarcazioni, i colori della sabbia e dell’acqua, di una trasparenza incredibile, rimarranno indelebili nella mia memoria.

La prima parte del tour, fino alle 13, è in comune con i tour giornalieri ed è simile per tutte le company, quindi rassegnatevi a mettervi in coda per tutto e a condividere il paradiso con tantissime altre persone. Dopo aver ricomposto un nuovo gruppo, una quindicina di persone in tutto, con una breve camminata nella foresta tropicale abbiamo raggiunto una spiaggia più piccola e da qui, in gommone, ci siamo trasferito sulla barca per il tour pomeridiano e che mi avrebbe ospitato per la notte. Iniziava finalmente la parte più bella del tour.

Dall’isola n°4 ci siamo spostati alla n°5 e alla n°6 dove abbiamo fatto 2 soste, da un’ora ciascuna, per fare snorkelling. Quello che si può vedere, anche con solo pinne e maschera, è meraviglioso; per la prima volta sono riuscito a nuotare insieme ad una tartaruga marina, che abituata ai turisti si è lasciata avvicinare senza timore.

L’ora a disposizione passa in un attimo e se non fosse stato per il suono del fischietto a richiamarci in barca nessuno sarebbe ritornato tanto presto. Ecco qualche esempio di quello che ho potuto vedere sott’acqua.

Finito le nuotate siamo ritornati vicino all’isola n° 4; nel frattempo una dolcissima e sempre sorridente signora thai aveva preparato con amorevole cura una deliziosa cena

… e per concludere la giornata un coloratissimo tramonto

La nostra barca aveva le cuccette e non le cabine private

ma dato che ci siamo fermati a dormire in tre, una giovane coppia e io, non è stato un problema; tutto pulito e confortevole … anche i bagni.

Il mattino dopo, breve sosta davanti alla spiaggia per caricare i compagni di viaggio che avevano dormito nelle tende e nei bungalows, abbondante colazione e via per un’altra escursione. Ancora un incontro con una tartaruga marina.

Dopo pranzo è arrivato il momento di ritornare alla spiaggia e di salutare la nostra guida e l’equipaggio della nostra barca; tutti si sono prodigati per soddisfare le nostre esigenze.

All’una sono ripartito con la speed boat per il viaggio a ritroso; sosta di un’ora all’isola n°8; alle 16 rimettevo piede sul molo di Thap Lamu.
Dell’isola n°8, e del suo caratteristico masso di granito, metto due immagini trovate su internet perché quelle che ho fatto io, essendo nuvoloso, non rendono l’idea della bellezza di questo posto.

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