Consigli Posso esserti utile

Sognate di essere pensionati in Thailandia?

Alcune informazioni utili prima di compiere il grande passo

Se state sognando di andare in pensione in Thailandia, in questo articolo troverete alcune informazioni utili per capire se questo sogno possa diventare realtà. Scrivo su questo argomento perché mi tocca molto da vicino, anche se l’entrata in vigore della legge Fornero ha allontanato di altri 6 anni il mio pensionamento. Devo confessare che parte dei miei viaggi in Thailandia è stata pensata in funzione di un mio eventuale trasferimento in questo paese. Con l’esperienza acquisita vi do questo consiglio: prima di vendere tutti i vostri averi e partire, ponderate molto bene tutti gli aspetti, quelli positivi e soprattutto quelli negativi. Perché troppo spesso leggo articoli che invogliano ad espatriare, sostenendo che andare in pensione in Thailandia sia una grande idea e che sia un modo di trascorrere i vostri ultimi anni in un paradiso tropicale spendendo pochissimo.

La balla più colossale è che si può vivere in Thailandia con meno di 500 euro al mese. In questo modo si alimentano pericolosamente false speranze a chi vive in situazioni di precarietà e sta meditando la “fuga”. La realtà è che il costo della vita è molto più alto di quanto ci si aspetti ed è anche in veloce e drastico aumento. Sono moltissimi i pensionati che ogni anno se ne tornano a casa delusi e indigenti. E sono in aumento quelli che si rivolgono ad associazioni di volontariato che assistono anziani espatriati in Thailandia.
Non vale neanche la tesi che molti Thailandesi sopravvivono (non vivono) con molto poco, perché sono abituati alle loro condizioni di vita e non hanno spese che uno straniero in genere ha, e che difficilmente può evitare, come affitto, visti, assicurazioni, spese mediche, voli da e per l’Italia, ecc.
Prima di lanciarsi nell’avventura è fondamentale capire cosa sia per noi veramente vivere, e non sopravvivere, e quindi potremo fare una ragionevole stima di quanto dovremo aggiungere alle spese vive minime. Perché un conto è abitare in una capanna di bambù sul bordo di una risaia in Isaan, mangiando riso e pesce pescato dai fossi, ed un altro è vivere a Phuket in una villa vicino ad una delle famose spiagge, andando a mangiare tutte le sere in un buon ristorante.
Passiamo in rassegna le spese che dovremo affrontare per un soggiorno di lunga durata, da pensionati, in Thailandia. Mi riferisco a Bangkok perché è la realtà che conosco un po’ meglio, ma nelle altre località turistiche non ci saranno variazioni sostanziali. Per contenere ancora di più i costi bisogna allontanarsi da questi centri verso le piccole città di provincia.

Affitto

A Bangkok possiamo partire per esempio da 4500 baht (circa 130 euro) al mese per una stanza più che decorosa (con aria condizionata, doccia con acqua calda, wifi, frigo, microonde, ecc.) in un buon condominio (con portineria, lavanderia, piccola piscina, ecc.) non lontanissimo dal centro, con la stazione dello skytrain e altri servizi (banca, centro commerciale, ecc.) a portata di passeggiata. Nelle foto qui sotto potete vedere la stanza e il condominio in questione.

Chiaramente più ci si avvicina al centro e più l’appartamento è grande, più l’affitto aumenta. Per un piccolo bilocale ammobiliato (soggiorno con angolo cottura e camera da letto) sarà difficile scendere sotto i 200 euro. All’affitto poi si devono aggiungere le spese per acqua e corrente elettrica, e qui dipende molto da quanto si userà il condizionatore.
Volendo si possono trovare stanze anche per 60 euro al mese, ma prive di ogni confort e lontanissime dal centro e da ogni servizio, in quartieri dove non troverete nessun occidentale o persona che parli una parola di inglese. Ma ha senso venire fino in Thailandia per vivere in un contesto così?
Diciamo quindi, che con 150 euro al mese ce la possiamo cavare A questo punto penserete: “mi rimangono un sacco di soldi da spendere”. Prendiamo ora in considerazione la seconda voce che inciderà di più sul nostro bilancio: il cibo.

Cibo

Per contenere al massimo le spese ci si deve rivolgere alle bancarelle per strada. Per poco più di un euro si può avere un piccola porzione di riso o di noodles (spaghetti di riso a cottura istantanea) con un po’ di verdure e carne e una bottiglietta d’acqua. Il nostro budget basico giornaliero per il cibo sarà ragionevolmente molto vicino ai 6 euro, che in un mese sono circa 180 euro. Questo implica due cose: non essere schizzinosi, perché le condizioni igieniche delle bancarelle lasciano un po’ a desiderare, e che i cibi piccanti siano di vostro gusto.

Se non vi piacciono le bancarelle, ci sono le food court dei grandi centri commerciali e migliaia di ristoranti per tutte le tasche e delle più disparate cucine. Un pasto, degno di questo nome, in un buon ristorante Thai, pulito e in centro, costa dai 10 euro in su. Un piatto di pasta o una pizza in un discreto ristorante italiano costano dai 7 euro in su.
Avendo la possibilità di cucinare, si può risparmiare, comprando gli alimenti freschi al mercato. Se non riuscite a fare a meno dei prodotti italiani, che troverete nei grossi centri commerciali, spenderete ben più che in Italia.

Spese mediche e assicurazione sanitaria

Questo è il terzo capitolo di spesa più importante ed anche il più critico per noi “non più giovani”. In Thailandia non c’è ASL e non c’è 118, è tutto a pagamento. Ci sono le assicurazioni sanitarie, ma più si diventa anziani e più si paga. In caso di patologie pregresse e dopo i 70 anni sarà molto difficile ottenere una copertura.

Bumrungrad Hospital

Bumrungrad Hospital

Visto per pensionati

Per averne una, quanto mai basica, si devono spendere almeno 60 euro al mese. Si può anche decidere di non assicurarsi, rivolgendosi alla bisogna ad un buon ospedale per thailandesi (dimenticatevi il Bumrungrad o il Bangkok Hospital), che hanno tutto sommato costi accettabili, interventi chirurgici a parte. Ad esempio un check-up, molto approfondito, al Samtivej Hospital di Bangkok costa intorno ai 400 euro. Nel caso di interventi o cure molto costose è possibile rientrare in Italia e, se residenti all’estero, avere cure gratuite per 90 giorni. Bisogna essere coscienti che comunque è un rischio, perché non è detto di riuscire a salire sull’aereo.

Forse abituati al “visa exemption” (esenzione del visto) da turista si tende a sottovalutare quest’aspetto che invece per soggiorni lunghi può avere la sua rilevanza sia in termini di costi che di difficoltà, in quanto si deve affrontare l’intricato labirinto della burocrazia Thai.
Se si hanno almeno 50 anni di età e un deposito minimo di 800.000 Baht (circa 22500 euro) su un conto bancario thailandese o un reddito mensile lordo di almeno 65.000 Baht (circa 1840 euro) o una combinazione dei due (cioè saldo in banca + reddito x 12 = 800.000 Baht) si può richiedere un visto Non-Immigrant di tipo “O-A”, spesso definito come “Retirement Visa”.

I titolari di questo tipo di visto possono rimanere in Thailandia per un anno intero registrandosi presso un ufficio immigrazione locale ogni 90 giorni per confermare il proprio indirizzo di residenza. Scaduto l’anno si deve ripetere la procedura, che dovrebbe costare attorno ai 150 euro se si fa tutto da soli; se si chiede l’aiuto di un’agenzia di pratiche consolari costerà un po’ di più.

Trasporti

In Thailandia si può fare a meno di avere un’automobile. Tra benzina, assicurazione e bollo, rispetto all’Italia questo sarà un gran risparmio. Nel Paese dei Sorrisi i trasporti pubblici sono economici. Con le compagnie aeree low cost si vola in ogni angolo del paese per poco più di 50 euro.

Bangkok - Skytrain

Bangkok – Skytrain

A Bangkok con skytrain, metropolitana, autobus e barche si può arrivare quasi dappertutto spendendo veramente poco; dove non arrivano questi, e per brevi tragitti, ci sono i moto-taxi e i tuk-tuk. Anche i taxi sono convenienti: per una decina di euro si coprono distanze fino a 30-40 Km.

Bangkok - Tuktuk

Bangkok – Tuktuk

Nel conto si deve mettere almeno un viaggio in Italia all’anno per rivedere i propri cari. Un biglietto aereo, acquistato in bassa stagione e con qualche offerta, costerà sui 500 euro.

Come potete vedere, già solo con le spese indispensabili, e in stile “basico”, siamo già al di là dei 500 euro al mese. A queste vanno aggiunti le spese per la “vita sociale” che sono impossibili da generalizzare in quanto ogni persona ha il suo stile di vita. Per star sicuri, diciamo che per vivere in Thailandia occorrono almeno 1.000 euro al mese. Con questa cifra, però si vive anche in Italia e quindi la motivazione di un eventuale trasferimento, con tutto quello che si dovrà affrontare, non deve essere solamente di natura economica.

Un altro problema, e non meno importante, è l’isolamento culturale. Nei centri turistici ci sono molti italiani e, se sapete un po’ d’inglese, moltissimi occidentali residenti, ma anche molti thailandesi, con cui è possibile conversare. Ci sono molte attività culturali, di volontariato, tanti hobby da poter coltivare, che possono arricchire la vostra vita relazionale. Se andate invece in un piccolo centro, dove vi abitano pochissimi stranieri, se non parlate Thai e/o non avete un partner thailandese che vi aiuti, sarete in difficoltà perché non potrete comunicare con nessuno, anche solo per le esigenze più elementari. Anche le profonde differenze culturali che esistono tra noi e loro si faranno sempre più evidenti fino a diventare quasi insopportabili.

Per concludere vi consiglio, prima di pensare a trasferirvi, di trascorrere un periodo lungo, almeno 6 mesi, in Thailandia. Vi potrete rendere conto di persona di tutto e capirete se la Thailandia fa per voi. In ogni caso assicuratevi sempre di avere un piano B nel caso la vita dovesse diventare troppo difficile. E per molti di noi, il piano B sarà ritornare a casa. Non precludetevi mai e per nessun motivo la possibilità di ritornare.

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4 commenti

  1. Se mi volevi spaventare ci sei riuscito in pieno. Ho 65 anni e sono pensionata con circa 800 E mensili. Da quanto ho letto dovrei desistere. Peccato: altro sogno infranto.

    • Roberto Pedroli

      Buon giorno Angela, mi dispiace molto aver infranto i tuoi sogni. Non ho nessuna intenzione di spaventare ma di mettere in guardia dalle facile illusioni che alcuni propagandano su internet. Quanti soldi servono dipende molto dal proprio stile di vita e dalla capacità di adattamento a un mondo molto diverso dal nostro. Ti consiglio di fare una prova prima. Inizia con 2-3 settimane, poi se ti piace puoi continuare con esperienze sempre più lunghe. Avrai così modo di valutare personalmente, in base ai tuoi gusti ed esigenze, se 800 euro sono sufficienti. La molla però che spinge a un trasferimento simile non può essere solo economica.

      • Approvo in pieno, sono 28 anni che vado in Thailandia, i costi attualmente sono aumentati moltissimo, inoltre senza avere un reddito mensile spendibile di almeno 1600 euro per persona si rischia di trovarsi a fare una vita davvero spiacevole, se si cerca l’economicità meglio rinunciare a qualcosa ma vivere in Italia e ogni tanto fare dei viaggi anche di un paio di mesi in Thailandia, come ho attualmente deciso di fare io, una cosa da ricordare sempre è che soprattutto in Thailandia gli stranieri sono ben accetti in quanto portatori di valuta, attualmente hanno messo un minimo di stop anche ai viaggiatori con lo zaino, i classici camminatori, questo per lasciare intendere che ognuno deve essere inquadrato quando entra nel regno e soprattutto se ha la possibilità di pagarsi il soggiorno. Non è la terra dei sogni, almeno non lo è più ormai. molti prodotti costano più che in Italia, oltretutto è la terra del falso, quindi pochissimi pro e molti contro per chi vuole espatriare, a meno che sia ricco sfondato, ma in questo caso ci sono località nel mondo molto più belle della Thailandia. Ripeto è bella da soggiornare per periodi corti max. 2 mesi, io ci vado spesso, ma mi organizzo diversamente che in passato, in gruppo e scelgo località dove vivere un soggiorno degno, non ha senso andare fin li per soggiornare in una bettola piena di scarafaggi.

        • Roberto Pedroli

          Grazie Luca per il tuo contributo. Sicuramente le motivazioni per trasferirsi in Thailandia non possono essere solo economiche.

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