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La patente internazionale… questa sconosciuta

Per guidare in Thailandia bisogna avere la patente internazionale

Per guidare in Thailandia bisogna avere la patente internazionale

Prima di tutto, se si ha intenzione di noleggiare uno scooter o un’automobile è fondamentale avere la patente di guida valida per il mezzo che si guiderà. In Thailandia, come in Italia, esiste una patente per i motocicli ed una per le auto. Quindi per lo scooter bisogna avere la patente A, mentre per l’auto la patente B.
Ma non basta, perché la nostra patente italiana non è riconosciuta in Thailandia e quindi non è valida. Bisogna essere in possesso anche del permesso internazionale di guida, comunemente conosciuto come patente internazionale. Si tratta di un libretto, abbastanza ingombrante, dove è riportata la traduzione ufficializzata, in più lingue, della nostra patente.

La patente internazionale - da arcigarbatella.it

La patente internazionale – da arcigarbatella.it

Ricapitolando quindi: se si è alla guida di una moto o di un’auto, bisogna sempre avere sempre con sé il passaporto (o almeno una fotocopia), la patente italiana A o B, a seconda del mezzo che si noleggia, e la patente internazionale.

Documenti per guidare in Thailandia - da japan-experience.it

Documenti per guidare in Thailandia – da japan-experience.it

La patente internazionale

Per guidare in Thailandia è richiesto un permesso internazionale di guida che non può essere utilizzato autonomamente, ma deve essere sempre accompagnato dalla patente nazionale in corso di validità. Le convenzioni internazionali in materia prevedono due distinti modelli di patente internazionale: il modello “Ginevra 1949” e il modello “Vienna 1968”. Entrambi sono attualmente ottenibili in Italia; il modello “Vienna 1968” ha una validità di tre anni, mentre quello di “Ginevra 1949” ha una validità di un anno, sempre nei limiti della validità della patente nazionale.

Per la Thailandia è valido il modello “Ginevra 1949”.

La richiesta di permesso internazionale di guida va presentata agli uffici della motorizzazione civile. Le modalità per presentare la domanda sono descritte sul sito del Ministero dei trasporti .
In alternativa, la pratica può essere effettuata da un’agenzia pratiche automobilistiche o da un ufficio ACI, pagando una commissione per il servizio svolto. Tenete presente che possono essere necessarie fino a quattro settimane.

I soliti “furbi”

Approfittando del fatto che molti noleggiatori non chiedono documenti, ho conosciuto persone che guidano scooter senza nessun tipo di patente o con solo quella italiana. Mi è anche capitato di leggere nei vari forum di alcuni “furbi” che usano abbonamenti dell’autobus o del treno, patenti scadute o contraffatte.
Certamente, è facile farla franca ad un eventuale controllo della polizia, magari perché l’agente è tollerante con i turisti, o non conosce l’italiano e le patenti straniere o perché gli si lascia una cospicua mancia.
Il problema nasce però in caso di incidente con danni a persone e cose: le assicurazioni, compreso quella sanitaria personale, non ne risponderanno. Quindi vanno risarciti tutti i danni causati, le spese mediche ed eventuali spese legali. Se non si è in grado di pagare, si rischia il carcere.
In Thailandia è assolutamente come in Italia: per guidare si devono avere tutti i documenti in regola, non si deve aver bevuto alcolici o usato sostanze stupefacenti, si devono allacciare le cinture se in auto o usare il casco se in moto. In caso contrario si incorre in sanzioni e nella perdita delle coperture assicurative.

Conversione della patente italiana in quella thailandese

Per chi soggiorna lunghi periodi in Thailandia, c’è la possibilità di convertire la patente italiana in una thailandese. Anche se non si guida molto, è comunque un documento d’identità che può essere usato al posto del passaporto nei controlli di polizia, nei chek-in dei voli nazionali e nella registrazione presso gli hotel. La procedura non è particolarmente complessa e la trovate ben descritta sul sito provarciegratis.



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