Wat Suan Dok, i chedi
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Wat Suan Dok, Chiang Mai

Il monastero con tantissimi chedi bianchi

Wat Suan Dok, monastero con tantissimi chedi bianchi

Wat Suan Dok è un tempio molto antico, situato appena ad ovest del centro storico di Chiang Mai.
La caratteristica più evidente di Wat Suan Dok è il gran numero di chedi. Quello più alto, dorato in stile dello Sri Lanka, è alto 48 metri e custodisce una reliquia del Buddha. Gli altri bianchi, più piccoli, contengono le ceneri dei membri, di diverse generazioni, della famiglia reale di Chiang Mai.

Wat Suan Dok, i chedi

Wat Suan Dok, i chedi

Dove si trova

Wat Suan Dok si trova su Suthep Rd, circa 1 km ad ovest dalle mura del centro storico. E’ facilmente raggiungibile in tuk tuk o in bicicletta. Il monastero è aperto dalle 6:00 alle 17:00. L’ingresso è gratuito.

Un po’ di storia

Wat Suan Dok significa letteralmente “tempio del giardino fiorito”, perché in origine fu un giardino della famiglia reale di Chiang Mai. Nel 1371, il re Kue Na, sesto re della dinastia Mengrai, fondò sui terreni del giardino un monastero per il monaco Sumana Thera, che introdusse il Buddhismo nel regno Lanna e che portò un’importante reliquia del Buddha.
Nel 1558, quando i birmani conquistarono Chiang Mai, il monastero cadde gradualmente in rovina. Duecento anni passarono prima che gli invasori furono respinti e sotto il re Kawilla (1782-1813) il tempio fu restaurato.
Nel 1907, la principessa Dara Rasmi, una delle mogli del re Chulalongkorn (Rama V) e figlia del re Lanna Inthawichayanon, spostò le ceneri dei membri della famiglia reale a Wat Suan Dok, che furono seppellite nei chedi bianchi.
Nel 1932, il famoso monaco Kru Ba Srivichai restaurò il grande viharn e l’ubosot.

La sacra reliquia del Buddha di Wat Suan Dok

Un monaco di nome Sumana Thera di Sukhothai scoprì una reliquia che si credeva fosse l’osso della spalla del Buddha. Re Kuene, che governò il regno Lanna durante gran parte della seconda metà del 14° secolo, invitò il monaco a Chiang Mai e fece costruire Wat Suan Dok per custodire la reliquia. Quando il monaco arrivò a Chiang Mai, l’osso si divise magicamente in due parti, una simile all’originale, l’altra più piccola. La reliquia più piccola fu riposta nel chedi di Wat Suan Dok. Quella più grande fu messa sul dorso di un elefante bianco che fu lasciato libero di andare dove volesse. L’elefante salì la montagna Doi Suthep, ad ovest di Chiang Mai. Barrì tre volte e morì in prossimità della cima. In quel punto fu costruito  Wat Phra That Doi Suthep, nel 1383.

Il grande chedi

Il grande chedi dorato, ben visibile anche da lontano, è alto 48 metro; è a forma di campana in stile Sri Lanka. All’interno è custodita la reliquia del Buddha. Su tutti e quattro i lati del basamento ci sono delle scalinate che portano alla stretta terrazza dalla quale si erge la guglia a forma di campana. Le scalinate sono bordate con Naga a sette teste che emergono dalle bocche di Makara, creature mitologiche marine.

Wat Suan Dok, il grande chedi

Wat Suan Dok, il grande chedi

Wat Suan Dok, i chedi bianchi

Wat Suan Dok, i chedi bianchi

Il viharn

Il grande viharn è situato est del chedi principale. È insolito per le sue grandi dimensioni e per essere aperto sui lati, invece di essere chiuso da mura.

Wat Suan Dok, il viharn

Wat Suan Dok, il viharn

All’interno, due grandi statue del Buddha sono disposte vicine, di schiena, che guardano in direzioni opposte. Il Buddha seduto in Bhumisparsha mudra guarda verso est, mentre il Buddha in piedi, che regge un fascio di paglia, guarda a ovest, verso il chedi. Di fronte al Buddha seduto se ne trova un altro più piccolo, in stile Lanna, realizzato durante il regno di re Kue Na.

Wat Suan Dok, i Buddha del viharn

Wat Suan Dok, i Buddha del viharn

L’ubosot

L’ubosot recentemente rinnovato contiene una statua in bronzo del Buddha, forgiata nel 1504. Il Buddha, alto circa 5 metri è raffigurato seduto in Bhumisparsha mudra. La statua, che porta il nome di Phrachao Kao Tue, è notevole in quanto le dita del Buddha sono tutti della stessa lunghezza, indicativa dell’influenza Sukhothai, ma con abiti in stile Ayutthaya. Le pareti sono decorate con affreschi raffiguranti scene tratte dai Jataka, racconti che narrano le vite precedenti del Buddha.

Wat Suan Dok, il Buddha dell'ubosot (aut. Kittipong Khunnen)

Wat Suan Dok, il Buddha dell’ubosot (aut. Kittipong Khunnen)

Ritiri di meditazione e conversazioni con i monaci

All’interno del complesso del tempio, c’è il campus della Maha Chulalongkorn Rajavidyalaya University che organizza periodi di conversazioni con i monaci (Lunedi, Mercoledì e Venerdì dalle 17:00 alle 19:00) e ritiri di meditazione, che sono aperti a tutti. Durante la conversazione con il monaco, in lingua inglese, si ha la possibilità di fare domande sul Buddismo, la vita nel tempio, i costumi e la cultura thai e qualsiasi altra cosa a cui siete interessati.

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