Wat Umong, una delle gallerie del monastero
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Wat Umong, Chiang Mai

Il tempio delle gallerie

Wat Umong, il tempio delle gallerie

Il nome completo del tempio è Wat Umong Suan Phutthatham, che si può tradurre in “Tempio delle gallerie e il giardino degli insegnamenti del Buddha”.
Tra i tanti templi buddisti presenti a Chiang Mai, Wat Umong è tra i miei preferiti. Anche se poco visitato dai turisti stranieri, forse per la sua posizione un po’ appartata, merita di essere inserito nella lista dei luoghi da visitare.

Wat Umong, una delle gallerie del monastero

Wat Umong, una delle gallerie del monastero

È unico per il suo sistema di gallerie, scavate in una collinetta artificiale, che ospitano piccoli santuari con Buddha seduti in meditazione. Se andate al mattino presto e siete fortunati ad essere da soli, fermatevi qualche minuto in raccoglimento. Lontano dai rumori esterni, con il profumo dei fiori freschi e degli incensi, assaporerete fino in fondo l’atmosfera fortemente suggestiva di calma e serenità di questo luogo straordinario.

Wat Umong, un altro Buddha in meditazione

Wat Umong, un altro Buddha in meditazione

È unico anche per la sua posizione, in un’area boschiva vicino ad un lago naturale, alle pendici di Doi Suthep. L’atmosfera tranquilla del monastero, dove spesso risuonano i canti dei monaci, offre un piacevole diversivo al centro storico di Chiang Mai. E’ un luogo eccellente per le pratiche spirituali. Il grande complesso ospita un importante centro di meditazione dove è possibile seguire corsi di meditazione e conferenze sugli insegnamenti del Buddha.

Un po’ di storia

La storia di Wat Umong Thera Chan (monastero delle gallerie per il monaco Chan) non è ben chiara. Una leggenda narra che il fondatore di Chiang Mai, re Mengrai, nel 1300 costruì il monastero per il monaco Chan, molto erudito, ma anche molto eccentrico. Si dice, che questo monaco avesse l’abitudine di vagare per giorni nel bosco vicino al suo monastero e che quindi non fosse sempre disponibile per una consultazione, in caso di necessità. Pertanto, il re fece costruire Wat Umong con le sue grotte, decorandole con affreschi raffiguranti alberi, fiori e uccelli. Una rappresentazione di un bosco dove il monaco potesse camminare, ma essere facilmente trovato.
Tuttavia, reperti archeologici e studi storico-filologici non sono del tutto d’accordo con questa leggenda. Anche se il monastero rimane ancora in attesa di una corretta indagine archeologica, alcuni studiosi sono certi che i dipinti nelle gallerie non risalgono ai tempi di Mengrai, ma ad un periodo successivo, forse tra il 1380-1450. Secondo gli stessi studi, anche il chedi risalirebbe ad una data ancora più recente, tra circa il 1450-1550.
Il tempio fu abbandonato nel corso del 15° secolo e solo nel 1948 fu restaurato, ripristinando le antiche gallerie, e riaperto come centro di meditazione e di insegnamento della dottrina buddista. Oggi Wat Umong è un tempio attivo con molti monaci residenti.
Per maggiori dettagli potete consultare il sito siamese-heritage.org

Dove si trova

Wat Umong è situato a ovest del centro storico di Chiang Mai, alle pendici di Doi Suthep. Il tempio si trova circa 2 km a sud di Suthep Road, a ovest della tangenziale esterna di Chiang Mai e a sud del campus dell’Università di Chiang Mai. Percorrendo Suthep Rd da Suan Dok Gate, si supera l’incrocio con Chonprathan Rd (Canal rd) e si gira alla quinta strada a sinistra. Si continua quindi su questa via fino ad arrivare all’ingresso del tempio, sulla destra.
Se non avete un mezzo vostro, potete andare con un taxi o un tuk tuk. Dal momento che il tempio è un po’ fuori mano, vi consiglio di far aspettare l’autista per il viaggio di ritorno. È possibile abbinare la visita di Wat Umong con Wat Suan Dok, che si trova anch’esso su Suthep Road.

Che cosa vedere

Le gallerie

I tre ingressi principali delle gallerie sono ai piedi della collinetta e si affacciano verso sud. Per visitarle, bisogna togliersi le scarpe. I tunnel sono disposti a griglia, sono ben aerati e ben illuminati quindi non c’è pericolo di perdersi o di soffrire di claustrofobia.

Wat Umong, gli ingressi alle gallerie

Wat Umong, gli ingressi alle gallerie

Ad ogni estremità di ciascuna galleria, c’è un piccolo santuario con un Buddha seduto in meditazione, dove i devoti lasciano fiori e candele in offerta. Lungo le pareti, ci sono delle piccole nicchie che ospitano statue del Buddha. Purtroppo gli affreschi sono andati quasi completamente persi. Se portate le scarpe con voi, è possibile uscire sul retro delle gallerie ed andare direttamente al chedi.

Wat Umong, un'altra delle gallerie

Wat Umong, un’altra delle gallerie

La colonna di Ashoka

Davanti agli ingressi dei tunnel, c’è una copia della colonna di Ashoka che risale alla fondazione del monastero. In cima alla colonna ci sono 4 leoni, che sorreggono sulle loro teste una ruota del Dhamma, importante simbolo Buddhista. Nel 3° secolo a.C., il re indiano Ashoka inviò monaci in tutto il Sud-Est asiatico a diffondere il Buddismo. Un gran numero di queste colonne commemorative, alcune delle quali rimangono ancora oggi, sono state erette in tutta l’India e nei paesi limitrofi.

Wat Umong, la colonna di Ashoka

Wat Umong, la colonna di Ashoka

Il chedi

Sulla sommità della collinetta c’è il chedi del monastero. E’ raggiungibile con una breve scalinata, fiancheggiata da due grandi Naga, situata alla sinistra degli ingressi dei tunnel.

Wat Umong, la scalinata al chedi

Wat Umong, la scalinata al chedi

II grande chedi, a forma di campana circolare, è stato recentemente ristrutturato.

Wat Umog, il chedi

Wat Umog, il chedi

Il Buddha “ascetico”

Nelle immediate vicinanze si può osservare una statua del Buddha molto particolare. E’ raffigurato seduto in meditazione, l’aspetto è molto emaciato, probabilmente dopo un lungo periodo di digiuno. Una vera rarità in Thailandia.

Wat Umong, il Buddha ascetico

Wat Umong, il Buddha ascetico

Altre particolarità

In prossimità degli ingressi ai tunnel, c’è una raccolta di statue del Buddha danneggiate, sparse sul terreno tra gli alberi. Le statue sono state portate da altri templi in rovina.

Wat Umong, le statue danneggiate

Wat Umong, le statue danneggiate

In un angolo del complesso del monastero, c’è un laghetto con pesci gatto, anatre e tartarughe che aspettano di essere nutriti. Il cibo può essere acquistato da uno dei venditori nel parco.
Lungo i sentieri, attraverso il bosco, agli alberi sono appesi cartelli con citazioni scritte in thai e in inglese.
Vicino all’ingresso, c’è una biblioteca museo, che raccoglie numerosi testi sul Buddhismo e altre filosofie ed espone una collezione di oggetti antichi.

Centro di meditazione

Nel 1948, dopo che i restauri furono completati, Wat Umong fu riaperto come centro di meditazione e di diffusione della dottrina buddhista. Ogni Domenica tra le 15:00 e 18:00, si tengono conferenze in inglese sugli insegnamenti del Buddha, presso il padiglione cinese vicino al laghetto. A Wat Umong si pratica il metodo Anapanasati, che si concentra sulla respirazione. Se siete interessati a partecipare a sessioni e corsi di meditazione, assicuratevi che siano in lingua inglese.

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