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Wat Phra That Doi Suthep, Chiang Mai

Uno dei templi più sacri e venerati del Nord della Thailandia

Wat Doi Suthep, il tempio più sacro del nord della Thailandia

Wat Phra That Doi Suthep è uno dei templi più sacri e venerati del Nord della Thailandia. Assolutamente da visitare durante un soggiorno a Chiang Mai. Il tempio è semplicemente conosciuto come Doi Suthep, dal nome della montagna dove è stato costruito. Wat Phra That si trova proprio in cima, ad una quota di poco superiore ai mille metri, e dalla sua terrazza si può godere un bellissimo panorama su Chiang Mai e la valle del fiume Ping.

Wat Doi Suthep, il grande chedi dorato

Wat Doi Suthep, il grande chedi dorato

I suoi edifici sono un bellissimo esempio di architettura Lanna, nord thailandese; lo sfavillante chedi dorato, le innumerevoli statue del Buddha, gli affreschi, i tanti piccoli santuari e le file di campane non finiranno di stupirvi.
Fu fondato nel 1383 come monastero buddhista theravada ed è a tutt’oggi uno dei più importanti centri religiosi del paese. Il nome Wat Phra That indica che nel tempio è custodita un’importante reliquia del Buddha e in occasione di importanti festività buddhiste, come il Visakha Bucha e il Makha Bucha day, si affolla di devoti fino all’impossibile.
Doi Suthep, insieme al vicino Doi Pui, fa parte di un grande Parco Nazionale, ricchissimo di foreste. Oltre al tempio si possono visitare alcune cascate, il Buphing Palace, residenza reale invernale, e alcuni villaggi abitati dai Hmong, minoranza etnica che popola le montagne del nord.

La leggenda dell’elefante bianco

La fondazione di Wat Phra That Doi Suthep è avvolta dal mito e dal mistero. Secondo una leggenda, più di 600 anni fa viveva a Sukhothai un monaco di nome Sumanathera. Un giorno, ricevette in sogno l’indicazione di andare a cercare una sacra reliquia. Viaggiò fino al punto indicato e trovò un osso appartenuto alla spalla del Buddha. Quest’osso aveva poteri magici: risplendeva al buio, si muoveva, scompariva e riappariva. Il monaco portò la reliquia al re di Sukhothai, re Dhanimaraja, che organizzò una grande cerimonia. L’osso però non mostrò nessuno dei suoi poteri, tanto che il re ebbe dei dubbi sulla sua autenticità e disse al monaco di tenerselo.

Wat Doi Suthep, la statua dell'elefante bianco

Wat Doi Suthep, la statua dell’elefante bianco

Un altro re del nord, re Nu Naone, sovrano del regno Lanna, udì della reliquia e la volle vedere, invitando Sumanathera a Chiang Mai. Il re fece costruire un tempio, Wat Suan Dok, per la sua custodia. Quando fu il momento di essere seppellito, l’osso miracolosamente si sdoppiò. L’originale fu lasciato a Suan Dok, mentre per la copia fu pensato un metodo originale per trovare il luogo dove costruire un nuovo tempio. L’osso fu posto sul dorso di un elefante bianco, che fu lasciato libero per le montagne. L’animale vagò per le foreste molti giorni, fino a quando raggiunse la cima di Doi Suthep, dove barrì tre volte e morì. Nel punto indicato dall’elefante, nel 1383, il re fece costruire il chedi per custodire la reliquia. Da allora, il tempio è stato periodicamente ampliato e abbellito nel corso dei secoli successivi. In prossimità dell’ingresso al chiostro interno, c’è una statua commemorativa dell’elefante bianco.

La costruzione della strada

Fino al 1935, per visitare il tempio, devoti e pellegrini dovevano percorrere un ripido sentiero attraverso la fitta giungla. Così Phra Kruba Srivichai, un monaco molto venerato, chiese alle comunità di tutta la regione di Chiang Mai di aiutarlo nella realizzazione di una strada attraverso la foresta. Ogni villaggio contribuì costruendo sezioni di circa 400 metri, completando l’opera in soli sei mesi. Il lavoro fu effettuato tutto manualmente, con l’impiego di animali per il trasporto dei materiali, perché all’epoca non c’erano mezzi meccanici. Ancora oggi, molti thailandesi si fermano a rendere omaggio alla statua di Srivichai, collocata ai piedi della montagna dove inizia la salita.

Wat Doi Suthep, la statua di Kruba Srivichai

Wat Doi Suthep, la statua di Kruba Srivichai

Dove si trova

Wat Phra That Doi Suthep si trova 15 Km da Chiang Mai, percorrendo una strada ripida e tortuosa, che parte poco oltre il grande zoo della città.

Come arrivare

Per visitare il tempio potete affidarvi ad una delle innumerevoli agenzie di Chiang Mai. Il tour costa dai 600 ai 1200 baht a seconda del mezzo usato e a quante altre attività sono aggiunte alla visita di Wat Phra That.
Per un’alternativa più economica e per viaggiatori indipendenti, potete utilizzare i songthaew che partono appena fuori Chang Puak Gate, vicino al mercato su Manee Nopparat Road. Il passaggio a/r, comprensivo di un’ora di tempo per la visita, costa intorno ai 150 baht.
Per gli amanti delle due ruote, potete noleggiare uno scooter. Fatelo solo se siete piloti provetti, perché la strada è davvero impegnativa. Il noleggio di un 125 cc costa dai 200 baht per un giorno.
Infine, per gli appassionati di escursionismo c’è la possibilità di salire per un sentiero, utilizzato ancora oggi dai monaci. Il percorso è descritto sul blog tielandtothailand.com, gestito da una giovane coppia di americani che vivono a Chiang Mai.

Panoramica d’insieme del monastero

Arrivati a Doi Suthep, troverete un ampio parcheggio riservato ai songthaew provenienti dalla città. Impossibile sbagliare, perché ci sono molte bancarelle che vendono souvenir, snack e bibite. Ben visibile, c’è l’accesso al ripiano da dove inizia la scalinata che porta alla grande terrazza, in cima alla montagna.
Una foto scattata da Richard Barrow, utilizzando un drone, da l’idea della complessità del tempio. Al centro della terrazza, c’è il chiostro centrale che ospita il grande chedi dorato. Al di fuori e attorno al chiostro, ci sono molte altre strutture come un museo, un viharn in legno, un ubosot, tanti piccoli santuari, statue e molto altro ancora. Ai bordi e al di fuori del grande complesso, ci sono le residenze dei monaci e il centro di meditazione.

Wat Doi Suthep visto dall'alto da thailandfromabove.com di Richad Barrow

Wat Doi Suthep visto dall’alto da thailandfromabove.com di Richad Barrow

Questa mappa potrà esservi di aiuto nell’organizzare la vostra visita.

Wat Doi Suthep, la mappa

Wat Doi Suthep, la mappa

La scalinata

La suggestiva scalinata è stata costruita nel 1557 ed è formata da 306 gradini. Due lunghissimi e terrifici Naga srotolati formano le balaustre.
Per chi non vuole fare la lunga salita, c’è una funicolare che per 20 baht porta direttamente in cima alle scale, dove c’è la biglietteria; l’ingresso per i turisti stranieri costa 30 baht. Tutto il denaro raccolto è impiegato per la manutenzione del tempio e per pagare gli studi ai monaci provenienti da aree molto povere. Quindi non lamentatevi troppo, come ho letto in alcuni blog, per il piccolo obolo richiesto. Inoltre ricordatevi, che offrire denaro in un tempio è una forma di devozione del popolo thai.

Wat Doi Suthep, la scalinata

Wat Doi Suthep, la scalinata

La grande terrazza

Dal ripiano dove termina la scalinata, dove si trovano la biglietteria, l’arrivo della funicolare e i servizi igienici, si accede alla grande terrazza attraverso un grande portale. Appena entrati, ci sono la statua dell’elefante bianco, un magnifico esemplare di albero della bodhi, un santuario con la statua dell’eremita Sudeva, a cui si deve il nome della montagna, e gli ingressi al chiostro interno.
Dall’elefante bianco, proseguendo in senso orario e appena girato l’angolo, c’è l’ubosot, stupendo esempio di architettura Lanna, con un magnifico portale in legno, decorato con intarsi dorati. Di fronte all’ubosot ci sono negozi di souvenir e un bar. Proseguendo, lungo il muro esterno del chiostro ci sono lunghe file di campane.

Wat Doi Suthep, l'ubosot

Wat Doi Suthep, l’ubosot

Si arriva quindi sul retro del chiostro, qui c’è un edificio che funge da museo, dove sono esposte vecchie fotografie e oggetti antichi risalenti alla fondazione del tempio. Accanto c’è la grande area panoramica, da dove nelle giornate limpide si può vedere Chiang Mai.

Wat Doi Suthep, panorama sulla città

Wat Doi Suthep, panorama sulla città

Dalla terrazza, altre file di campane portano a un viharn in legno, dietro al quale ci sono le residenze dei monaci e il centro di meditazione. Quindi si incontra un padiglione che ospita una grande campana e si ritorna agli ingressi del chiostro interno, al quale si accede con un’altra breve rampa di scale. Prima di entrare si devono togliere le scarpe e coprire spalle e gambe, se scoperte, almeno fino alle ginocchia.

Wat Doi Suthep, il viharn in legno

Wat Doi Suthep, il viharn in legno

Il chiostro centrale

Il chiostro è formato da due viharn, quello principale ed uno più piccolo, due santuari e da un porticato aperto verso l’interno, che collega le varie strutture, dove si possono ammirare 47 affreschi raffiguranti episodi della Jakata e una lunga fila di Buddha allineati.

Wat Doi Suthep, affreschi e Buddha nel porticato

Wat Doi Suthep, affreschi e Buddha nel porticato

Al centro della corte c’è il grande chedi, alto 16 metri e tutto laminato in oro. La forma attuale risale al 1400, mentre l’originale era ben più piccolo e modesto.

Wat Doi Suthep, il grande chedi dorato

Wat Doi Suthep, il grande chedi dorato

Agli angoli del chedi ci sono quattro grandi parasoli dorati ornamentali, mentre su ogni lato ci sono balaustre in marmo che delimitano, al loro interno, un camminamento percorso dai fedeli mentre recitano le loro preghiere. Sopra le balaustre, davanti e dietro ad esse ci sono numero statue del Buddha, nelle più differenti posture, tra cui copie del Buddha di smeraldo.

Wat Doi Suthep, statue del Buddha

Wat Doi Suthep, statue del Buddha

Il centro di meditazione

Wat Phra That Doi Suthep è sede di un importante centro di meditazione Vipassana, dove si tengono molti corsi e attività. Per maggiori informazioni potete consultare il sito del centro

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